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Benevento, 06-01-2020 09:10 ____
Nessuno dei "lillipuziani" ha avuto uno scatto di orgoglio replicando, da subito, ad una tale sconcertante definizione data loro da Mastella
Anzi, si sono fatti immortalare nelle foto brindando con il loro superiore. Fantozzi, se in vita, ne avrebbe tratto un film grottesco. Non saprei pero', in tutta onesta', a chi avrebbe fatto impersonificare il ragioniere Filini e la signorina Silvani
Nostro servizio
  

Peppino De Lorenzo (in basso è in una foto di archivio con Clemente Mastella e Fausto Pepe), che ha trascorso diciassette anni nelle stanze di Palazzo Mosti, a distanza di qualche giorno, commenta, in tono molto critico, la conferenza stampa di fine anno tenuta dal primo cittadino.
Di seguito, ciò che scrive.
"L'anno che abbiamo lasciato alle spalle non è, di certo, andato via tranquillamente. Nè quello che ha avuto inizio da poco fa intravedere nulla di buono all'orizzonte.
Qualche giorno fa, mi sono soffermato sulla deplorevole vicenda, tutta, comunque, da confermare, che ha interessato il prefetto di Cosenza, Paola Galeone, già rappresentante del Governo, per quattro anni, qui da noi, nei mesi addietro.
Ora, è quanto esternato da Mastella, nel corso della sua recente conferenza Stampa, a sollecitare la mia attenzione. 
Tra i vari argomenti escussi dal primo cittadino, a mio avviso, alcuni, mi sia concesso, più degli altri, hanno sollecitato il mio interesse.
Non è certo la prima volta che Mastella ripeta che, nel passato, abbia trattato con Andreotti, Cossiga, Moro, Fanfani e De Mita e, di conseguenza, trovi non poca difficoltà, oggi, ad avere quotidiani rapporti con i suoi attuali compagni di viaggio a palazzo Mosti, arrivando, nell'odierna occasione, a definirli addirittura "lillipuziani".
Lilliput, come si sa, è un paese immaginario del libro "I viaggi di Gulliver", i cui abitanti erano persone di ridotta statura. In sostanza, con la sua ultima esternazione, Mastella, mi corregga se non ho compreso appieno quest'ultima, ha, praticamente, detto che coloro che, attualmente, lo circondano in Consiglio comunale siano più o meno delle nullità, politiche si intende.
La gravità di un'affermazione del genere è tale che lascia basiti.
Nè si comprende come sia possibile che nessuno dei "lillipuziani" abbia avuto un minimo scatto di orgoglio replicando, da subito, ad una tale sconcertante ammissione.
Anzi, conclusa la conferenza stampa, molto candidamente, si sono fatti immortalare dalle foto, brindando, con fantozziana memoria, con il loro superiore, che li considera solo dei sottoposti. Mai visto, in precedenza, uno spettacolo del genere.
Mastella, proprio per questo, può permettersi di sparare ad alzo zero, senza manifestare un briciolo di rispetto per quanti, comunque, nel bene e nel male, gli permettono di ultimare l'ultimo giro, complici gli anni anagrafici, sulla giostra che il destino benevolo gli ha fornito per mezzo secolo.
E' ben sicuro che nessuno replicherà ed i "lillipuziani", infatti, hanno ben gradito il brindisi finale. Fantozzi, se in vita, ne avrebbe tratto un film grottesco, di sicuro successo.
Non saprei, in tutta onestà, a chi avrebbe fatto impersonificare il ragioniere Filini e la signorina Silvani.
Tutto questo mi ha offerto l'ennesima occasione, qualora ce ne sia ancora bisogno, per farmi comprendere che la politica non poteva affatto fare parte della mia vita.
Se fossi stato consigliere comunale od assessore oggi, mentre Mastella si lasciava andare ad esternazioni sì gravi, non consone, comunque, ad un primo cittadino, non avrei, di certo, tollerato di essere etichettato in quel modo.
E' l'orgoglio che si sarebbe ribellato. E credo non a torto.
Allora, non è la prima volta che gli consiglio, dal mio modesto angolo visuale, di guardare, con concretezza, la realtà. Gli anni passano e, sia io che lui, ci avviamo al capolinea della nostra vita. Bisogna prenderne, doverosamente atto, con concretezza.
Pretendere di forzare oltre ogni limite la natura significa non essere realisti. Apprestarsi a lasciare il palcoscenico della vita in questo modo non depone bene, segnatamente, per chi, come lui ripete spesso, ha ricoperto ruoli di prestigio a livello nazionale.
Non è molto che gli ho consigliato di fare il nonno. Solo e semplicemente il nonno.
Ruolo, tra l'altro, meraviglioso. Sono, del resto, i nostri anni che lo suggeriscono.
Senza entrare nelle valutazioni squisitamente politiche, tutte da verificare, poi, affrontate nel corso della conferenza stampa, che rimangono il solito specchio dei giochi politici, su di un'altra affermazione intendo soffermarmi.
In apertura, ha parlato "...di mancanza di rispetto delle persone... io non mi sarei - ha precisato - mai comportato così nei confronti di un avversario in difficoltà per natura sanitaria...".
Si è, nello specifico, riferito, in sostanza, al mancato rispetto della sua recente indisposizione, in quanto si è tentato, nel momento del suo ricovero, di "...combinare in Consiglio comunale elementi che sono improvvidi sul piano umano e politico...".
Verissimo.
Quando un individuo, anche il più acerrimo nemico, attraversa un momento difficile, allo stato attuale, in cui si assiste al sovvertimento di tutti valori, si appare cattivi non fermarsi. Le sofferenze vanno, almeno queste, rispettate. Da medico e da uomo non posso essere se non in pieno accordo con Mastella.
Tuttavia, la vita è davvero imprevedibile.
Una ruota, l'esistenza, che, senza che ne prendiamo contezza, appare simile ad un ascensore. Sale e scende. Senza mai fermarsi.
La delibera con cui fu deciso di relegarmi inoperoso in un corridoio, per cedere il mio posto in ospedale alla ceppalonese di turno, mi fu notificata nel momento in cui mia madre veniva adagiata nella bara.
Mi fermo qui. Il solo ricordo mi sconvolge, ancora oggi.
Se, a riprova del mio asserito, si desiderano le prove, sono pronto a fornirle.
Quindi, in taluni momenti, ritengo sia più dignitoso preoccuparsi solo di tenere la bocca chiusa.
Ben chiusa. Forse, i "lillipuziani", malgrado le limitazioni loro attribuite, non sarebbero arrivati a tanto".

                                          

comunicato n.128217



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