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Benevento, 07-10-2019 18:20 ____
La Cgil di Benevento ha partecipato con una sua delegazione all'Assemblea nazionale "Belle Ciao. Contrattare per cambiare"
Contro la violenza sulle donne bisogna educare a rispettare tutti senza considerare le persone come proprieta' del maschio come del datore di lavoro
Redazione
  

La Cgil di Benevento ha partecipato con una sua delegazione all’Assemblea nazionale "Belle Ciao. Contrattare per cambiare" tenutasi a Roma al Teatro Brancaccio.
"Ad aprire i lavori - si legge nella nota inviata alla Stampa - è stata Susanna Camusso responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale che ha ricordato la necessità contrattazione inclusiva che metta al centro la condizione della donna per disegnare il necessario cambiamento: non più lavoro povero, orari non rispettosi delle complessità di vita ricordando la Costituzione che riconosce uguale retribuzione per uguali lavori.
La denatalità dipende dalla flessibilità senza regole a cui l'economia costringe il mondo del lavoro.
Mancanza di welfare penalizza ancora di più le donne.
Contro le povertà educative del nostro paese grossa attenzione va riservata al momento educativo 0-6.
Preoccupazione per la proposta Pillon: Non va conservato in un cassetto, ma cancellato.
Anche nel sindacato le donne devono essere protagoniste proprio per la qualità e la concretezza delle loro proposte, anche per il rispetto dei tempi della discussioni.
A seguire tanti interventi di delegate che hanno portato sul palco le loro esperienze di donne lavoratrici.
Si è discusso di come il nostro Paese, anche nel mondo del lavoro, sia ancora troppo poco a misura di donna, nelle retribuzioni, nelle carriere, nei tempi e nell’organizzazione del lavoro, e di come, quindi, sia necessario intervenire sia sul versante politico con norme ad hoc, sia su quello sindacale attraverso la contrattazione.
Testimonianze di contrattazioni e di condizioni nei luoghi di lavoro e proposte di cambiamento da parte di lavoratrici provenienti da tutt’Italia e da tutte le categorie, persino quella, particolarmente apprezzata ed applaudita di una giovane attrice.
Intervento conclusivo affidato al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Impegno di tutti, a partire dal sindacato, per praticare il necessario cambiamento, non solo a proclamarlo: bisogna far sì che le proposte abbiano le necessarie verifiche sul come si sono realizzate, territorio per territorio, luogo di lavoro per luogo di lavoro.
Questo deve diventare azione generale ed avere la forza per cambiare la cultura del nostro Paese.
Senza questa cultura non c'è democrazia.
Nei contratti parità di diritti e riconoscimento dei diritti di genere.
La piattaforma di genere della stessa Cgil ha cominciato a cambiare anche il linguaggio dell'organizzazione sindacale, che deve diventare patrimonio comune di tutta la Cgil.
Ricerca, formazione, azione non saranno cose diverse, saranno un tutt'uno.
Dunque, tre cose per cambiare: bisogna farlo tutti insieme; contrastare i diritti negati nel nostro Paese, la contrattazione o è prima di genere o non è inclusiva.
Libertà nel lavoro significa non essere ricattabili nei tempi.
Questo a tutela di tutti i lavoratori, ma che diventa una particolare tutela di genere.
Per cambiare, non abbiamo bisogno di competizione, di stabilire chi è il più bravo, ma della capacità di lavorare in gruppo il collettivo, la cooperazione.
Anche il "si vive più a lungo" è un terreno nuovo su cui misurare l'invecchiamento attivo: per raggiungere questo obiettivo bisogna ragionare sul sistema lavoro affinché accompagni in modo diverso lavori che non sono stati uguali.
Contro la violenza sulle donne bisogna educare a rispettare tutti senza considerare le persone come proprietà del maschio come del datore di lavoro.
Per finire, Landini che ha affermato che Belle ciao non è la piattaforma solo delle donne della Cgil, ma di tutta la Confederazione!".

comunicato n.125892



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