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Benevento, 25-11-2019 14:38 ____
Scuole ed uffici pubblici chiusi anche domani in ragione dello sciame sismico che ha investito il capoluogo ed i paesi del circondario
La vicenda ed il modo con cui abbiamo risposto all'evento vanno pero' letti anche in maniera critica per fare in modo che per il futuro si possano dare disposizioni meglio attinenti al caso. L'Unisannio domani e' aperta e cosi' gli Uffici giudiziari
Nostro servizio
  

La vicenda delle scosse di terremoto che dalla notte passata stanno tenendo desta l'attenzione dei beneventani e soprattutto degli abitanti di Ceppaloni, zona considerata come l'epicentro dello sciame tellurico, va letta sotto diversi aspetti considerando, su tutto, l'attenuante del dato emotivo, che talvolta supera la razionalità.
Come abbiamo scritto stanotte e poi in un altro articolo di aggiornamento ancora in pagina, intorno all'una, a Ceppaloni ci sono state due scosse di terremoto.
La più importante è stata quella delle 0.42 che ha raggiunto una magnitudo di 2.9.
Questa è stata avvertita distintamente anche a Benevento ma è stata brevissima e chi dormiva a quell'ora non si è accorto di nulla.
Noi l'abbiamo sentita distintamente.
Ha fatto preoccupare il fatto che essa fosse di grado più elevato rispetto a quella delle 0.24 che era stata di magnitudo 2.2.
Nella prima parte della mattinata, alle 7.54, prima dunque dell'entrata in classe degli studenti, c'è stata un'altra scossa di magnitudo 2.7, dunque simile a quella più forte delle 0.42, ma evidentemente in pochissimi se ne sono resi conto visto che in tutte le scuole l'attività scolastica (e per scuole intendiamo anche Conservatorio ed Università) è cominciata ed è andata avanti regolarmente fino a quando alle 11.27 c'è stata la scossa più forte, di magnitudo 3.2, con sempre lo stesso epicentro, Ceppaloni.
Qui c'è stato il punto di snodo e non si è capito più nulla.
Gli studenti, quelli delle scuole superiori, sono usciti in strada pronti a lasciare l'Istituto.
Stesso allarme alle scuole elementari e medie, ma qui un commento va fatto.
Chi ha alimentato la psicosi del terremoto, sono stati i messaggi preoccupanti lanciati sui social.
Conferma questa tesi un episodio che ci è stato narrato da una giovane allieva di una scuola media.
Noi eravamo in classe, ci ha detto alla presenza del suo papà, quando c'è stata la scossa delle 11.27, ma non abbiamo avvertito nulla.
Non c'è motivo per non crederle in quanto con quella magnitudo non è detto che la sensazione del terremoto sia netta e definita. Dipende da tanti fattori che possono non farla individuare, se essa è breve, così come è stata.
Ad un certo punto, ci ha raccontato ancora la giovane, è entrato in aula il genitore di una compagna di classe che ci ha informati del terremoto ed ha fatto per portare via la figlia dalla scuola.
Qui è scoppiato il panico con due bimbe che hanno cominciato a piangere ed una di esse addirittura in un pianto a dirotto che non è stato facile poi calmare.
A questo punto ovviamente l'allarme era stato lanciato ed i geitori, nei minuti successivi, con il passaparola dei social, si sono precipitati a ritirare i bimbi, i ragazzi, dalla scuola.
Ovviamente la dirigenza ha chiesto il permesso scritto per consegnare il figlio al genitore.
Domanda: Non ci sono delle procedure che devono essere applicate in questi casi, quelle che spesso si fanno nel corso dell'anno simulando, appunto, il terremoto?
Gli alunni ed i docenti, per prima cosa, non devono raggiungere i luoghi all'aperto designati per il raduno?
Insomma, ripetiamo, lo stato emotivo è stato certamente forte, ma è stato alimentato fino a farlo diventare paura smisurata ed è proprio quella, la paura, che va arginata perché è quella che fa i danni anche lì dove non arriva il terremoto.
Quindi, per dirla tutta, non ci sono piaciute queste prove pratiche di terremoto.
Non abbiamo visto un Paese organizzato e pronto, alla "giapponese" per intenderci, a fronteggiare adeguatamente gli eventi (che poi, per il tratto di giornata che stiamo esaminando, sono stati veramente poca cosa).
Qualcosa va rivista e va analizzata meglio.
Se ci fosse stato un terremoto vero, i nostri ragazzi ed i loro genitori li avremmo potuti perdere negli androni delle scuole mentre cercavano i fogli di carta da firmare, mentre avrebbero dovuto essere, fino a cessato allarme, nei luoghi di raccolta all'aperto e quindi sicuri e lontani da crolli.
La nostra non vuole essere una reprimenda nei confronti di nessuno, ci mancherebbe, perché tutti, siamo consapevoli, che si è agito pensando di fare il proprio meglio.
Che ci sia però qualcosa che non va e che non ha funzionato, nemmeno dobbiamo sottacerlo perché deve valere come monito per il futuro.
Con il terremoto dobbiamo imparare a convivere perché è un evento imprevedibile ma possibile e soprattutto nel Sannio che è considerata zona ad alto rischio sismico.
Intorno alle 12.30 il sindaco Mastella ha emesso una ordinanza di chiusura delle scuole e di tutti gli uffici pubblici che ricadono sotto la sua competenza.
Quindi ha convocato il Centro Operativo Comunale (Coc), che eccezionalmente si è tenuto a Palazzo Mosti mentre la sua sede naturale è il Comando del Corpo della Polizia Municipale, al termine del quale ha emesso una seconda ordinanza, d'intesa con il prefetto Cappetta, di chiusura delle scuole e degli uffici pubblici anche per la giornata di domani, 26 novembre, sì da consentire ai tecnici le necessarie verifiche di stabilità delle strutture.
"Ho parlato col capo della Protezione Civile nazionale, Borrelli, e con Giulivi, capo di quella campana, ha dichiarato Mastella.
Seguiamo da vicino l’evolversi dello sciame sismico. Ad ora nessun danno. Ho messo in preallarme la Protezione Civile locale.
Capisco il dato emotivo.
Intanto, ho fatto chiudere tutti gli uffici di mia pertinenza in modo precauzionale. Riferirò alla popolazione ogni atto che farò d’intesa con le autorità preposte".
L'Università degli Studi del Sannio dal canto suo ha, invece, comunicato che sono state disposte le attività di verifica tecnica delle eventuali conseguenze subite dalle strutture universitarie per effetto delle scosse sismiche di oggi.
Le attività si concluderanno nella mattinata di domani.
Al momento non è stato segnalato alcun danno o situazione di pericolo.
L'attività didattica e quella amministrativa domani 26 novembre si svolgeranno regolarmente.
Anche gli Uffici giudiziari domani restaranno aperti.
Lo hanno reso noto il procuratore della Repubblica ed il presidente del Tribunale all'esito della positiva verifica degli edifici effettuata dai Vigili del Fuoco.
Tutte le strutture dell'Asl, invece, domani saranno chiuse, onde consentire le dovute verifiche strutturali degli immobili.
Già con la determina dirigenziale numero 242 del 22 novembre scorso, l'Azienda ha avviato l'iter per la verifica di vulnerabilità sismica degli edifici, a personale esperto.
L'Asl ha, inoltre, attivato le procedure di allerta delle strutture ausiliarie del 118, con il coinvolgimento delle sedi provinciali della Misericordia e della Croce Rossa Italiana ed ha reso disponibile, per eventuali attività di volo diurno e notturno, l'elisuperficie di via Delcogliano in Benevento.
Chiuso pure il Provveditorato agli Studi e tutte le scuole la cui competenza è della Provincia che provvederà a far svolgere dai propri tecnici tutte le verifiche strutturali.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

                              



 

comunicato n.127206



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