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Benevento, 25-03-2020 11:50 ____
Le dimissioni di Renato Parente dallo Staff della Provincia, confermano cio' che affermavo poche settimane fa
Chi ricopre cariche elettive e' si' autorizzato a ricoprire incarichi nelle pubbliche amministrazioni ma non puo' ricevere indennita', commenta Pasquale Maglione, parlamentare del Movimento 5 Stelle
Redazione
  

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Pasquale Maglione (foto), in una nota, ha commentato le dimissioni di Renato Parente dalla carica di capo staff del presidente della Provincia, Antonio Di Maria.
"Apprendo dalla stampa - scrive - che proprio recentemente Renato Parente si è dimesso dalla carica e che l'Ente, al contempo, ha avviato la ricerca di un legale per tutelarsi nel caso in cui si verifichi un contenzioso per danno erariale.
Due contingenze che confermano ciò che affermavo poche settimane fa, quando era stata sollevata l'irregolarità della doppia retribuzione di Parente, come consigliere comunale e come capo staff alla Rocca
Lo ricordo, in tal senso la legge è chiara: Chi ricopre cariche elettive è sì autorizzato a ricoprire incarichi nelle pubbliche amministrazioni ma non può ricevere indennità, se non rimborsi per le presenze, proprio per assicurare il principio della riduzione della spesa pubblica.
Riduzione che stando ai fatti non c’è stata anzi, il fatto che l'Ente abbia avviato la ricerca di un legale per difendersi da un'eventuale accusa di danno erariale, è quasi la conferma che siano stati spesi impropriamente dei soldi pubblici e che altri ne verranno spesi per pagare lo stesso legale.
A questo aggiungo che, nonostante le dimissioni siano state rassegnate "con riserva e salvezza di ogni diritto e interesse", auspico che Parente preferisca dedicarsi al suo ruolo di consigliere o che, al contrario, se decidesse di rientrare nello staff della Provincia, lo faccia pro bono, senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.
Al contempo, mi aspetto che si faccia chiarezza anche sulla nomina di Nicola Boccalone a direttore generale della Provincia.
Come ho già ricordato, la legge stabilisce che chi ha ricoperto incarichi professionali per un Ente, non può ricoprire ruoli dirigenziali per lo stesso ente per almeno due anni.
Un parametro che la nomina di Boccalone non sembrerebbe rispettare, dal momento che è stato consulente della Provincia a partire dal dicembre 2018, per poi essere nominato direttore generale nel luglio 2019.
Se così fosse ricordiamo che la Provincia non può agire in deroga alle normative nazionali ed è quindi l'ora di fare ordine all'interno della propria organizzazione.
Bene le dimissioni di Parente e chissà che a breve non ne vedremo altre, come quelle di Boccalone, a dimostrazione che ancora una volta il Movimento 5 Stelle ci aveva visto giusto, ma sarà l'Anac a fornirci la valutazione finale.
In conclusione, mi auguro che Di Maria capisca che in Italia, come in ogni Paese civile, esiste un diritto che va rispettato e soprattutto che in questo momento, un inutile spreco di denaro pubblico è inaccettabile".

comunicato n.130284



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