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Benevento, 28-11-2019 18:36 ____
Facciamo attenzione quando ci trastulliamo con la cravatta. Se la tocchiamo dall'alto in basso stiamo generando un gesto sessista...
Possiamo solo stringerci il nodo. Li' non succede nulla. Della "Comunicazione non verbale", quella fatta di gesti, ne ha parlato la psicologa Federica Sambucci su invito della docente di Giurisprudenza di Unisannio, Roberta Mongillo
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Nell'ambito delle attività di orientamento in uscita del corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, Roberta Mongillo, docente di Diritto Commerciale, ha organizzato, con l'adesione convinta delle Associazioni studentesche, un incontro con i giovani universitari di Giurisprudenza che frequentino almeno il terzo anno, sul tema: "Comunicazione non verbale: Tecniche e strumenti per affrontare il mondo del lavoro".
L'intento è quello di far arrivare i nostri studenti o futuri dottori in Giurisprudenza, preparati ai colloqui di lavoro.
Federica Sambucci, psicologa e docente di Comunicazione non verbale, ha affascinato i giovani presenti in aula perché ha dato un significato ad ogni loro e nostro gesto.
Se vogliamo è anche un po' tutto sconvolgente perché la sensazione, la certezza è che siamo analizzati, sezionati, esaminati anche se ci grattiamo la mano: Sì ma una cosa è il palmo ed un'altra è il dorso...
Toccarsi la cravatta, quasi accarezzandola dall'alto al basso, è un inequivocabile gesto sessista. Della cravatta al massimo si può aggiustare il nodo, quello è sinonimo di ordine.
Con una miriade di esempi Sambucci ha decriptato i nostri gesti e c'è stato molto da capire.
Ora, i nostri ragazzi quando si troveranno di fronte il probabile datore di lavoro, sanno come comportarsi e come accomiatarsi, magari senza dare le spalle all'interlocutore ed andare via perché l'ultimo fotogramma che deve rimanare nella mente del nostro esaminatore è la nostra immagine.
L'incontro era indirizzato nello specifico al colloquio di lavoro e quindi alla comunicazione non verbale in esso.
In realtà, siamo andati anche oltre perché conoscere la comunicazione non verbale non significa poterla usare solo in un colloquio di lavoro, ci ha detto Sambucci, ma anche negli aspetti della vita, nel rapporto genitori figli, o tra partner.
Inizialmente abbiamo fatto una introduzione alla storia della comunicazxione, su che cosa sia il linguaggio, quali sono le regole della comunicazione e siamo passati ad esaminarne il ruolo non verbale all'interno della comunicazione medesima sapendo che in realtà abbraccia il 93% di tutta la comunicazione.
Abbiamo altresì esaminato tutti gli scarichi tensionali, tutti i segnali di rifiuto e di gradimento.
Da questo facilmente i ragazzi potranno dedurre, durante un colloquio o un esame, che sanno quanto stanno facendo sia gradito al loro interlocutore o se invece stanno toccando una sfera che è meglio evitare.
Sapranno certamente gestire con maggiore capacità la loro comunicazione e ci sarà così un risultato positivo in tutti i loro rapporti.
Roberta Mongillo, che ha voluto questo seminario, è rimasta ovviamente molto soddisfatta ed ha promesso che si ritornerà a parlarne.
Vi abbiamo svelato anche troppo, ha detto ironicamente rivolta ai suoi allievi, anche perché ora saremo anche noi docenti molto più leggibili quando terremo l'esame...
Questo incontro, ci ha detto Mongillo, serve ad aiutare gli studenti e soprattutto i neo laureati per far loro capire l'importanza della comunicazione e non soltanto di quella verbale, della quale probabilmente già sono consapevoli, ma soprattutto di quella non verbale.
E quindi occorre capire come utilizzare questo tipo di comunicazione in modo corretto in un colloquio di lavoro.
L'idea ha questa finalizzazione, ma ovviamente hanno ricevuto anche degli spunti utili da poter utilizzare nella vita, agli esami universitari, in qualsiasi contesto perché adesso sono più consapevoli di quanto possono comunicare, anche tramite la gestualità.
Ora i nostri ragazzi sono più consapevoli e dargli qualche strumento in più per affrontare al meglio il mondo del lavoro che oramai è così difficile e competitivo.
Abbiamo sottolineato alla professoressa Mongillo: Siamo studiati in ogni nostro gesto in maniera quasi angosciante...
E' così, ci ha risposto, la nostra psicologa ci ha detto proprio questo nel senso che trova anche eccessiva l'importanza che viene data nei colloqui a questi elementi, quando non si ha un quadro di insieme complessivo.
Andrebbero analizzati ma contestualizzati, innanzitutto, e dato il giusto rilievo alla persona.
Allora noi agiamo in anticipo, per modo che i nostri ragazzi già sappiano come possano essere interpretati i loro gesti in maniera tale da rafforzarli in partenza e fare così in modo che siano ancora più competitivi.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.127296



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