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Benevento, 08-01-2020 21:37 ____
"Il commissario Ricciardi" non terminera'. Lo rivedremo inserito negli anni Sessanta. Troppo forte la pressione dei lettori affinche' cio' avvenga
Maurizio De Giovanni, autore anche de "I bastardi di Pizzofalcone" e' stato ospite di "Santa Sofia in Santa Sofia" ed ha ricordato il suo legame con la citta'. Le donne gravide della mia famiglia vi venivano a partorire. Mio nonno l'ultimo nato qui
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Maurizio De Giovanni, autore di romanzi di successo e con i suoi personaggi amati quasi quanto il commissario Montalbano, ha presentato, nell'ambito del terzo appuntamento con la quarta edizione della Rassegna "Santa Sofia in Santa Sofia" patrocinata dalla "Accademia di Santa Sofia" per la direzione artistica di Marcella Parziale, il suo ultimo libro dal titolo "Nozze".
Questo forse ai più potrebbe non dire molto, ma se diciamo che De Giovanni è il papà delle fortunate fiction televisive "Il commissario Ricciardi" ed "I bastardi di Pizzofalcone", tutto sarà più comprensibile.
Lo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo napoletano è stato sollecitato ad esporre anche gli angolini più nascosti del suo libro, da Dino Falconio, mentre Linda Ocone ha letto ampi brani del volume ricevendo, per questo, molti e sentiti complimenti per la interpretazione, sia da De Giovanni stesso che da Falconio oltre che dal pubblico presente.
Introdotta da Maria Buonaguro e da Marcella Parziale, la piacevole serata ha avuto inizio dopo che l'artista Antonio Magnotta ha fatto dono allo scrittore di una sua opera (nelle foto in basso).
Quindi, Falconio ha voluto anche ringraziare Vittorio Iollo, il direttore generale, un infaticabile lavoratore sempre molto riservato.
Abbiamo l'onore di avere con noi uno degli scrittori più importanti del panorama letterario italiano, ha detto Falconio, ed i suoi libri prendono corpo e forma nelle fiction "I Bastardi di Pizzofalcone" ed "Il commissario Rcciardfi", fiction le cui riprese sono in atto in questi giorni nella strade di Napoli.
Il libro è davvero bello ed il tema "Nozze" appartiene alla serie serie dei "Bastardi".
Falconio ha anche favorevolmente sottolineato il grande effetto, anche emotivo, di presentare il libro in questa splendida chiesa che è peraltro il simbolo della città di Benevento, una città legata da un vincolo speciale a De Giovanni la cui famiglia dei San Severina ha un suo palazzo a Benevento.
E l'autore, nel prendere la parola, ha confermato tutto ciò aggiungendo che la sua famiglia è stata in città fino a suo nonno, che è nato a Benevento anche se viveva altrove.
Il fatto è che tutte le donne incinte della sua famiglia per tradizione venivano a partorire qui a Benevento. L'ultimo a nascere nella nostra città è stato suo nonno, appunto.
Venire qui a Benevento, ha poi detto De Giovanni, è per me speciale anche perché avete la squadra di calcio prima in classifica in rappresentanza di tutta la Campania e questo mi conforta molto visto che la mia squadra, il Napoli, soddisfazioni in questa stagione non ne dà.
Sono un napoletano scrittore, ha ancora detto De Giovanni, così amo definirmi, ed è dalla mia città e della mia terra che traggo le storie che racconto.
Debbo però anche dire di essere fortunato ad essere nato a Napoli.
Talvolta prendo in giro il mio amico Carlo Lucarelli, lo sfotto dicendogli: Sulla tua Bologna quando hai scritto 2 o 3 pagine, poi che fai?
A Napoli invece è tutto più semplice basta prendere le storie dalla strada e raccontarle.
Falconio ha detto che De Giovanni è solo molto modesto. La verità è la sua fantasia di scrittore a prevalere. In lui c'è una vitalità che prende forza come se fosse in continuità con i grandi autori come Giuseppe Marotta o Luciano De Crescenzo.
De Giovanni ha voluto poi sottolineare il rapporto particolare che si crea tra il lettore ed il libro che si ritrova tra le mani.
La lettura è immersiva e per questo non è possibile, come invece si può fare assistendo alla proiezione di un film, al cinema o in televisione, navigare su Internet o allontanarsi per andare a mangiare.
Un libro è un viaggio e devo far sentire la pioggia, il freddo.
Se riesco a fare questo, ha proseguito l'autore, vi porto tutti dall'altra parte.
Nel libro però la metà la fa il lettore e l'altra metà, lo scrittore.
L'elemento essenziale dell'autore è il coinvolgimento.
Parlando poi dei temi di attualità, De Giovanni ha detto che con Alessandro Gassmann stanno valutando di fare una fiction sul clima che cambia.
La storia è più importante dei dibattiti e serve per far venire a galla un fenomeno.
Parlare in termini di storia, vale molto di più di articoli di giornali che la gente legge poco.
Quindi Falconio è tornato sul libro trattando l'argomento dei personaggi e della loro collocazione nella storia.
De Giovanni ha risposto dicendo che "I bastardi" sono modulari perché è il racconto di un luogo non di persone e quindi posso continuare mutando le loro posizioni. La storia televisiva poi ha un decorso che il libro non ha.
Il personaggio Lojacono in questo libro è certamente presente ma non in primo piano essendo centrato tutto sulle donne perché è la sposa la protagonista delle nozze.
De Giovanni ha anche sottolineato come a grande richiesta forse la serie sul commissario Ricciardi riprenderà.
Uno scrittore ha dei doveri anche verso i suoi personaggi ed interrompere una serie che è molto amata non è certamente economicamente e commercialmente valida.
Si tenga conto che dei tutti i miei dodici libri, l'ultimo ha sempre venduto il 50% in più di quello precedente.
E tuttavia Ricciardi l'ho fatto finire nel 1934 quando di questo Paese si smise di essere nostalgici:
Non escludo però che il commissario Ricciardi lo potremmo reicontrare magari agli inizi degli anni Sessanta e ci potrà raccontare le sue evoluzioni in tutti questi anni passati.
La serata si è conclusa con De Giovanni che ha raccontato le prossime tappe delle fiction.
In primavera andrà in onda il "Commissario Ricciardi" mentre agli inizi del prossimo anno andrà in onda "I Bastardi di Pizzofalcone", tutte su Rai1 assieme, a settembre, la terza serie di fiction, quella di "Mina Settembre", assistente sociale, protagonista di una serie noir ambientata nei Quartieri Spagnoli.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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