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Benevento, 12-01-2020 14:31 ____
Jean Pierre el Kozeh attacca sulla approssimativa presentazione della candidatura di Benevento a Capitale della Cultura 2020, poi assegnata a Parma
Questo ci e' costato la non riproponibilita' dalla nostra citta' a quel ruolo. Qui da noi la Cultura e', a voler essere positivi, la "sorellastra" delle attivita' ludico-spettacolari cui vengono invece convogliate la maggior parte delle risorse
Nostro servizio
  

Caro direttore, ci scrive Jean Pierre el Kozeh (qui nella foto esclusiva di Gazzetta utilizzata a piene mani da altri organi d'infomazione senza esserne da noi autorizzati), operatore culturale, alcuni anni lei pubblicò un mio intervento in cui facevo notare che il dossier per la candidatura di Benevento a capitale della Cultura 2020 era stato presentato in modo approssimativo e soprattutto senza il contributo di nessuno dei tanti soggetti operanti nell'ambito culturale della nostra città sprecando cosi un'importante un'occasione di coinvolgimento del territorio.
Per questo fui tacciato dall'allora assessore alla cultura Oberdan Picucci, di "faziosità e presunzione".
Oggi l'onestà intellettuale dall'assessore Rossella Del Prete, manifestata attraverso la sua nota sulla mancata candidatura di Benevento a futura capitale della Cultura, ci fa scoprire l'avvilente fatto che al danno (di immagine e reputazione) di aver presentato nel 2017 un dossier poco efficace, elaborato in solitaria da un volenteroso dipendente comunale, si aggiunge la beffa che quella proposta, evidentemente mediocre, ha pregiudicato la partecipazione di Benevento anche al bando successivo.
Se fossimo in una città (e in un Paese) normale, esisterebbe la responsabilità oggettiva dell'azione politica e Picucci, a questo punto senza tema di smentita il peggior assessore alla Cultura che Benevento abbia avuto negli ultimi trent'anni, oggi dovrebbe rispondere di incapacità manifesta davanti alla comunità beneventana.
Ma voltiamo pagina e verifichiamo che Del Prete, tra le righe, auspica, per l'elaborazione del futuro dossier, un metodo condiviso e questo non può che farci piacere.
D'altro lato riscontriamo che dal suo insediamento la sua attività è stata piuttosto limitata (al di là del lungo elenco di iniziative per lo più riconducibili alle relazioni istituzionali) e la Cultura è, a voler essere positivi, la "sorellastra" delle attività ludico-spettacolari cui vengono invece convogliate la maggior parte delle risorse economiche.
Manca ancora un progetto complessivo di rilancio della Città attraverso la Cultura che ogni amministratore che si è avvicendato negli ultimi quaranta anni ha indicato come possibile volano di sviluppo.
Inoltre, ancora restano irrisolti tutti i problemi legati al settore che anche questa amministrazione aveva preso l'impegno di risolvere: dall’apertura dei teatri (che non vuol dire solo renderli agibili ma farli vivere di attività culturali), alla ormai dismessa Fondazione Città Spettacolo che potrebbe essere una vera e propria industria culturale a saperla far funzionare, a quello degli affreschi dei Sabariani che restano, semmai ci siano ancora, ben sepolti dopo oltre dodici anni.
Intanto, oggi Parma accoglie il presidente Mattarella per l’inaugurazione dell’anno in cui sarà Capitale della cultura, mentre noi non abbiamo trovato null’altro di più originale che ospitarlo, con tutto il rispetto dovuto per una iniziativa che seppur importante resta comunque similare a quella di tante altre realtà, per l'inaugurazione dell’anno accademico dell'Università del Sannio.
Del resto Goethe diceva che la cultura e l'arte si occupano delle cose difficili e di quelle buone.
A questo punto, forse già da un po' di tempo, c'è da chiedersi se ci sia in questa città ancora qualcuno con responsabilità di governo che, al di la delle buone intenzioni e dei proclami elettorali, sia davvero disposto ad occuparsi delle une e delle altre".

comunicato n.128353



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