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Benevento, 14-05-2020 10:58 ____
Adesione massiccia allo screening che ha richiesto a molte categorie di lavoratori di sottoporsi ai tamponi laringo-faringei
Prevista la presenza giornaliera di 1.200 persone in sei punti prelievo. Con la tremarella addosso si e' sottoposto all'esame anche il sindaco Clemente Mastella
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L'invito rivolto a molte categorie professionali che hanno operato, non potendo sottrarsene, anche nei momenti di maggiore intensità della pandemia da coronavirus, a sottoporsi ad esame clinico, è stato accolto ampiamente.
Sono state centinaia le persone che, a bordo delle proprie auto, senza da esse discenderne, si sono sottoposte al tampone faringeo, una operazione di screening di massa voluta e finanziata dalla Regione Campania che a Benevento, in collaborazione con il Comune, ha agito per il tramite degli operatori sanitari dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno a cui si sono affiancati anche nostri sanitari tra cui Luigi Abbate e Patrizia Callaro.
Tutto si è svolto in maniera veloce e con una organizzazione encomiabile anche grazie all'apporto dei volontari della Protezione Civile e della Misericordia di Benevento.
I punti di prelievo dovevano essere originariamente tre, poi sono stati raddoppiati e sono arrivati a sei.
Nella giornata di oggi sono attese circa 1.200 persone e così sarà anche per domani.
Si è sottoposto all'esame, con non poca tremarella addosso, ha detto ai giornalisti che lo immortalavano nel momento in cui l'operatore sanitario prelevava gli elementi da esaminare, il sindaco Clemente Mastella (nella foto d'apertura) che era accompagnato in auto dal primo cittadino di Ventotene, Gerardo Santomauro (nella foto in basso), domiciliato a Benevento.
Noi siamo stati in zona un po' in anticipo rispetto all'annunciato arrivo del sindaco, per documentare anche fotograficamente l'evento, certamente importante e non trascurabile, di oggi.
Uno screening sanitario di massa non si ricorda, a memoria d'uomo, sia mai stato fatto.
Siamo stati cacciati con decisione dalla zona perché, ci è stato detto, avremmo violato la privacy dei presenti con le nostre foto.
Detto che quelle del prelievo per i tamponi sono scene viste e riviste sulle televisioni nazionali da giorni e non crediamo siano tutte clandestine visto che ci sono ovunque operatori delle forze dell'ordine a vigilare, qui da noi qualcuno, non si sa chi, ancora una volta si è messo la coppola in testa ed ha cercato di insegnarci il mestiere.
Sappiamo bene che il nostro codice deontologico e la legge ci dice che non bisogna riprendere in volto chi si sottopone ad analisi cliniche e che bisogna altresì oscurare le targhe delle auto private che in qualche modo possano far identificare parimenti il paziente.
Questo a meno che non ci sia il consenso dell'interessato, consenso come quello ovviamente prestato dal sindaco Mastella che si è fatto immortalare mentre gli veniva fatto il tampone.
Ci siamo quindi allontanati dalla zona.
Poi abbiamo ricevuto una telefonata che ci avvertiva che avendo la Rai telefonato all'Istituto Zooprofilattico in quanto aveva una sua troupe in zona ed aveva bisogno di fare le riprese, era caduto il divieto per i giornalisti a noi notificato solo qualche minuto prima e si potevano scattare foto e girare filmati.
Questo è.
Ovviamente nessuno dei dirigenti o politici nostrani si è preoccupato di tutelare il lavoro dei giornalisti locali.
Ci voleva la telefonata della Rai, senza la quale nemmeno il tampone al sindaco avremmo ovviamente potuto immortalare, per superare ogni ostacolo che, come d'incanto, è stato quindi rimosso.
Abbiamo anche fatto le nostre rimostranze relativamente al fatto che i giornalisti, che sono stati chiamati costantemente e continuamente, anche nel pieno della pandemia, per riportare eventi anche leggerini come la consegna di mascherine ora ad un Ospedale ora all'altro o a chi altri, non fossero stati considerati nelle categorie a rischio e quindi da sottoporre al tampone.
Lo abbiamo contestato a qualche medico nostrano presente in zona e ci è stato riferito, dopo aver assunto le nformazioni dagli operatori dell'Istituto Zooprofilattico presenti, che i giornalisti avrebbero dovuto recarsi a Portici.
Poi anche qui, come per incanto, una nuova telefonata ci ha avvertiti che potevamno andare a sottoporci, qualora avessimo voluto, anche noi della Stampa al tampone.
Grazie per la gentile concessione.
E siamo andati. Speriamo bene.
Il fatto è che qui non si tratta di difendere necessariamente il lavoro di una categoria, certo anche quello, ma di evidenziare un agire superficiale e parziale (non dovevamo essere noi a protestare in quanto la cosa doveva essere prevista, è di tutta evidenza, nel piano dell'intervento) che ha caratterizzato buona parte del lungo periodo della pandemia.
Anche l'ultima ordinanza del sindaco Mastella, che obbliga i titolari degli esercizi commerciali alimentari a dichiarare pubblicamente, con un cartello da apporre all'ingresso dell'attività mercatale, di aver sottoposto tutti coloro che in quel locale commerciale operano, ai tamponi.
E se non lo si espone quel cartello che succede?
Come si fa ad imporre un obbligo se il presupposto da cui deriverebbe l'obbligo medesimo, è facoltativo?
Sarebbe stato molto meglio far presa, ancora una volta, con garbo, sul senso di responsabilità dei beneventani, ampiamente dimostrato in questi mesi di segregazione, al posto di usare un gesto di forza che sarebbe quasi certamente spazzato via dalla prima ordinanza della magistratura, se adita, proprio per la sua infondatezza.
Ai giornalisti Mastella ha dichiarato: Sì, riconosco il gesto forte contenuto in quella ordinanza ma così deve andare perché io lavoro per il bene della collettività.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

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