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Benevento, 19-05-2020 09:19 ____
Riprendiamo il cammino, riprendiamo a vivere, riprendiamo le nostre abitudini prudentemente e ad usare quel meraviglioso ascensore che e' la vita
Quell'ascensore, mai fermo, che, d'un tratto, e' precipitato giu' e che ora ritorna a riprendere l'ascesa. Comportiamoci in modo da aiutarlo nella salita. Solo cosi', anche se lentamente, potra' risalire
di Giuseppe De Lorenzo
  

E' stato, quello attuale, un inizio settimana molto insolito.
Un lunedì, decisamente, non affatto paragonabile a quelli di sempre.
Sono uscito di casa alle 6.30 e, già intorno, si scorgeva qualcosa di diverso. Un ritorno lento, ma deciso, alla vita.
Tanti fedeli si recavano alla consueta Messa delle 7.00, alla chiesa dei Cappuccini.
Più sopra, gli abitudinari della corsa mattutina, tra cui Andrea Lanzalone, che, come tanti, era scomparso in questi mesi.
Più giù, verso il centro e lungo via Torre della Catena, i primi bar che aprivano (nella foto di apertura).
Poi, giunto allo studio, seduto dietro la scrivania, ho vissuto una insolita esperienza.
Con le dovute cautele, uno alla volta, i pazienti sono ricomparsi. Per due mesi, vi è stata una medicina svolta per telefono.
L'orologio, intanto, batteva le ore.
Piazza Santa Maria, sino a qualche giorno fa deserta, incominciava, di nuovo, ad essere occupata dalle automobili (nella foto in basso).
Da queste ultime, sono scesi i primi impiegati frettolosi, intenti a raggiungere studi ed uffici della zona, nonché le dipendenti dei negozi, curate nell'abbigliamento.
Le massaie, dopo due mesi, sono transitate lungo la piazza, con i contenitori colmi di generi alimentari.
Ora che, anche se lentamente, stiamo rientrando nella movimentata vita quotidiana di sempre, emerge spontaneo il ricordo di quanto abbiamo vissuto, per lunghe settimane.
Una esperienza davvero particolare, sotto un aspetto di calma riposante. In questi momenti, ricominciamo a vederci immersi nel vorticoso mulinello della vita.
Le ore ritornano a trascorrere, ancora una volta, velocemente. Il mattino, nel suo placido risveglio, è divenuto, nuovamente, frettoloso.
Non bisogna, comunque, distrarsi, ma è d'obbligo fare attenzione. Si è ancora, dolorosamente, in mezzo al guado.
E' doveroso, non solo per la incolumità personale, ma per la salvaguardia di chi ci circonda, seguire, scrupolosamente, le norme che permettono una possibile difesa. Non bisogna illudersi, come, purtroppo, alcuni credono, che il pericolo sia svanito.
Da più parti è stato fatto e si continua a fare un paragone tra la dolorosa vicenda del coronavirus con l'altra, anche terribile, della guerra.
Tuttavia, si sa bene che una epidemia non sia la stessa cosa di una guerra.
Nel caso di quest'ultima, il nemico è ben noto, lo si conosce, invece, in una epidemia, il nemico non lo conosciamo, è accanto a noi, ci circonda, segue i nostri movimenti, ma, tuttavia, non si vede.
Per tale motivo, bisogna ancora temerlo, e non poco.
Sono, le attuali, le prime ore del ritorno a quella normalità tanto desiderata in questi mesi.
Ci auguriamo, però, che sia una normalità diversa da quella precedente e che si lascia alle spalle.
Prima dell'arrivo imprevisto del coronavirus, tante cose non andavano e la situazione, per molteplici aspetti, appariva già drammatica, con l'economia che non permetteva di guardare con serenità al futuro.
Non si può affatto negare che la stessa emergenza sanitaria, vissuta nel pieno dell'epidemia, non sia stata immune da critiche, anche forti.
Allora, l'attuale è il momento opportuno, che non bisogna sfuggire, per guardarci dentro, fare ognuno un sereno esame di coscienza, scendendo nel profondo di noi stessi.
Con questa speranza, riprendiamo il cammino, riprendiamo a vivere, riprendiamo le nostre abitudini prudentemente, riprendiamo ad abituarci ad usare quel meraviglioso ascensore che, malgrado tutto, è la vita.
Quell'ascensore, mai fermo, che, d'un tratto, è precipitato giù, e che ora ritorna a riprendere l'ascesa.
Comportiamoci in modo da aiutarlo nella salita. Solo così, anche se lentamente, potrà risalire.

                                       

comunicato n.131864



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