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Benevento, 08-09-2019 08:55 ____
Oggi le scuole si chiudono per un'allerta meteo non sempre veritiera. Una volta non era cosi' e ci si affidava al colonnello Bernacca...
Peppe Pascucci, compagno di Liceo, ricorda Peppino De Lorenzo, scherzosamente diceva: Le sue previsioni si fondano su rapporti stretti stabiliti con individui, portatori di ernie. Adottiamo anche oggi questo metodo...
Nostro servizio
  

L'estate ormai è alle spalle e le scuole riaprono i battenti.
Peppino De Lorenzo, nel formulare i migliori auguri a tutti gli studenti, coglie, nel contempo, l'occasione per soffermarsi sul tanto discusso problema, venuto alla ribalta l'inverno scorso, relativo alla frequente chiusura delle scuole, a seguito delle  allarmanti previsioni metereologiche.
Così, apre un altro cassettino della memoria ricordando i tempi, ormai lontani, in cui il noto colonnello Edmondo Bernacca (foto), che in tanti ancora ricordano, ogni sera, poco prima del telegiornale, informava gli italiani, appunto, della situazione metereologica dell'indomani.
Di qui, si rende disponibile a collaborare con il sindaco. In un modo insolito, ma, tuttavia, che fonda le sue radici sulla credenza popolare.
Ecco ciò che propone.
"Non è affatto mia intenzione, sia ben chiaro da subito, fare alcuna considerazione in merito a quanto, segnatamente nei mesi scorsi, si è verificato, a seguito di ordinanze sindacali che hanno stabilito una continua chiusura delle scuole, dopo allarmi, spesso ingiustificati, da parte del servizio metereologico regionale.
Previsioni che, il più delle volte, si sono trovate ad essere, infatti, non rispondenti alla realtà.
Tutto ciò, in ultimo, come si sa, ha portato, e giustamente, molti a rendersi promotori di rappresentazioni satiriche, una più incisiva dell'altra, che hanno avuto il merito di riuscire ad infondere una nota allegra nei giorni difficili che l'intero Paese attraversa.
Prima di aprire, anche in questa circostanza, un altro cassettino della memoria, mi sia concessa una semplice constatazione e, con precisione, di ricordare che, nei tempi addietro, le scuole non venivano, di certo, chiuse con la disinvoltura di oggi.
A noi ragazzi non era consentito di restare facilmente a casa in quanto la quotidiana frequenza scolastica andava rispettata. Sempre ed in ogni circostanza.
Pioggia, vento o neve non interrompevano giammai il dovere di noi studenti.
Unica variante, in queste particolari occasioni, era quella che vedeva le nostre mamme preoccuparsi di farci indossare qualche indumento più adatto alle circostanze, con l'ausilio, inoltre, di sciarpa e copricapo di lana, molte volte, confezionati con le loro stesse mani.
Oggi, purtroppo, i tempi sono mutati e, quindi, tra vacanze, festività ed allerte meteo, in ultimo, a fine anno scolastico, si contano i reali giorni di frequenza.
Bene.
Ciò precisato, la memoria mi ha permesso di andare indietro nel tempo e, con precisione, ai mesi in cui frequentavo l'ultimo anno del liceo Scientifico, preludio della maturità.
Nessuna allerta meteo accompagnava quel periodo. Infatti, ad indicare le previsioni metereologiche, senza alcun annuncio, ripeto di allerta meteo, provvedeva, puntualmente ogni sera, in una rubrica televisiva di metereologia, che precedeva di pochi minuti il telegiornale, il colonnello Edmondo Bernacca.
Quest'ultimo, all'epoca, divenne, d'un tratto, un personaggio a tutti noto e, per questo, conosciuto ai più quale uomo delle previsioni meteo.
Signorile nel portamento e nei modi, dalla figura slanciata, raffinato nell'eloquio, a modo suo, riusciva ad essere accessibile anche alle persone semplici, prive di cultura, al punto che, negli anni '60, per molte famiglie divenne quasi un rito serale ascoltare la sua trasmissione "Che tempo fa".
I mezzi di allora, è naturale che così fosse, non erano, di certo, sofisticati come quelli odierni e spesso quelle previsioni serali, il giorno dopo, non rispondevano alla realtà.
Tuttavia, quell'incontro, che precedeva il notiziario del telegiornale, divenne un appuntamento cui era difficile sottrarsi.
Allora, come oggi, anche qui da noi, una credenza popolare ha sempre permesso di credere che i portatori di ernia inguinale avvertano, di solito, dolori intensi nei momenti di più sensibili variazioni climatiche.
In sostanza, la fuoriuscita di un viscere o parte di esso dalla cavità addominale che lo contiene, caratteristica dell'ernia, produrrebbe dolori con le variazioni metereologiche.
E', ripeto, una credenza popolare che, tra l'altro, permette anche di fare battute, le più variegate.
Fu così che, dinanzi ad un ennesimo errore di previsione, più incisivo degli altri, da parte del colonnello Bernacca, che, un giorno, Peppe Pascucci fece una battuta che, ancora oggi, mi è rimasta viva nella mente.
Peppe era, per natura, facile allo scherzo e spesso, con la sua intelligente ironia, si rendeva piacevole ascoltarlo.
All'epoca, non mancava quel suo carattere aperto e solare che ha, poi, mantenuto in tutta la sua attività di anestesista.
Lui, a noi tutti compagni di classe che, come di consueto, gli facevamo capannello intorno, disse: "Amici, il colonnello Bernacca fa le sue previsioni fondandosi su rapporti stretti stabiliti con individui, portatori di ernie, diffusi nell'intero Paese, uno per ogni regione.
Quindi, la sera, prima di andare in onda, telefona ad ognuno di questi e, in base al dolore presente o meno a livello inguinale, in ultimo, prepara il bollettino metereologico".
Le nostre risate si sprecarono.
Trascorsi alcuni giorni, un altro collega di classe, morto, poi, tragicamente, facile allo scherzo come Peppe, ci lesse una lettera, ironica è ovvio, che aveva spedito al colonnello Bernacca.
In quest'ultima, aveva manifestato al noto metereologo la disponibilità di suo nonno, detentore di una grossa ernia, di diventare, a titolo gratuito, referente per la Campania.
Alla lettera, è logico, non ci fu risposta.
Di questo episodio epistolare, goliardico per la nostra età, serbo una memoria viva. Il divertimento di noi ragazzi, all'epoca, fu veramente indescrivibile. Per giorni e giorni, in classe, non si parlò di altro.
Allora, forse, ancora oggi, per evitare di cadere, continuamente, in errore, sarebbe opportuno, affidandosi alla natura, ritornare a dare credito alla credenza popolare di un tempo.
Di sicuro, le previsioni diverrebbero più esatte.
Per questo, a due miei pazienti, portatori di ernie di grosso calibro, ho detto di soprassedere all'intervento, già programmato con il collega Pompeo Tufo, esperto nel settore, a me carissimo, con la speranza che, con l'inizio del nuovo anno scolastico, si faccia loro riferimento, evitando così di seguire i suggerimenti degli esperti.
I due, per il bene della città, si sono resi disponibili. In questo modo, dando, ancora una volta, fede al credo popolare, si eviterà di chiudere le scuole con estrema disinvoltura.
Spetta ora a Mastella di decidere se accettare o meno l'invito.
Noi, siamo qui a disposizione. Per il bene dei nostri ragazzi".

comunicato n.125116



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