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Benevento, 09-09-2019 18:27 ____
Ale e' psicologicamente e fisicamente dipendente da quella che in gioventu' chiamavamo la febbre del sabato sera, osserva Piero Mancini
Insieme ai suoi amici balla per ore in discoteca, o si lascia andare al sesso piu' sfrenato, anche con piu' partner. Gli esseri umani hanno sempre cercato nel ballo momenti di liberazione e benessere psicofisico. Salviamo i nostri giovani
Redazione
  

Salviamo i nostri giovani.
E' il grido lanciato, in una nota, da Piero Mancini (foto).
"Ale - scrive - è una persona. Che ha dei diritti fondamentali, come la tutela della salute. Maschio o femmina. Giovane, fascia 16-30 anni.
Studia con profitto o lavora con efficienza.
Ale è una persona normale, socievole e simpatica, che non  manifesta alcun problema psico-fisico.
I genitori di Ale sono, quindi, tranquilli.
Ale, però, conta le ore che separano l'arrivo del sabato sera.
Ale è psicologicamente e fisicamente dipendente da quella che in gioventù chiamavamo la febbre del sabato sera.
Dal titolo di un film molto famoso, espressione culturale del cosiddetto edonismo reganiano.
Ale il sabato sera si trasforma, diventa una persona diversa.
Insieme ai suoi amici balla per ore in discoteca, o si lascia andare al sesso più sfrenato, anche con più partner.
Gli esseri umani hanno sempre cercato nel ballo momenti di liberazione e benessere psicofisico.
A Melpignano, qualche settimana fa, per ore trecentomila persone, trascinati dall'ossessivo ritmo della taranta, hanno ballato in modo sfrenato.
Quindi, anche Ale esprime, a prima vista, una naturale normalità ballando per ore in discoteca.
Anche normale è praticare, fin dalla notte dei tempi, un sesso sfrenato e altamente erotico.
Basta andare a Pompei dove si sono salvati affreschi, anche di grande valore artistico, che mostrano più corpi che fanno sesso insieme.
Ciò è sempre esistito.
Quindi, rientra nella normalità dell'istinto e delle pulsioni umane, che è vano reprimere.
Sono risultati vani i secolari tentativi, dettati dal bigotto moralismo perbenista e dall'ipocrisia delle religioni.
Ciò che è molto pericoloso, nell’ambito psico-fisico, è che per prolungare il piacere, ben oltre la naturale soglia della resistenza umana ad attività con alto dispendio di energia, Ale faccia uso di sostanze non naturali, ma artificiali.
Di sintesi chimica. Fa uso di pastiglie.
Prodotte, in gran quantità e forme, in centinaia di laboratori clandestini sparsi in tutto il mondo.
A base delle vecchie anfetamine e dei sempre più sofisticati e diffusi nuovi prodotti.
Queste pasticche, la più famosa si chiama Mdma, sono formate da sostanze psicoattive che vanno ad incidere sulla serotonina, ormone presente nel nostro corpo, modulando la libido: più è alta e più aumenta la fame sessuale.
Per questo è conosciuta come la pastiglia della felicità.
La ninfomania comporta una naturale ipersessualità.
Quella indotta chimicamente provoca, nel tempo, gravissimi danni: fortissimi disturbi al sistema nervoso centrale, essendo un prodotto neurotossico.
Per conoscere i gravi danni prodotti nel tempo dall'uso dalle pasticche basta digitare: "Anfetamine danni al cervello", o "Mdma" Ale, non è a conoscenza dei gravi danni futuri.
Basta una bella dormita e il giorno dopo tutta la stanchezza, che all'alba pur arriva dopo tanto movimento, è passata.
Ale è nuovamente in forma.
Ritorna a studiare o a lavorare con lo stesso profitto o efficienza.
Ale pensa che l'estasi del sabato sera durerà per sempre.
Purtroppo, nessuno ha messo in guardia Ale sugli effetti negativi che comporta un prolungato uso di quelle, a prima vista, inoffensive, invitanti e inebrianti pastiglie colorate.
In molti casi Ale nemmeno è cosciente di averle assunte: qualcuno ha sciolto la pillola nella bibita "gentilmente" offerta.
Chi è chiamato a prevenire e a tutelare il diritto alla salute di Ale?
Tutti pensano subito ai genitori e alla scuola.
Ma i genitori non sono minimamente attrezzati.
Sentono parlare delle droghe in modo vago e tutti sono portati a pensare che questi problemi non riguardano i propri figli, ma sempre quelli degli altri, come molto provato e disperato mi ha confessato una persona amica.
Altrimenti, figurarsi se non lo farebbero.
Se fossi genitore, razionalmente e consapevolmente insegnerei, per prevenzione, prima di tutto a conoscere bene il proprio corpo per capirne i limiti e della necessità assoluta di assecondarli.
Di fare sesso, nel modo in cui si prova più piacere, senza falsi pudori, perbenismi e ipocrisie, ma sempre in modo naturale.
Senza prolungare chimicamente il godimento.
Purtroppo, il dialogo in famiglia è del tutto assente, proprio sugli aspetti più importanti come il sesso.
Un tabù che ancora persiste e che crea tanti danni.
La scuola, poi, secondo alcuni dovrebbe risolvere tutti i problemi dei giovani, quando, con gran fatica, riesce a dare il minimo di insegnamento.
Del resto, i professori hanno gli stessi limiti nel rapporto con i propri figli degli altri genitori: ci si accorge dei gravi problemi quando è troppo tardi per porvi rimedio.
Chi, invece, ha grandi responsabilità sono i politici che dovrebbero essere lungimiranti e accorti su questi aspetti che coinvolgono un numero di persone in costante crescita.
Un discorso complesso che sintetizzo con un piccolo esempio.
In California e in altri Stati Usa, dopo la liberalizzazione dell’uso della marijuana è fortemente diminuito la vendita delle pasticche di ecstasy.
In Italia ciò è impensabile.
Oggettivamente, si favorisce il mercato molto fiorente delle pericolose pasticche.
Infine, caro direttore sul suo giornale, con frequenza, leggo di sequestri di hashish e marijuana, inoffensive "droghe" dell'Ottocento,  mai di sequestri delle deleterie droghe moderne.
Questo mi porta a pensare che in un futuro prossimo la sanità pubblica sarà oberata di richieste e, molte volte, nemmeno si capirà che i danni sono stati prodotti dalla chimica ingerita anni prima, le cui molecole si sono, lentamente, accumulate sul sistema nervoso centrale.
Caro direttore, secondo me, è urgente prendere atto del vasto fenomeno e, senza giudicare e colpevolizzare Ale, con razionalità e delicatezza bisogna muoversi per salvarlo dal grave male che con superficialità, incoscienza e grande allegria si sta procurando.
La migliore prevenzione è la conoscenza.
Per questo, secondo me, bisogna parlarne diffusamente e in ogni ambito".

comunicato n.125155



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