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Benevento, 04-11-2019 11:44 ____
In piazza Castello la tradizionale cerimonia della Giornata dell'Unita' Nazionale e delle Forze Armate snobbata dalla cittadinanza
Una condizione questa su cui riflettere. Il sindaco Clemente Mastella ha detto: Per noi ragazzi dell'epoca essa era considerata una Festa nazionale, un sentimento che mi pare evidente non ci sia piu'
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Una pioggia battente, ma fortunatamente durata solo pochi minuti, giusto il tempo di farci ricordare che siamo in allerta Gialla, ha fatto temere il peggio per la manifestazione del IV Novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, che si è tenuta, come da tradizione, a piazza Castello.
Praticamente nulla la presenza della cittadinanza.
Se non fosse stata per la presenza dei pochi alunni presenti sotta la bandiera dell'Unicef e dell'Istuituto de la Salle, zero completo, non c'erano altri al di fuori delle forze dell'ordine e del personale comandato alla presenza.
Brutto segnale, questo, che ci fa ancora una volta riflettere su quanto siano distanti oramai le istituzioni, con i suoi momenti di tradizione, imprescindibili ed irrinunciabili, secondo noi, dalla cosiddetta società civile che finge di non ricordare quanto tutti dobbiamo ai nostri avi che hanno lottato sul Piave, a quelli che hanno combattuto contro il nazismo ed a quelli che oggi vegliano sulla nostra sicurezza. 
Ma questo è.
La cerimonia, presieduta dal vice prefetto vicario Ester Fedullo (assente per una indisposizione il prefetto Francesco Cappetta), è stata aperta dalla lettura che il dirigente del Palazzo del Governo ha fatto del messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricordato come negli anni passati, fosse stata concessa anche alle cittadine la facoltà di essere arruolate nelle forze armate.
Tutta la nostra riconoscenza, ha proseguito Mattarella, va alle nostre forze armate per la sicurezza che garatiscono al nostro Paese e per il loro intervento negli scenari internazionali dove ad essere impiegati ne sono circa 6mila, dislocati in 22 Stati.
La loro professionalità, quella dei nostri militari, è stata sempre ed è unanimente da tutti riconosciuta ed apprezzata.
Il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Germano Passafiume, massima autorità militare presente alla manifestazione, ha letto invece il messaggio del ministro della Difesa.
La prima guerra mondiale, ha detto, che tanti lutti provocò al nostro Paese, fu anche il primo grande momento di una memorabile esperienza collettiva degli italiani che, dopo la sconfitta di Caporetto, seppero rialzarsi.
Ecco, su quei gesti, su quell'esempio, dobbiamo innestare un nuovo impegno quotidiano a cui noi tutti siamo chiamati.
Il sindaco Clemente Mastella ha esordito dicendo che questa è senza dubbio una giornata che mescola diversi orizzonti.
L'unità nazionale, che abbiamo conquistato con la prima Guerra Mondiale e la conservazione di essa sancita dall'atteggiamento assunto nel corso della seconda guerra mondiale.
E' anche confermata, e di questo siamo grati, una forma forte di lealtà alle Istituzioni da parte delle Forze Armate che fanno e che hanno fatto in tante emergenze, non ultima l'alluvione a Benevento, sempre il loro dovere.
Ricordo che quella di oggi da noi ragazzi dell'epoca era considerata una Festa nazionale, un sentimento che mi pare evidente non ci sia più.
Il risparmio va bene ma non si può tagliare anche sulla festa della unità nazionale, ha proseguito Mastella.
E nel ricordo di tanti azioni eroi che voglio accomunare anche le tante donne che nel corso delle due guerre mondiali con il loro sacrificio contribuirono alla ricostruzione del nostro Paese.
Infine l'invito di Mastella è stato alla pace in un contesto di reciproco rispetto tra le nazioni.
E per fare questo occorre più Europa che si muova proprio in ragione della pace nel mondo.
Grazie, ha detto, infine, il sindaco rivolgendosi alle forze armate e non solo, per quello che avete fatto e fate per la mia città.
L'ultimo intervento è stato quello di Antonio Di Maria, presidente della Provincia, che ha avviato il suo discorso rendendo un doveroso omaggio a tutti i caduti nelle varie guerre.
Guerre terribili, portate avanti da giovani che nemmeno si capivano tra loro, parlando dialetti diversi.
L'impegno degli Italiani, al termine dei due conflitti mondiali, fu nella promulgazione della Costituzione che assunse come impegno solenne il ripudio della guerra.
Di Maria ha, in questo contesto, anche renso omaggio ai due poliziotti, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, uccisi nella Questura di Trieste, indicandoli a simbolo di tanti servitori dello Stato, disposti all’estremo sacrificio nell’esercizio del loro dovere.
Il Paese, ha detto Di Maria, ed in particolare il Mezzogiorno e la dorsale appenninica, stanno vivendo una grave congiuntura.
I piccoli borghi si spopolano, i giovani vanno all’estero per cercare lavoro, riprendendo quelle rotte verso le Americhe, l’Australia o lo stesso Nord Europa che tanti milioni di connazionali hanno percorso sin dalla fine dell'Ottocento.
Nel ricordare la scomparsa di Lee Iacocca, originario di San Marco dei Cavoti, il presidente ha concluso dicendo che il nostro Paese non può permettersi di rinunciare a tanti nostri giovani Iacocca costretti ad andare via per raggiungere l'agognato posto di lavoro.
Al termine della cerimonia Enrico Maria Rossi, studente dell'Istitutio de la Salle, ha letto una lettera indirizzata al tenente Passarelli.
Quindi si è passati al Palazzo del Governo dove c'è stata la cerimonia della consegna delle onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana consegnate a: Antonio Del Donno, artista; Giacomo Pucillo, presidente dell'Ordine degli Ingegneri e dirigente Asl; Vincenzo Falce, capitano dell'Arma dei Carabinieri; Giovanni De Simio, brigadiere capo dell'Arma dei Carabinieri; Michele Finelli, maresciallo maggiore dell'Arma dei Carabinieri; Giovanni De Luca, luogotenente dell'Arma dei Carabinieri; Alessio Giotta, luogotenente dell'Arma dei Carabinieri; Gianluca Conte, maresciallo ordinario della Guardia di Finanza; Vincenzo Lombardi, appuntato scelto della Guardia di Finanza; Luigi Saccone, luogotenente dell'Esercito Italiano in pensione; Pietro Biagio Panno, docente Scuole Superiori in quiescenza; Angelo D'Amico, chef.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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