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Benevento, 23-06-2020 10:39 ____
Il governo Mastella sta cambiando il volto della citta' senza che nessuno ne sappia nulla e questo e' di una gravita' inaudita
Rinunciando allo strumento regolatorio, con provvedimenti del dirigente assistiamo all'abbattimento dell'Inps e tra poco a quello dell'Ufficio del Lavoro. Il senatore Pasquale Viespoli bacchetta poi il sindaco anche sulla gaffe fatta al Premio Strega
Nostro servizio
  

Pasquale Viespoli (foto), già sindaco della città di Benevento, senatore della Repubblica e sottosegretario di Stato, non si dice particolarmente "affranto" dal fatto di non essere nemmeno stato invitato dagli organizzatori comunali alla cerimonia del Premio Strega svoltasi al Teatro Romano, ma contrariato forse sì.
Sono stato al Teatro Romano, al Premio Strega, ci ha raccontato, pur non avendo ricevuto invito alcuno.
Ho incontrato casualmente Fausto Pepe e gli ho chiesto se almeno lui, sindaco predecessore di Mastella, avesse ricevuto l'invito.
Mi ha risposto di no.
E siamo in due.
In verità debbo dire, ha proseguito Viespoli, che fino a quando c'è stato Raffaele Del Vecchio quale assessore alla Cultura, sono sempre stato invitato alle manifestazioni del Comune.
Evidentemente è questione di stile.
Ma ci sono anche altre Istituzioni come la Prefettura, la Questura, che ti cancellano dai loro elenchi, nonostante gli obblighi del cerimoniale.
Chiusa questa parentesi, Viespoli ci ha commentato la lunga presenza sul palco, probabilmente inopportuna in maniera così prolissa, del sindaco Mastella.
Sono andato volentieri alla presentazione della sestina dello Strega, ci ha ancora detto l'ex senatore, perché peraltro i libri dei sei finalisti, tranne uno (non ci ha detto quale), li ho letti tutti in questo periodo di blocco forzato dovuto alla pandemia e debbo dire che non posso non commentare l'evento anche perché le gaffe di Mastella sono state veramente uniche.
Due autentiche cazzate che ha raccontato al pubblico nel corso del suo lungo intervento di saluto.
La prima è che Domenico Rea non avesse mai vinto il Premio Strega.
Questa affermazione gli è stata subito smentita dal direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, il quale, a mezza voce, forse per non metterlo in eccessivo imbarazzo, ha detto che Rea lo ha vinto il Premio Strega (alla XLVII edizione, con il romanzo "Ninfa plebea" ndr), mica ce lo lasciavamo scappare...
Ma come, riflette Viespoli, Mastella va al Premio Strega, sa che deve intervenire e non si prepara nemmeno all'evento e dice balle così grossolane?
L'altra gaffe, invece, è di natura politica ed è stata rappresentata dal fatto che, durante il lungo saluto istituzionale, consentito dal conduttore, alla domanda di Marzullo sul sogno da sindaco per la città, ci siamo sentiti fare una filippica sui quartieri popolari e sul loro degrado.
E qui la domanda, come si diceva una volta, sorge spontanea: Ma come, hai avuto per le mani il Piano Periferie con cui si poteva fare la riqualificazione del patrimonio pubblico invece di fare il parcheggio nell'area del Terminal extraurbani, avevi lo strumento per intervenire, uno strumento tarato apposta per recuperare aree e quartieri degradati, e non lo hai fatto: Perché?
Già all'epoca, quando sorse il problema del recupero del Rione Libertà, il comune "sottrasse", grazie al rapporto con l'assessore regionale dell'epoca, la titolarità all'Istituto Case Popolari per tentare di fare un intervento di riqualificazione di quel patrimonio.
E dunque l'ipotesi era stata già organizzata. Occorreva poi trovare le risorse per riqualificare il patrimonio pubblico che, senza manutenzione per trent'anni, ovviamente non può stare.
Invece Mastella, in pratica, sta determinanbdo un mutamento delle destinazioni della città, senza che nessuno ne sappia nulla. Non dico del Consiglio comunale, che sarebbe più che opportuno rappresentando l'intera città, ma neanche la sua Giunta non ne è al corrente.
L'operazione parte dal falso presupposto del trasferimento degli uffici pubblici nella ex Caserma dei Carabinieri al viale degli Atlantici. Ma lì la destinazione d'uso non è mutata perché era ed è destinata a fini universitari, a servizi eccetera.
Da questo falso presupposto, diceva, si determina che l'Inps, essendo stato trasferito come sede a viale Martiri d'Ungheria, si può utilizzare la legge regionale per abbattere e ricostruire altro, cosa questa che stanno facendo.
Con questo sistema si procederà poi con lo stabile dell'Ufficio del Lavoro di fronte la scuola "Pascoli", Ufficio che sarà anch'esso trasferito, ed anche lì altre residenze.
E tutto questo Mastella lo sta attuando con un semplice provvedimento del dirigente del Comune quando invece lo strumento regolatorio lui ce l'ha se a monte individua le aree dove quelle operazioni non si possono fare.
La verità è che il governo Mastella ha rinunciato a questa scelta è quindi sta cambiando il volto della città senza che nessuno ne sappia nulla, e questo è di una gravità inaudita, conclude Pasquale Viespoli.

comunicato n.132688



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