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Benevento, 18-05-2020 19:50 ____
Santa Messa celebrata all'aperto, all'ombra di un grande noce. E' stato il privilegio di don Marco Capaldo che ha cosi' rivisto i suoi parrocchiani
Un momento emozionante svoltosi nel giorno della celebrazione del centesimo anniversario dalla nascita di Giovanni Paolo II. Don Nicola De Blasio si e' dovuto "accontentare" della sua Aula liturgica ma e' stato bello come il primo giorno di scuola
Nostro servizio
  

Don Marco Capaldo, a differenza di altri sacerdoti e parroci della città, ha avuto il privilegio di poter dire Messa, nuovamente dinanzi ai suoi fedeli, dopo tante settimane di astinenza, in un ampio spazio, all'aperto, con l'altare allestito sotto la chioma di un grande noce.
Tuttavia, il momento emozionale c'è stato ed è stato forte ed il giovane parroco non lo ha nascosto.
Peraltro, oggi siamo anche alla celebrazione della ricorrenza del centesimo anniversario dalla nascita di San Giovanni Palo II, un papa molto amato anche dai beneventani.
Abbiamo sempre continuato a celebrare la Santa Messa anche se applicando le regole da remoto e pregando per tutto il popolo di Dio, ci ha detto don Marco.
Oggi è una grande emozione poter incontrare nuovamente le persone della comunità.
Si è Chiesa perché chiamati a celebrare la gioia del Signore Risorto anche attraverso l'Eucarestia ed è molto bello vedere queste persone dopo diversi mesi nel corso dei quali ci siamo sentito solo per telefono.
Vedersi qui riuniti, non tanto numerosi ma è bene che sia così, con la prudenza che non deve mancare, è molto bello.
Abbiamo notato, che all'ingresso un volontario ha misurato a tutti la febbre a tutti coloro che entravano nel Giardino "Angela Merici" e poi ha reso disponibile del gel per la sanificazione delle mani.
Entrati nella "chiesa" ci si è trovati dinanzi ad uno spazio molto ampio con sedie poste a più di un  metro di distanza l'una dall'altra.
Sì, ci ha detto don Marco, abbiamo provato a rimenere fedeli sia a ciò che ha imposto il Governo che a quanto ci ha detto la Conferenza Episcopale Italiana, forse abbiamo addirittura ecceduto in prudenza, ma in questo momento era la cosa migliore da fare.
Lo spazio è provvidenziale, è molto grande ed è all'aperto con la possibilità di accogliere stasera fino a 150 persone anche se la potenzialità dell'area è di 250 fedeli, nel rispetto delle regole.
La chiesa di Santa Maria della Verità al Triggio, ha concluso don Marco, è la parrocchia più piccola della città sia come appartenenza di fedeli sia come ampiezza dell'Aula liturgica. Lì avremmo potuto celebrare con non più di 30 persone.
Ci auguriamo che il tempo anche per il futuro sia clemente. Certo la pioggia arriverà e non potremo stare all'aperto, vuol dire che celebreremo in chiesa.
Don Marco ha avuto anche qualche battuta spiritosa per i suoi fedeli. Usciamo da una lunga restrizione in casa. Deve essere stato terribile trovarsi sempre tra i piedi questi mariti...
E qualcuno di rimando tra i fedeli ha risposto: Anche avere sempre davanti le nostre donne non è stato facile, credeteci...
Diversamente da don Marco, don Nicola De Blasio, il parroco di San Modesto al Rione Libertà, non ha potuto celebrare all'aperto, non ha avuto il permesso in quanto la piazza non è ancora collaudata.
E quindi ha dovuto celebrare all'interno della chiesa.
Anche qui massimo rispetto delle norme con invito da parte dei volontari alla sanificazione delle mani all'ingresso della chiesa e consegna dei guanti a chi non li avesse portati da casa.
Giunti all'interno le sedie sono state disposte in modo tale che le distanze tra le persone fossero rispettate.
Certo dobbiamo dire che è stata emotivamente forte la visione di don Niciola con il volto nascosto da una visiera trasparente e con i guanti alle mani.
Questo ancora una volta ci ha indotti a riflettere: Ma che sta succedendo? Siamo a queasto?
Don Nicola, senza essere irriverenti, possiamo dire che oggi sembra quasi come se fosse il primo giorno di scuola?
Certamente sì, ci ha risposto il parroco, è il primo giorno di scuola che abbiamo cominciato con nuove modalità ma la gente ha partecipato con entusiasmo e gioia.
Si avvertiva proprio l'esigenza di poter ricominciare. Speriamo che sia una rinascita sì economica ma anche spirituale perché c'è tanta voglia di Gesù.
Il fedeli sono stati molto disciplinati ed hanno osservato tutte le norme.
Ci possiamo fidare, dunque, della diligenza di questi beneventani, di questi italiani?
L'italiano è un popolo saggio e discioplinato checché se ne dica e che tiene alla propria salute ed a quella degli altri e soprattutto dei più deboli, ha concluso don Nicola.
Anche la comunione è stata data con procedura diversa da quella che conosciamo.
Don Nicola non ha posto l'ostia in bocca alla gente ma con una pinzetta l'ha presa dal calice e l'ha posta in mano al fedele che poi a sua volta l'ha portata alla bocca.
In tutto questo un'ostia era caduta a terra. Se ne è accorta una fedele che ha chiamato don Nicola che l'ha raccolta.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

Parrocchia Santa Maria della Verità

 

 

Chiesa di San Modesto

   

 

comunicato n.131858



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