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Benevento, 05-11-2019 18:34 ____
Una estensione territoriale ridotta allo spazio di un campo da golf. E' Citta' del Vaticano, un piccolo, grande Stato narrato nel libro di Clementi
L'arcivescovo Accrocca sollolinea il ruolo dell'Universita' degli Studi del Sannio, che ha promosso la presentazione, che forma gli uomini e le donne che diventano capaci di criticare il sapere e quindi di non essere manipolabili rimanendo liberi
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La estensione territoriale è ridotta allo spazio di poco più grande di un buon campo da golf.
Nulla a che vedere con l'immensità del Regno Pontificio antecedente all'Unità d'Italia ed a Roma capitale.
Tuttavia, può lo Stato di Città del Vaticano essere considerato solo un piccolo Stato?
Evidentemente no, tanto è vero che l'autore del libro presentato stamane nella Sala "Blu" del Palazzo del Rettorato dell'Università degli Studi del Sannio in piazza Guerrazzi, lo ha definito un "piccolo grande Stato", è la dizione ci sta tutta al punto da ricevere i complimenti di uno degli illustri relatori che ne hanno parlato, Raffaele Coppola.
E' tanto piccolo, ma tanto grande la sua influenza nel mondo che oggi Unisannio, con il suo Dottorato di Ricerca in "Persona, Mercato Istituzioni", diretto dalla professoressa Antonella Tartaglia Polcini, assieme all'Ordine degli Avvocati ed all'Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga), ne hanno voluto celebrare i novant'anni dalla nascita che coincidono con la firma dei Patti Lateranensi tra il Regno d'Italia, rappresentato dal capo del Governo, Benito Mussolini e lo Stato Città del Vaticano, rappresentato dal segretario di Stato, Pietro Gasparri, l'11 febbraio del 1929.
Ai Patti si deve l'istituzione della Città del Vaticano come Stato indipendente e la riapertura dei rapporti fra Italia e Santa Sede dopo la loro interruzione avvenuta nel 1870 con la presa di Porta Pia.
Questo momento celebrativo è stato realizzato con la presentazione del libro Città del Vaticano. Novant'anni di un "piccolo grande Stato", di Francesco Clementi, professore di Diritto Pubblico Comparato all'Università degli Studi di Perugia.
I tradizionali saluti all'evento sono stati portati da Gerardo Canfora, rettore dell'Università degli Studi del Sannio, che non ha nascosto la sua emozione nel presenziare per la prima volta ad una iniziativa pubblica nella qualità di vertice dell'Ateneo.
L'Università, ha proseguito Canfora, ha un ruolo che va al di là di quello formale di formazione delle professioni atteso che ne deve sostenere anche la crescita a 360 gradi.
Presentiamo stamane un testo, ha proseguito il rettore, che racconta l'organizzazione di uno Stato molto particolare, uno Stato piccolo e giovane.
Su di esso ci si è interrogati dall'inizio per capire quale fosse il suo fondamento, uno Stato che ha poco a che fare con quello pontificio.
Peraltro, ha proseguito Canfora, è questo non solo la linea di pensiero dell'autore ma anche dello stesso Pio XI.
Luigi Razzano, che ha moderato gli interventi, ha con una battuta detto che il rettore, alla sua prima uscita, è stato anche bravo a sconfiggere l'allerta meteo (ed infatti non c'è stata pioggia, pur annunciata, per tutta la durata dell'evento che si è protratto fino a poco prima delle 14.00).
L'arcivescovo Felice Accrocca, ha fatto anch'egli gli auguri a Canfora sottolineando come sia di grande rilevanza ed importanza il ruolo dell'Università degli Studi del Sannio che forma gli uomini, le donne, le persone che diventano così capaci di criticare il sapere e quindi di non essere manipolabili ed in definitiva di essere, uomini liberi.
Quello di cui si discute, ha proseguito mons. Accrocca, è un argomento intrigato ed intigrante e le due linee di pensiero possono anche influenzarsi vicendevolmente.
In realtà occorreva un pezzo di terra dove il Papa potesse poggiare i suoi piedi tranquillamente.
Questo era il pensiero di Gasparri, il segretario di Stato che con Mussolini firmo i Patti Lateranensi.
Poi l'arcivescovo ha avuto anche parole di plauso per l'autore: Ha scritto il libro in un italiano bello e agile, e questi oggi non sono elementi facilmente riscontrabili negli autori di testi.
E' dunque una lettura piacevole.
Poi ha aggiunto: La potenza ed i muscoli non servono per agire nella storia e lo dimostra questo piccolo Stato con i suoi soli 44 ettari di territorio.
Alberto Mazzeo, presidente dell'Ordine degli Avvocati, ha portato il saluto della sua organizzazione professionale ed ha invitato a riflettere sul fatto che la stabilità dello Stato è oggi messa in difficoltà da strutture che hanno come credo non lo Stato ma la criminalità o il mondo dei social.
Lo Stato della Città del Vaticano cerca di affrontare tutte le sfide ed anche quella dell'innovazione tecnologica in un mondo che è peraltro capeggiato da un uomo solo, il Papa.
Parliamo di uno Stato che ha una estensione pari a poco più di un buon campo da golf, così come è stato detto, ma che offre particolari ed interessanti spunti di riflessione.
Giovanni De Lorenzo, componente del direttivo dell'Aiga, ha sottolineato come la sua Associazione stia lavorando per offrire ai propri iscrittti l'approfondimento su questioni anche non strettamente giuridiche ma di attualità.
Un ammodernamento portato avanti da Papa Francesco. Le riflessioni al riguardo possono essere utili anche per il futuro.
Massimo Squillante, nel nuovo ruolo di direttore del Dipartimento Demm, ha sottolineato la peculiarità del Dipartimento che dirige, appunto, una struttura interdisciplinare che è una delle tracce di questo incontro.
Sulla scia del precedente rettore, Filippo de Rossi, e del suo predecessore, Giuseppe Marotta, pensiamo di fare buone cose per il territorio e sulla nostra alta missione che è quella di una grande presenza del nostro Ateneo.
Squillante ha avuto modo anche di ringraziare Antonella Tartaglia Polcini, direttore del Dottorato di Ricerca che, non a caso è stato intitolato alla Persona ed al Mercato, oltre che alle Istituzioni, per la organizzazione di questo appuntamento culturale.
Sono convinto, ha proseguito Squillante, della laicità dell'Ateneo ma fare la storia dello Stato di Città del Vaticano e della chiesa sia un atto fondamentale considerando anche che essa, la Chiesa, ha 2000 anni di vita.
E' poi importante ogni considerazione storica in riferimento anche alla città di Benevento ed alle sue radici.
Alle tradizioni storiche del capoluogo, si è agganciato Luigi Razzano, componente del Comitato Scientifico Carta di Sant'Agata dei Goti, che ha parlato di "Benevento Enclave Pontificia".
La nostra città è alla riscoperta dei suoi periodi storici più importanti a cominciare dalla Benevento romana, che contempla non solo il Teatro Romano ma anche l'Anfiteatro, per continuare con il periodo Longobardo e Bizantino fino ad arrivare al dominio pontificio della Chiesa che ha in pratica inizio con la fine di quello longobardo del 1077 e che durerà per i successivi 800 anni fino al 1860.
Razzano ha sottolineato come dalla nota battaglia di Benevento del 1266, inizi il decadimento di tutto il meridione.
A questo punto c'è stato l'intervento, molto puntuale, di Raffaele Coppola, avvocato della Santa Sede per il foro canonico e civile, che ha parlato delle caratteristiche dello Stato e delle Fonti del diritto.
Con un particolare sguardo, il suo, che è dato dal di dentro, con il 1929, ha detto Coppola, venne risolta anche la questione romana, quella che è rapportata al ruolo di Roma, sede del potere temporale del Papa ma, al tempo stesso, capitale del Regno d'Italia.
Con questo libro, vergato da un comparatista, si penetra nel regno dei popoli che è appunto la Città del Vaticano.
Quindi Coppola ha rilanciato le necessità, all'attenzione della Santa Sede, di una trattativa, già richiesta allo Stato italiano ed al presidente del Consiglio Conte, sulla remissione del debito pubblico ai Paesi poveri.
Città del Vaticano è presentato come uno Stato atipico. E', infatti, una enclave rispetto allo Stato italiano, così come lo fu Benevento per il Regno di Napoli.
Si tratta di una monarchia teocratica quantunque elettiva ed ancorata alla legge fondamentale della Chiesa.
Coppola ha anche avuto attenzione per momenti di grande attualità vissuti solo qualche settimana fa quando l'attuale ministro della Pubblica Istruzione, un ministro grillino, aveva fatto una levata di scudi contro il Crocefisso nelle scuole dicendo che era meglio che al suo posto si esponesse una cartina geografica.
A lui, al ministro, va ricordato, ha detto Coppola, il pronunciamento della Corte di Strasburgo e del Consiglio di Stato italiano che ha ben precisato cosa fosse la laicità dello Stato che va calata, peraltro, nel tempo storico e nello spazio.
Più che a togliere il crocifisso, ha concluso Coppola, si pensi alla eliminazione del debito pubblico che si può ottenere passando per l'Assemblea delle Nazioni Unite a cui la Chiesa avendo un suo posto nell'organismo internazionale ma solo come osservatore, non può fare interpello ma l'Italia sì.
Antonella Tartaglia Polcini, ha commentato l'intervento dell'avvocato, segnalandolo come esempio vivo di cosa rappresenti oggi il giurista impegnato.
Ha coniugato sapientemente un'analisi necessariamente veloce ma profonda del testo coniugando tutto ciò con una proposta di impegno e di responsabilità che spetta al giurista della società civile. I momenti celebrativi, dunque, siano momenti di impegno.
Matteo Nacci, professore di Storia del Diritto e delle Istituzioni alla Pontificia Università Lateranense si è soffermato sul tema: "Alle origini dello Stato della Città del Vaticano: Il valore storico-giuridico dei Patti Lateranensi".
Sono convinto, ha detto avviando il suo intervento, che questo volume sia un esempio importante per farci capire che la qualità non è in ragione della quantià delle pagine, 139, non molte, del libro medesimo.
Profili e prospettive: storica e religiosa a cui aggiungo, ha detto Nacci, quella giuridica.
Senza i Patti Lateranensi, peraltro, non ci potrebbe essere la storia costituzionale di Città del Vaticano.
Temporalmente Nacci ha collocato l'inizio dell'esame storiografico a partire dalla Questione Romana ed a seguire con l'attacco alla città di Roma con la presa di Porta Pia fino ad arrivare ai Patti Lateranensi.
Del resto, anche l'accordo di Villa Madama del 1984 (firmato dal presidente del Consiglio Bettino Craxi e dal segretario di Stato, Agostino Casaroli ndr), che ha rivisto l'accordo, si è potuto concretizzare proprio perché vi erano stati i Patti che hanno un valore culturale che ancora regge.
Il professore Nacci ha parlato quindi della fase preconciliativa che egli riconduce a tre elementi e cioè al 1870, con le truppe di Cadorna che entrano a Porta Pia; con la legge del Guarentigie (1871 che regolò i rapporti tra Stato italiano e Città del Vaticano fino alla firma del Patti) e con il livello risarcitorio.
I Patti ebbero una cassa di risonanza a livello planetario e sono stati un valido esempio di cultura giuridica.
Antonella Tartaglia Polcini, che ha trattatio il tema: "Diritti e Libertà", ha sottolineato come questi Patti siano anche l'emblema del diritto come cultura dialogica e colloquiale, e che questo volume è apprezzato anche per la sua visione metodologica.
Il librio si fonda sulla esigenza di porre la riflessione sul concetto di sovranità e di rapporto dialettico con gli altri Stati.
La sovranità sembra abbandoni la necessità del suo ancoraggio al territorio.
Tuttavia, ha proseguito Tartaglia Polcini, uno Stato senza nazione è anche un punto di forza per Città del Vaticano, anche se il tutto può apparire come un ossimoro, come concetti che si contrappongono.
Di particolare importanza è poi la dialettica tra autorità e libertà riconducendola nell'ambito dei diritti di situazioni giuridiche soggettive.
La sovranità qui è in senso valoriale più che statuale.
La docente di Diritto Civile di Unisannio, ha quindi parlato di tre profili da tenere presenti e cioè la legge sulle fonti del 2008; la libertà religiosa ed i diritti per garantire un ordine funzionale.
A questo punto, per le conclusioni, ha preso la parola l'autore, Francesco Clementi, che ha voluto innanzitutto dire che questo libro ha avuto una lunga gestazione ma porta dentro di sè certamente alcune novità.
Tra questi certamente il fatto che si discuta del Vaticano, pur sottolineando che il volume non sia affatto religioso anche se questa religione bisogna che la teniamo da conto perché sta diventando anche scatenatrice di guerre tra popoli.
Il Crocifisso che viene brandito come un microfono, è un errore.
Bisogna invece guardare alla religione per quello che essa è e che è altresì citata anche dalla nostra Carta costituzionale.
Clementi ha tenutio poi a sottolineare che nella lettura bisogna tenere sempre un atteggiamento laico considerando la storia del percorso.
Bisogna ricordare, infine, che il Patto lateranense ha offerto anche una soluzione tecnica agli altri Stati ed al mondo.
Si tratta di un piedistallo giuridico la presenza dello Stato della Città del Vaticano nel mondo. Una riviluzione sul sistema delle fonti con ribaltamento delle prospettive.
La visione di questo Papa, è competamente diversa dalla tradizione visto che egli peraltro proviene dall'altra parte del mondo.
Egli propende per una nuova organizzazione dello Stato che abbia un percorso breve tra la questione e la soluzione guardando sempre al mondo con una nuova sfida.
Abbiamo come resoconto Stati nazionali che faticano a darsi una soluzione, ha concluso Clementi, e lo Stato di Città del Vaticano che, invece, va avanti con decisione.

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