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Benevento, 06-09-2019 21:21 ____
La morte e' parte della vita, e' distruzione perche' ogni potenza finita ha poi un tempo. E dunque e', si', una distruzione, ma anche un rinnovamento
La morte che gli uomini si infliggono reciprocamente, e' invece malvagita' ed e' questo il momento della disarmonia ha detto Salvatore Natoli nella lectio magistralis in piazza Santa Sofia riempita come se si assistesse ad un concerto
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Piazza Santa Sofia si è via via riempita di pubblico scongiurando così ogni preoccupazione degli organizzatori che, dopo la "sbornia" negli ultimi giorni di spettacoli musicali in quegli stessi spazi, hanno proposto addirittura una lezione, certamente magistrale, di Filosofia.
Carmela D'Aronzo, venendo incontro, infatti, alle richieste di tante persone, così ha detto, che le hanno chiesto di organizzare con la sua Associazione "Stregati da Sophia", degli incontri anche serali, ha prodotto, assieme all'Università degli Studi del Sannio, "Filosofia in Piazza".
La lectio magistralis di quest'oggi è stata affidata a Salvatore Natoli che ha affrontato il tema: "Concordia discors. Conciliare gli opposti, mescolare i diversi".
Ad aprire la serata è stato però il balletto "Rhapsody in Blue" di Gershwin con la coreografia di Carmen Castiello che ha diretto la Compagnia Balletto di Benevento stasera composta da: Giselle Marucci, Ilaria Mandato, Sara Scudieri, Antonio Bisogno, Mirko Melandri ed Angelo Riccio.
Ho pensato questa coreografia, ha detto Castiello, in piena sintonia col tema della serata, avendo davani ai miei occhi le persone di colore nei campi.
Ci ha sostenuti poi il grande Gershwin e la sua musica e dunque ponendoci anche qui in perfetta sintonia con la diversità ed il classico.
Clemente Mastella si è detto compiaciuto di questa manifestazione, una discussione ad alta voce sulla filosofia, peraltro nel periodo estivo, donandoci una idea di qualità della proposta anche grazie agli ospiti importanti che tra stasera e domani daranno lustro all'iniziativa.
Mastella ha confermato che la gente che ha visitato la città in questi giorni d'estate gli ha detto che la nostra non sembra affatto una città del Sud, sia per i suoi monumenti di grande importanza che per le tante manifestazioni che si vanno ad organizzare.
Stasera ci sono anche altri eventi, ha proseguito il sindaco.
Ora dovrò andare alla festa dei 90 anni del Benevento Calcio. Sarei rimasto volentieri qui, lì rischio anche di essere fischiato perché mi dicono che sono solo tifoso del Napoli.
Facciamo filosofia in piazza, ha ripreso Carmen D'Aronzo, proprio dove essa è nata ed è vissuta.
Il nostro è un compito etico e morale nel soddisfare le esigenze del territorio.
Gerardo Canfora, il nuovo rettore dell'Università degli Studi, che sarà in carica da novembre, ha detto che l'Ateneo subito si è entusiasmato ma in qualche modo non è stata nascosta la preoccupazione di portare in piazza una lezione di filosofia ed avere anche l'intento di riempirla, la piazza.
Ed invece preoccupazione dissipata dai fatti perché la piazza si è riempita evidentemente perché si accetta la sfida reale nell'interrogarsi.
Nei tempi in cui repentini sono i cambiamenti e le innovazioni, serve la riflessione.
Infatti, solo oggi stiamo cominciando a capire, forse, come cambierà la nostra vita con le nuove tecnologie.
Restano, queste, domande aperte e questioni di ordine etico.
A questo punto prima di avviare la lezione di Natoli, Carmela D'Aronzo ha consegnato al sindaco Mastella la statuina emblema della manifestazione realizzata dal maestro Antonio Frusciante.
Salvatore Natoli, ha cominciato la sua lectio magistralis partendo dalla definizioe di armonia che suppone un qualcosa che, di per sé, ha una sua autonomia ma che per avere una prospettiva, deve essere connessa ad altre autonomie per non generare conflitti e confusioni.
La partenza dinamica, ha proseguito il filosofo, autore di molti libri e di articoli in riviste spacialistiche, o cresce o decresce e lo si vede anche nella nostra vita.
Ogni potenza ha una sua forza finita e dunque non sufficiente ed allora per diventare tale, cioè sufficiente e sostenersi, deve entrare in armonia con altre potenze per potersi espandere.
Appare tutto un discorso semplice, ma noi ci troviamo invece di fronte ad una realtà conflittuale, di conflitto distruttivo e di fatto dinanzi ad una guerra perenne e come nella società, ci sono conflitti continui.
Le potenze si distruggionio perché ritengono di essere autosufficienti e questo lo vediamo nanche nella vita di tutti i giorni.
E' un po' come il desiderio che tende a volere tutto credendosi onnipotente.
In modo illusorio pretende di essere infinito e questo è l'egoismo, la presunzione dell'autosufficienza.
La stessa morte, ha detto Natoli, che è parte della vita, è distruzione perché ogni potenza finita ha poi un tempo.
Dunque è, sì, una distruzione, ma è anche un rinnovamento.
La vita nasce dalla morte che genera a sua volta vita che è data in uso a noi tutti che siamo un pezzo di essa.
Nella circolarità della vita, la morte è null'altro che una variazione di ritmo.
Zoè, il principio della vita, attraverso la morte, genera continuamente se stessa.
La morte che gli uomini si infliggono reciprocamente, è invece malvagità ed è questo il momento della disarmonia.
C'è dunque morte e morte, dove la vita si rigenera e dove la vita invece è tolta e viene interrotta senza consentire che essa giunga al suo momento di apice e di tramonto e non si muore male se non si muore soli.
Si può morire in armonia se si è vissuto in armonia, ha concluso il filosofo.
E noi siamo in un mondo della sopraffazione sull'altro credendo di essere potenti all'infinito.
Domani, alle stessa ora, alle 19.00, la lectio magistralis sarà affidata a Carlo Galli che relazionerà sul tema: "Pace, amicizia, concordia: filosofia politica dell'armonia".
I lavori saranno coordinati da Antonella Tartaglia Polcini, professore ordinario di Diritto Civile dell'Università degli Studi del Sannio.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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