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Benevento, 24-11-2019 21:53 ____
I fedeli della parrocchia di Santa Maria della Verita' ricordano don Carlo Lombardi nel centenario dalla nascita
Momenti di grande emozione per un evento che ha dovuto anche ricordare che il sacerdote venne ucciso da tre giovani nella sacrestia. Il monito di monsignor Accrocca: Una delle piu' grandi disgrazie della Chiesa e' quella di acquietarsi troppo
di Giuseppe De Lorenzo
  

E' stata davvero suggestiva e toccante la cerimonia che si è tenuta nella chiesa Santa Maria della Verità per celebrare il centenario dalla nascita dell'indimenticato parroco Carlo Lombardi che  nacque, appunto, nel mese di novembre 1919.
I fedeli, nei quali il ricordo di don Carlo, a distanza di ben 37 anni dalla tragica morte, rimane, ancora oggi, sempre vivo e presente, è testimoniato dal fatto che la chiesa, da subito, si è riempita in ogni posto ed alcuni presenti hanno dovuto assistere alla celebrazione dal cortile esterno.
Presenti l'assessore Luigi De Nigris, in rappresentanza del sindaco Mastella, Ferdinando Creta, direttore del Teatro Romano, nonché l'ex sindaco Antonio Pietrantonio, assieme al rappresentante del sindaco del Comune di Montecalvo, paese d'origine di don Carlo Lombardi.
Sì, don Carlo, nei dieci anni in cui ha avuto il compito di guidare quella Diocesi, fu da tutti benvoluto e pronto ad offrire il suo aiuto, sempre ed in qualsiasi occasione.
In ogni ora del giorno e della notte, lo si vedeva correre con la sua mitica Fiat 600, di colore bianco.
E' stato il vescovo emerito, monsignor Francesco Zerrillo che, nel corso della celebrazione della Santa Messa, ha tratteggiato, da par suo, la figura di don Carlo che, così come lui stesso ha riferito, gli è stato amico sino all'ultimo giorno di vita.
Né ha mancato di soffermare, volutamente, l'attenzione su episodi specifici che, in vita, hanno caratterizzato la sua vita.
Dopo essere stato in altre due sedi, fu, secondo il ricordo di mons. Zerrillo, l'allora arcivescovo Raffaele Calabria, nel 1973, a proporre a Lombardi di trasferirsi e prendersi cura della parrocchia di Santa Maria della Verità.
Don Carlo, inizialmente, fu titubante, nella tema di non riuscire a fronteggiare, a sufficienza, un rione difficilissimo. "Fui io, ha ricordato monsignor Zerrillo, a convincerlo e così, in ultimo, lui accettò."
Lunga la disamina che il vescovo, ora a riposo, ha fatto, sino al momento che si è dovuto fermare, preso dall'emozione.
"Perdonatemi - ha detto - sono prete da ben 65 anni ed alla mia età è difficile, veramente difficile, riuscire a reggere emozioni sì forti, rimanendo lucidi".
Nel momento in cui la celebrazione eucaristica si è conclusa, è stato proiettato un cortometraggio in cui, l'uno dopo l'altro, sono apparsi alcuni momenti, i più suggestivi, della vita di don Carlo, sia con i suoi parrocchiani, di ogni età, che con gli altri sacerdoti, segnatamente, i giovani che iniziavano, sotto la sua preziosa guida, la vita del sacerdozio. 
Ha, poi, preso la parola, il giornalista Nico De Vincentiis.
Anche questi si è soffermato sulle doti di don Carlo, invitando, poi, a parlare tre sacerdoti che, con lui, più degli altri, nel corso della vita, si sono formati.
Si è trattato di don Pompilio Cristino, che, addirittura, fu battezzato da Lombardi, nonchè di don Luigi Verzaro, parroco a Morcone e don Pietro Florio. Anche in questo caso, esempi eloquenti di una vita spesa al completo servizio della Chiesa.
Successivamente, sempre invitati da De Vincentiis, è stata la volta di alcuni abitanti del rione che, da bambini, hanno avuto don Carlo quale prezioso punto di riferimento.
Anche in questo caso, le esperienze narrate sono state una più suggestiva dell'altra.
Sono intervenuti per delle testimonianze: Gina Della Torca, Lucia Tortona, Giulia Vicario, Gerardo Camilleri.
Breve, ma emozionante, il contributo dell'ex sindaco Pietrantonio (nella foto d'apertura) che si insediò proprio nei giorni del barbaro assassinio.
Ha concluso l'arcivescovo Felice Accrocca che ha detto che anche se non ha avuto la gioia di conoscere direttamente Lombardi, attraverso quanto ha ascoltato da quando è nella nostra città, sembra che lo conosca da sempre. "Don Carlo, lui ha precisato, non è stato il sacerdote che preferiva limitarsi a svolgere, quasi asetticamente, il suo compito, ma è stato un rappresentante di Dio che ha cercato di portare, con ogni mezzo, chi deviava, sulla strada del bene. Ed in questa azione va ricercata la sua fine crudele.
Una delle più grandi disgrazie per la Chiesa è quella di acquietarsi troppo.
Amo pensare che don Carlo abbia guardato con amore anche i ragazzi che lo hanno ammazzato".
In ultimo, l'attuale parroco, don Marco Capaldo, si è reso disponibile a proseguire il discorso iniziato questa sera, mentre Nico De Vincentis, rivolgendosi all'assessore De Nigris, lo ha invitato a rendersi, da subito, promotore di una nobile iniziativa.
Quella di intitolare una strada del rione a don Carlo Lombardi".
Una festa di compleanno, potremmo definirla. Veramente riuscita anche grazie alla iniziativa di Annalisa Donatiello e di Francesco Marra, oltre che, ovviamente, del parroco don Marco.
Presenti alla celebrazione i presidenti dei due Comitati di Quartiere della zona, Annalisa Bozzi e Giuseppe Fusco.
Alcuni momenti particolarmente significativi sono stati sottolineati dalle note del violino di Pierluigi Minicozzi.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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