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Benevento, 25-03-2020 11:31 ____
Viviamo la citta' andando in soccorso di chi ha bisogno di noi, peregrinando di casa in casa, ma senza paura
Il dramma di Bergamo lo viviamo attraverso le parole di Giovanni Donnarumma, medico sannita al lavoro in quella martoriata citta'. A volte lo scoramento ci coglie nel vedere che qualcuno ancora oggi minimizza
di Enza Nunziato
  

Bergamo è tra le città italiane più colpite dal coronavirus.
In questi giorni, l'immagine più devastante è stata quella del corteo di carri funebri militari che lascia la città lombarda verso altre destinazioni, perché orami mancano anche i posti al cimitero...
Una visione inquietante, spaventosa, da film dell'orrore... eppure vera.
Per entrare nel cuore di questa brutta e angosciante situazione abbiamo raggiunto telefonicamente Giovanni Donnarumma (nella foto anche in basso), medico beneventano, trasferito a Bergamo per lavoro e per amore.
"Ogni giorno è una "scommessa", ha dichiarato Donnarumma che opera all'Azienda di Tutela della Salute (Ats) di Bergamo.
"La sveglia scatta prestissimo, il telefono anche..., così con l'ausilio di personale infermieristico, presente negli ambulatori, vengono smistate tutte le richieste soprattutto per le visite domiciliari.
Si avvia un triage telefonico (per evitare il transito negli ambulatori).
I pazienti ci spiegano i loro sintomi, qualora ci si rende conto dell'urgenza e dell'emergenza reale, si passa alla fase più importante.
Andiamo direttamente a casa per valutare, attraverso una visita accurata del paziente, se necessita di una ospedalizzazione o se può invece continuare a stare anche a casa.
Nel caso in cui, pur valutata l'evidenza della malattia, ma non così grave da richiedere il ricovero nei nosocomi cittadini, ormai sull'orlo del collasso, si attiva un'assistenza domiciliare, con consegna di ossigeno e di tutte le altre cure necessarie.
Da registrare inoltre, che ognuno di noi, purtroppo ha almeno tre casi di pazienti trentenni affetti da Covid-19 da seguire e monitorare".
"La situazione - ha aggiunto Donnarumma - ci è apparsa immediatamente grave, uno tsunami incontrollabile... già da febbraio...
Una circostanza che, legata anche alle moltissime richieste di "aiuto", ci ha dato la dimensione "apocalittica" di ciò che stava succedendo.
Noi, come tutti gli altri colleghi, che lavorano negli ospedali, abbiamo sempre affrontato la situazione con spirito di sacrificio.
Come medici di famiglia, viviamo la città andando in soccorso di chi ha bisogno di noi, peregrinando di casa in casa.
Non c'è paura, c'è, a volte, lo scoramento nel vedere che qualcuno ancora oggi, nonostante i morti e il numero degli infettati, minimizza la grave situazione che stiamo affrontando".
Mentre parliamo con Giovanni Donnarumma, che manda un abbraccio virtuale a tutti i suoi colleghi del Sannio, sentiamo i rumori familiari e la "forzata e lontana vicinanza" di questi giorni.
Nel congedarci, Donnarumma ha invitato tutti i suoi concittadini sanniti ad essere responsabili ed a rispettare le rigorose regole di questo momento terribile.
Perché quando tutto passerà potremo dire che la "Vita è davvero Bella...".

                                                       
 

comunicato n.130282



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