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Benevento, 15-05-2020 15:19 ____
Durante l'emergenza Covid-19 il mio impegno si e' moltiplicato. Ci siamo trovati ad affrontare una situazione senza precedenti
Abbiamo assunto decisioni spesso in solitudine in momenti in cui le informazioni sul virus e sulla propagazione erano spesso non accurate se non contraddittorie, ci racconta Massimo Carpinelli, beneventano, rettore dell'Universita' di Sassari
di Enza Nunziato
  

Il dialogo con i nostri concittadini che vivono lontani da Benevento continua, anche perché, nonostante l'Italia sia entrata nella cosiddetta "Fase 2" dell'emergenza Covid-19, non possiamo ancora dirci completamente fuori da questo incubo.
Responsabilità e prudenza sono state e saranno le qualità che ci dovranno accompagnare in questo cammino di rinascita.
Proprio quelle che abbiamo "intercettato", conversando con Massimo Carpinelli (foto), rettore dell’Università di Sassari, che con molto piacere, seppur impegnatissimo non si è sottratto alle nostre curiosità.
Ricordiamo che Carpinelli, beneventano, laureato in Fisica all’Università di Pisa, dopo un prestigioso periodo ricco di soddisfazioni e di ricerche anche all'estero, è diventato, dal 2006, professore ordinario a Sassari e preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e, dulcis in fundo, eletto rettore dell'Ateneo sardo nel 2014, istituzione culturale che vanta 450 anni di storia.
"Durante l'emergenza Covid-19 il mio impegno - ci ha spiegato Carpinelli - si è moltiplicato.
Tutti, in particolare chi come me ricopre incarichi di responsabilità, ci siamo trovati ad affrontare una situazione senza precedenti, a dover prendere decisioni spesso in solitudine in momenti in cui le informazioni sul virus e sulla propagazione erano spesso non accurate se non contraddittorie.
Una situazione emergenziale che, gestita con impegno e lungimiranza, ci ha permesso e ci permetterà di andare avanti senza smarrire mai la via della ragione".
Dalla "sua" Sassari, città storica e affascinante, Carpinelli ha evidenziato che il primo problema che ha dovuto affrontare è stato quello di ridurre i disagi per gli studenti.
Per fortuna e con avvedutezza, il "nostro" rettore aveva dotato già da tempo l'Università, di strumenti informatici per l'insegnamento a distanza.
Una decisione, ha spiegato, presa non pensando alla pandemia, ma come strumento di didattica innovativa e inclusiva, per raggiungere studenti impossibilitati, per diverse ragioni, a seguire le lezioni in aula.
Una decisione che ci è stata utile nel momento dell'emergenza, tanto che gli studenti hanno perso solo qualche giorno di lezione.
Rapidamente tutti i corsi sono stati attivati on-line, siamo stati i primi in Sardegna e tra i primi in Italia a discutere anche le lauree da remoto.
"Ho voluto fare la prima laurea on-line in Aula Magna - ha spiegato il rettore - come facciamo sempre.
Ho presieduto la sessione con due colleghi in presenza ma molto distanziati, altri connessi in rete e gli studenti dalle loro case.
Abbiamo anche laureato studenti del Nordafrica, con i loro genitori collegati dai loro paesi in via telematica.
Un momento molto emozionante, quasi un sogno trasformato in realtà".
L'Università di Sassari, ha sottolineato con un pizzico di orgoglio, Carpinelli, ha anche un'importante Facoltà di Medicina e la collaborazione con il territorio è strettissima, situazione che si è accentuata in epoca di pandemia.
L'Ospedale pubblico di Sassari è quello dell'Azienda Ospedaliera Universitaria, dove operano sia universitari che ospedalieri.
E' il più grande del centro nord della Sardegna e uno dei due hub del sistema sanitario sardo, dove si fa ricerca in campo medico e assistenza.
L'Azienda Ospedaliera Universitaria ha avuto un ruolo centrale nella gestione della crisi sanitaria anche se, ha sottolineato il rettore, abbiamo capito, noi come in tutta Italia, che il ruolo della sanità territoriale è stata ed è centrale nel fronteggiare l'emergenza Covid.
"Questa crisi - ha detto ancora - deve farci riflettere molto.
Infatti, proprio sulla Sanità sono stati operati nei decenni passati numerosi e "sconsiderati" tagli, e ora avvertiamo, con più evidenza, la mancanza di medici, infermieri e infrastrutture sanitarie.
Ritengo che bisognerebbe guardare alla Sanità come una risorsa strategica per il Paese. Le Nazioni che hanno un sistema sanitario forte hanno resistito meglio e ripartiranno prima.
La Sardegna, ha avuto una situazione relativamente meno grave del resto d'Italia, però purtroppo la grande maggioranza dei casi sono avvenuti nella "mia" zona di Sassari e nel nord Sardegna.
Soprattutto nella fase iniziale c'è stato un momento di crisi che per fortuna è stato superato. Ora la situazione è sotto controllo, anche se non bisogna mai abbassare la guardia".
Il territorio sardo, ha continuato il rettore, ha in realtà un'opportunità straordinaria: a causa della sua insularità e della bassa densità di popolazione può essere una delle prime regioni italiane a controllare in modo completo l'epidemia.
E', però, necessario implementare rapidamente gli strumenti necessari: sistemi di tracciatura, test estensivo e ripetuto della popolazione, potenziamento delle strutture sanitarie, controllo degli accessi.
Dal racconto frenetico dei giorni dell’emergenza che lo hanno visto, per il suo ruolo decisionale in prima linea, Massimo Carpinelli ha provato a virare verso una quotidiana narrazione cittadina, elogiando i sassaresi che hanno vissuto con grande senso civico e in modo molto ordinato questi mesi: "Come tutti gli italiani, hanno sofferto l'isolamento e i disagi ma hanno rispettato le regole con senso di responsabilità e solidarietà.
C'è stata una grande collaborazione con le autorità cittadine, in particolare quella stabilita con il sindaco.
Una persona speciale al quale sono legato da un lungo rapporto di amicizia e di stima. Con il primo cittadino di Sassari, il dialogo è stato ed è costruttivo, forte, pragmatico e di rispetto reciproco."
Riannodando le trame del pensiero, Massimo Carpinelli ha fatto emergere la grande preoccupazione che attanaglia tutti, quella della crisi economica incombente: "In particolare, si teme per l'industria del turismo che è uno dei motori trainanti del sistema Sardegna.
Sono, però, fiducioso e sicuro che con una buona riorganizzazione si potranno ridurre gli effetti della crisi e magari pensare a un modello di turismo e di sviluppo economico diverso.
La crisi ha insegnato tanto a tutti noi e la scommessa è di ottimizzare il tempo, cercando di non buttare via quello di buono che abbiamo appreso e di metterlo al servizio per la costruzione di un futuro migliore.
Così Massimo Carpinelli ha affidato al vento della Sardegna, alle onde spumose del mare, all'odore della buona tavola dell'amicizia le sue parole di dolcezza e i suoi saluti ai concittadini di Benevento, in un abbraccio corale e fraterno raccolto da "Gazzetta" per tutti.

comunicato n.131768



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