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Benevento, 07-10-2019 18:49 ____
Inaugurata alla pubblica Biblioteca Arcivescovile "Francesco Pacca" la Mostra sul tema: "La Bibbia: Parola di Dio e scrittura dell'uomo"
Monsignor Mario Iadanza ora pensa di spostare la porta bronzea della Cattedrale e di posizionarla sempre all'interno del Duomo ma sulla destra, per meglio valorizzarla. C'e' poi la necessita' di digitalizzare almeno i manoscritti medioevali
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E' stata inaugurata nel pomeriggio alla pubblica Biblioteca Arcivescovile "Francesco Pacca" la Mostra sul tema: "La Bibbia: Parola di Dio e scrittura dell'uomo".
Ad aprire i lavori, con la soddisfazione di chi sta lavorando, oramai da tempo, per dare il giusto rilievo allo smisurato patrimonio della Chiesa beneventana dall'alto valore culturale, è stato monsignor Mario Iadanza, direttore dell'Ufficio Diocesano per la Cultura ed i Beni Culturali, il quale ha esordito ringraziando tutti i suioi collaboratori con i quali procede l'allestimento anche del Museo diocesano. Tutte le iniziative che poniamo in essere, sono frutto del confronto.
Sono due le ultime Mostre poste in essere dalla Fondazione "Benedetto Bonazzi".
Una è stata sulle scritture incolte con Italia Langobardorum e poi c'è questa sulla Bibbia.
Nel frattempo, ha continuano don Mario Iadanza, c'è stato l'allestimento nel Museo Diocesano della Sala degli Amboni, elementi che ci sono stati restituiti dalla Provincia.
In questa operazione nessuno ha vinto, hanno detto in coro monsignor Accrocca e don Mario Iadanza, ma solo il fruitore che ora decifra il senso e gode dell'insieme.
Tra ottobre e novembre, ha proseguito don Mario, ci sarà anche lo spazio multimediale dedicato ad approfondimenti didattici ed all'audizione del Canto Beneventano.
Poi da quel momento mancheranno solo altre quattro sale per completare l'allestimento del Museo.
Ci auguriamo, nel contempo, che ci possano essere buone notizie da parte del Comune per l'allestimento dell'area della ex Basilica di San Bartolomeo affinché diventi proprio essa la prima sala del Museo.
Questa Mostra, ha proseguito mons. Idadanza, doveva essere fatta nel 2017, anniversario della rivoluzione luterana.
L'abbiamo fatta nel 2019 allorquandio cadono i 1600 anni dalla morte di San Girolamo che ha tradotto la Bibbia dal latino e quindi ne ha consentito la diffusione.
Per il credente la Bibbia è il libro dell'eccellenza. Senza di essa non c'è l'Occidente.
Per questa Mostra sono stati scelti pezzi selezionati i cui originali provengono tutti dalla Biblioteca Pacca e dalla Capitolare.
Poi ci sono i pannelli esplicativi dei 73 libretti che compongono questo grande libro.
Qui è possibile osservare il Papiro Bodmer VIII ed il Codice Purpureo Rossanense, una pergamena resa purpurea e con in alto la Maiuscola biblica o greca a caratteri con inchiostro dorato ed alcuni in scrittura beneventana. Parliamo dei secoli X, XI e XII.
Potremmo dire, ha concluso mons. Iadanza, dal papiro alla pergamena, alla stampa.
Presente nella Mostra anche una Bibbia in sette lingue.
L'arcivescovo mons. Felice Accrocca ha confermato e sottolineato come la Bibbia sia la storia dell'Occidente anche nei tempi in cui i massimi poteri hanno guerreggiato nei secoli scorsi, le motivazioni del confronto cruento si fondano sulla Scrittura.
Anche nella polemica politica siamo figli di questo testo.
L'arcivescovo ha anche sottolineato la giustezza del titolo della Mostra: "La Bibbia: Parola di Dio e scrittura dell'uomo".
Riflette, questo tema, tutte le capacità ed i limiti umani.
Monsignor Accrocca ha voluto anche sottolineare come tutti saremo ripagati, ha detto, se i visitatori di questa Mostra acquisissero un interesse in più per queste scritture sacre, un interesse allo studio o all'amore per esse.
Mario Pasquariello, assessore alle Opere Pubbliche, ha detto che quello che si sta vivendo è certamente un momento importante perché si parla del libri dei libri che è stato fondamento ideologico della nostra Europa, una circostanza che si dimentica ma che la Chiesa ha custodito.
Questa Mostra fa prendere atto anche della bellezza del manoscritto.
Monsignor Accrocca, riprendendo la parola, ha voluto anche favorevolmente sottolineare l'opera lungimirante dei suoi predecessori che hanno voluto aiutare la città anche culturalmente acquisendo opere importantissime poi affidate alla Biblioteca.
Questo bisogna sottolinearlo, ha detto il prelato, è stata una semina importante di cui possiamo oggi godere.
Sono stati spesi soldi per tante cose ma anche per la cultura a valere non solo per i contemporanei, ma anche per chi verrà dopo di noi.
Ovviamente, ha detto don Mario Iadanza, spesso ci viene chiesto: Voglio vedere un libro di Scrittura Beneventana.
Non possiamo accontentarli perché questa è una mentalità da supermercato.
Bisognerebbe invece provvedere alla digitalizzazione di questi documenti.
Occorrerebbero tra i 120-130mila euro per scannerizzare tutte le opere a scrittura beneventana, tutti i 70 manoscritti medievali compresi i 42 in scrittura beneventana.
Qui nel corso della Mostra, ha concluso mons. Iadanza, ci saranno anche piccoli seminari di catechismo.
A margine della presentazione della Mostra don Mario Iadanza ci ha detto anche che ha in animo di valorizzare maggiormente la Porta di Bronzo originale, la Janua Major, spostandola dal suo sito attuale.
Essa, infatti, ora è posizionata subito dopo quella in vetroresina, una copia dell'originale.
Don Mario vuole completamente toglierla dall'ingresso alla Cattedrale e sistemarla subito all'interno, sulla destra, dove potrebbe essere ben valorizzata ed ammirata.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

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