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Benevento, 10-01-2020 11:46 ____
La Protezione Civile torna nel Sannio per discutere dei rischi derivanti dalle avverse condizioni meteo che oramai sono frequenti
Non ci e' parso che si possano cogliere motivi di tranquillita' dalle cose fatte dal 2015 ad oggi visto che, prendendo Pantano, li' le cose come erano cosi' sono in pratica rimaste. Non cala poi la polemica tra Bonabitacola e Di Maria sullo Stir
Nostro servizio
  

Riunione al Palazzo del Governo, indetta dal prefetto Francesco Cappetta, con i vertici della Protezione Civile sia nazionale che regionale per fare il punto sulle criticità del territorio a che alla luce degli ultimi eventi alluvionali delle settimane passate.
Il tema da trattare è stato: "Il rischio idraulico ed idrogeologico del territorio della provincia di Benevento", un tema molto vasto per parlare di tutto.
La Stampa non è stata ammessa a seguire i lavori dell’incontro, tutt’altro che riservato vista la quantità delle persone invitate e le interviste rilasciate, riservato poi perché non si sa, e dunque, come spesso accade, riferiamo ciò che ci è stato detto dagli interlocutori intervistati.
Ci è parso però di capire che buona parte della discussione, a cui ha contribuito con il suo solito e riconosciuto spessore scientifico Francesco Guadagno, dell'Università degli Studi del Sannio che ha fatto il punto della situazione su alcune vicende, è stata assorbita dalla esposizione dei fatti e degli interventi a farsi.
Per toglierci questo dubbio, quindi, abbiamo rivolto al capo della Protezione Civile nazionale, Angelo Borrelli, la domanda d’obbligo e cioè: Se dovessimo essere interessati domani mattina da un nuovo grande evento alluvionale come quello del 2015 ne subiremmo i danni derivanti dalla sua violenza così come è avvenuto cinque anni fa, oppure saremo più tutelati da opere di mitigazione dei danni e del rischio che sono state apportate in questi ultimi anni?
Gli interventi che sono stati fatti, ci ha risposto Borrelli, mitigheranno sicuramente gli effetti che,
sono convinto, non saranno più così devastanti.
Sono poi le strutture sul territorio che stanno valutando e realizzando gli interventi e ci potranno dire se abbiamo azzerato il rischio residuo o se c’è ancora una parte di esso che va gestito con azioni di Protezione Civile.
Comunque sia, ha ancora detto Borrelli, il quadro che è emerso oggi da questa riunione, è quello di un territorio compromesso dagli eventi particolarmente intensi ed importanti che si sono succeduti.
Abbiamo fatto il quadro degli interventi che saranno fronteggiati con la dichiarazione dello stato di emergenza ed abbiamo anche parlato di prevenzione per favorire la crescita della resilienza del territorio e la sicurezza delle persone che lo abitano.
Sin qui Borrelli della cui sincerità non dubitiamo affatto.
Restiamo però preoccupati perché, noi che sul territorio ci viviamo, non siamo così convinti del grande lavoro svolto.
Sono stati rialzati dei ponti, rese percorribili nuovamente delle strade e ci mancherebbe.
Ma riguardo le azioni di prevenzione del rischio sui fiumi, sulla loro pulizia, da vegetazione e fango ed inerti, non ci sembra si possa restare tranquilli se è vero che, peraltro, la Provincia aveva stanziato oltre 2 milioni di euro, che non sono proprio bruscolini, per lavori alla località Pantano e che poi sono stati fermati dal voto negativo in Consiglio provinciale.
Nei fatti pratici, a Pantano non si poteva scappare nel 2015, per via del ponticello strettissimo che collega la contrada al resto della viabilità, non si può scappare adesso; non si è riusciti a collegare la contrada alla Tangenziale, sempre per agevolare ogni via di fuga all’esigenza, e non lo si è fatto più.
Questo per parlare del Calore e per non dire del Sabato o delle acque dell'apparentemente tranquillo torrente San Nicola, che si intasa al ponticello romano dell’omonima località in presenza di forti precipitazioni.
Insomma, noi eravamo e rimaniamo preoccupati, questa è la verità.
Forse quelli che chiediamo non sono interventi da Protezione Civile, ma sapete quanto può fregare alla gente che si dovesse trovare sott’acqua nuovamente se la pulizia dei fiumi sia un fatto di intervento emergenziale da Protezione Civile o di straordinaria ordinarietà, da Regione Campania…
Ed a proposito di emergenze, l’esposizione fatta da Francesco Guadagno ha riguardato anche la questione della frana di Torrecuso, in località Torre Palazzo, per la quale la gestione è passata dal Comune al Genio Civile di Benevento ed avrà le risorse per effettuare un intervento di messa in sicurezza definitivo.
Anas, presente al Tavolo con il responsabile della struttura territoriale della Campania, Nicola Montesano, ha ricordato che in quella zona il tratto stradale compreso tra il km 82,300 ed il km 82,400 della statale 87 “Sannitica” è transitabile a doppio senso di circolazione a causa dell’ampio movimento franoso originato nel 2016.
Sul versante, sul quale sono stati effettuati interventi provvisionali per la stabilizzazione dal Comune di Torrecuso, gestore del tratto, è stato installato un sistema di monitoraggio gestito dall’Università del Sannio e dal docente Francesco Guadagno.
Registriamo, ancora, che la polemica tra il presidente della Provincia, Antonio Di Maria ed il vice presidente della Giunta regionale, Flavio Bonabitacola (peraltro seduti accanto al Tavolo della riunione), non si è quietata affatto dall'ultima riunione in Prefettura dello scorso 31 dicembre a cui ha preso parte anche il vertice della Regione.
E questo ci resta… la polemica.
Bonabitacola ha detto che ci sarà il riconoscimento dei danni delle ultime avversità atmosferiche e di quelli precedenti ma occorre porre in essere una politica di difesa del suolo atteso che oramai siamo certi che qualcosa, a livello ambientale, stia cambiando.
Occorre porre in essere azioni virtuose.
Nello specifico, riguardo il rapporto molto teso con Di Maria, Bonabitacola ha detto che definirlo aspro è una dizione bonaria, il che significa che è addirittura peggio.
Io, ha detto il vice presidente della Regione, non ho mai utilizzato la polemica politica per addossare delle responsabilità.
La vicenda dello Stir di Casalduni, incendiato oramai quasi due anni fa, ha degli interventi a farsi che sono di natura ordinaria come lo sgombero dei rifiuti della combustione che stiamo conferendo all'inceneritore di Acerra, anche se non toccherebbe a noi farlo.
Se però fosse stata riaperta la discarica di Sant’'Arcangelo Trimonte, in un mese sarebbe stato tutto risolto ed invece ci stanno girando attorno.
Non si riesce a mettere in moto questo mezzo che non si sa se è una macchina o una carrozzella.
Ed intanto mentre questi problemi non si risolvono, ci stanno 50 famiglie (quelle dei dipendenti della Samte ndr) la cui sorte lavorativa è appesa  ad un filo. No, dunque, a diatribe locali.
Il sindaco Clemente Mastella ha parlato di una intesa raggiunta con Borrelli a proposito della mappatura degli alberi, e non solo dei pini di viale degli Atlantici, che vanno abbattuti.
Quindi, è tornato sul suo tema del momento, quello delle polveri sottili da cui siamo ferocemente assaliti, ha detto il sindaco.
Bisogna rivedere le caldaie ed abbassare le temperature dei caloriferi.
Se rientra nelle mie competenze, proporrò la chiusura della scuole il sabato, facendo svolgere le lezioni su cinque giorni la settimana anziché su sei così mitigando ancora la emissione nell’aria degli effetti negativi derivanti dagli impianti di termosifoni accesi.
Su questa vicenda, farò a breve un convegno con gli esperti della materia.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.128309



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