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Benevento, 15-05-2020 08:12 ____
Riprende vigore la vicenda dei depuratori. Notificati dai Carabinieri 33 avvisi ad altrettanti indagati. Sequestrati 12 impianti
I reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica sono: Inquinamento ambientale, frode nelle pubbliche forniture, truffa, favoreggiamento personale, gestione illecita di rifiuti, scarichi di acque reflue senza autorizzazione, abuso d'ufficio e falso
Redazione
  

I Carabinieri del Gruppo Tutela Ambiente di Napoli hanno dato esecuzione, a partire da questa mattina, al decreto emesso dal giudice per le indagini preliminari di Benevento, all'esito di un'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, con il quale è stato disposto il sequestro preventivo di 12 depuratori di Benevento e provincia, gestiti dalla Gesesa, con nomina di un amministratore giudiziario ai fini della loro gestione nonché a diversi decreti di perquisizione emessi dal pubblico ministero a carico degli indagati.
Inquinamento ambientale, frode nelle pubbliche forniture, truffa, favoreggiamento personale, gestione illecita di rifiuti, scarichi di acque reflue senza autorizzazione, abuso d’ufficio e falso sono i reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Benevento nei confronti di 33 indagati.
Si tratta, in particolare, dei gestori dei depuratori posti sotto sequestro, di pubblici amministratori e tecnici comunali che hanno rilasciato illegittime autorizzazioni agli scarichi, di gestori di laboratori privati incaricati di effettuare le analisi sulle acque oggetto di deputazione, di pubblici ufficiali incaricati di effettuare attività ispettive sul funzionamento dei depuratori gestiti nella provincia di Benevento dalla società Gesesa.
I provvedimenti traggono origine da una complessa attività investigativa, convenzionalmente denominata "Cloralix" e delegata dalla Procura della Repubblica di Benevento ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli, effettuata in parte con la collaborazione con i militari del Nipaf del Gruppo Carabinieri Forestale di Benevento, avente oggetto lo stato di salubrità dell'apparato fluviale della provincia di Benevento ed il relativo inquinamento persistente da diverse anni, senza purtroppo soluzione di continuità.
Le indagini, secondo la Procura, allo stato e salvo ulteriori acquisizioni nel prosieguo delle attività, hanno consentito di riscontrare una presenza diffusa e massiva di scarichi diretti dalle fogne dei Comuni di Benevento città e della provincia nei fiumi Calore e Sabato dovuta, in alcuni casi all'assenza di depuratori, con immissione di reflui inquinanti direttamente nei corsi d'acqua, in altri al non corretto funzionamento dei depuratori esistenti.
I dati tecnici, raccolti nel corso delle indagini, con l'ausilio dell'Arpac Campania, in particolare dei tecnici di Napoli, hanno confermato il notevole deterioramento dei fiumi, a causa degli scarichi dai depuratori di acque gravemente inquinate da solidi sospesi, alluminio e piombo, elevate concentrazioni di azoto ammoniacale e azoto nitrico e perfino di "Escherichia Coli" ben oltre i limiti previsti dalla normativa vigente e tali da determinare un inquinamento significabile e misurabile dei predetti corsi d'acqua.
Il deterioramento è, secondo la Procura e allo stato degli atti, il risultato di una cattiva e fraudolenta gestione operativa degli impianti da parte degli indagati, personale della Gesesa, società che ha in gestione i depuratori, con la corresponsabilità, in taluni casi, dei responsabili di un laboratorio privato utilizzato per far apparire solo documentalmente "conformi" ai parametri di legge i campioni delle acque di scarico degli impianti a cui la predetta società affidava le analisi e così occultare le gravi situazioni di "ecotossicità", cagionate dalla cattiva gestione.
Le indagini hanno, al momento e salvo ulteriori sviluppi e acquisizioni, dunque, evidenziato non soltanto il perdurare dell'inquinamento ma addirittura il complessivo peggioramento dello stesso, dovuto alle complessive carenze gestionali e impiantistiche dei seguenti depuratori, tutti sottoposti a sequestro: depuratore Benevento località Ponte delle Tavole; depuratore Benevento località Pontecorvo; depuratore Benevento località Capodimonte; depuratore Telese Terme, località San Biase; depuratore Telese terme località Scafa; depuratore Frasso Telesino, località Arbusti; depuratore Melizzano, località Lago; depuratore Forchia, località Cagni; depuratore Castelpoto, località Portelle; depuratore Ponte, Via dei Longobardi; depuratore Sant'Agata dei Goti, località Reullo, depuratore Morcone, zona industriale località Piana.
Dalle investigazioni, spiega sempre la Procura, è emerso che gli indagati non solo, pur pienamente al corrente della grave situazione di generalizzato malfunzionamento della maggior parte degli impianti, non hanno adottato i dovuti provvedimenti ma, addirittura, hanno effettuato fraudolenti espedienti finalizzati a mascherare le inefficienze degli impianti, che finivano per cagionare ulteriore inquinamento dei corsi d'acqua.
Con tale condotta venivano, così, tutelati unicamente gli interessi privatistici di carattere economico dell'azienda a discapito del bene comune rappresentato dalla necessità di evitare che reflui inquinati o comunque non conformi a legge finissero nei corsi idrici, risorse vitali per il nostro paese.
I dipendenti indagati della Gesesa sono riusciti, inoltre, anche ad influenzare, in diversi casi, pubblici ufficiali, in particolare alcuni sindaci e responsabili di uffici comunali dei Comuni della provincia di Benevento che, al fine di evitare sanzioni alla stessa nella gestione dei depuratori, rilasciavano illegittime autorizzazioni, in violazione delle prescritte procedure, o addirittura ideologicamente false, così cagionando intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale di notevole entità alla società Gesesa, consistente nel risparmio dei costi dello smaltimento di rifiuti liquidi che avrebbero dovuto essere prelevati con autospurgo gommati ed avviati al trattamento in impianti terzi con consequenziali costi aggiuntivi, nonché nel prosieguo dell’esercizio dell’attività di depurazione con la percezione del relativo profitto, in assenza di presupposti di legge.
Significativo è il caso di uno dei Comuni del beneventano, dove il sindaco e il geometra impiegato presso l'Utc, per sanare l'assenza del titolo autorizzativo, hanno redatto un'autorizzazione provvisoria allo scarico del depuratore comunale, retrodatandola di due mesi.
In un'altra circostanza personale incaricato della vigilanza, intervenuto su un depuratore per verificarne la funzionalità e la capacità depurativa, ha prodotto una falsa relazione omettendo di indicare quanto effettivamente constatato all'atto del sopralluogo, ove era in atto, da parte di una ditta incaricata della manutenzione, l'interruzione dello scarico dei reflui nel depuratore e il conseguente scarico nel corpo idrico.
Il provvedimento ablativo, che comporterà la sottrazione alla gestione di Gesesa dei 12 depuratori, è finalizzato all'eliminazione della cause di malfunzionamento degli impianti ed al corretto funzionamento, attraverso l'opera dell'amministratore giudiziario, nominato per questa specifiche finalità per contribuire a ripristinare una situazione di tollerabilità del livello d'inquinamento dei fiumi del beneventano.
Questi i nomi degli indagati: Giorgia Dora Amato, 32 anni, di Benevento; Luigi Basile, 67 anni, di Benevento; Domenico Bernando, 52 anni di Sant'Agata dei Goti; Rosanna Cocozza, 43 anni, di Benevento; Vittorio Cuciniello, 46 anni, di Torre del Greco; Gelsomino De Angelis, 58 anni, di Ponte; Francesco De Laurentiis, 60 anni, di Benevento; Giuseppe Di Cerbo, 61 anni, di Frasso Telesino; Antonio Di Rubbo, 61 anni, di Benevento; Giovanni Diurno, 60 anni, di San Basile (Cosenza); Piero Ferrari, 55 anni, di Roma; Isidoro Fucci, 49 anni, di Benevento; Margherita Giordano, 45 anni, di Forchia; Carlo Alberto Iannace, 54 anni, di San Leucio del Sannio; Mario Lepore, 36 anni, di Benevento; Ciro Magliocca, 52 anni, di Valle di Maddaloni; Giuseppe Melillo, 66 anni, di Vitulano; Claudio Maraschiello, 40 anni, di Benevento; Antonio Mazza, 42 anni, di Benevento; Michele Mazzarelli, 60 anni, di Faicchio; Cosimo Mazzone, 66 anni, di Castelpoto; Massimo Messere, 45 anni, di Benevento; Antonio Pacifico, 57 anni, di San Bartolomeo in Galdo; Luigi Panella, 63 anni, di Benevento,; Maurizo Perlingieri, 55 anni, di Benevento; Antonio Pisanti, 43 anni, di Maddaloni; Anna Pontillo, 31 anni, di Calitri; Piero Porcaro, 57 anni, di Ceppaloni; Giovanni Rossi, 47 anni, di Venafro; Giovanni Ruggieri, 50 anni, di Castelvenere; Raffale Scarinzi, 57 anni, di Vitulano; Giovanni Tretola, 45 anni, di Sant'Angelo a Cupolo; Angelo Tuzio, 61 anni, di Benevento.

 

 

 

comunicato n.131757



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