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Benevento, 05-09-2019 18:23 ____
E' falso il concetto che il centro storico cittadino sia un luogo pericoloso da dove e' bene stare alla larga
Oberdan Picucci incontra i residenti ed i commercianti e propone di inserire un rappresentante di quelli che abitano quella zona nel comitato per la sicurezza degli eventi in modo da disinnescare le eventuali polemiche
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L'incontro voluto dall'assessore Oberdan Picucci, alla presenza del presidente della Commissione Attività Produttive, Mimmo Franzese, tra i commercianti del centro storico ed i residenti, è partito in quarta con una polemica forte tra le parti, o meglio tra alcuni rappresentanti delle parti in causa, ed è terminata con toni certamente più concilianti nella consapevolezza che la lotta tra chi alla fine ha gli stessi interessi, non giova a nessuno.
La trovata poi di Picucci, di inserire nel Comitato per la sicurezza che si andrà di volta in volta ad organizzare per garantire gli eventi, almeno quelli di sua più stretta spettanza e responsabilità, anche un rappresentante dei residenti del Centro storico per modo che ogni situazione che potesse, inutilmente, andare a comprimere principi di mobilità e di libertà di chi in quella zona risiede, possa essere preventivamente valutate e risolta.
Questa indicazione di Picucci è stata molto apprezzata dal presidente del Comitato, Carlo Cennamo.
Ad introdurre i lavori, è stato lo stesso Picucci il quale, dopo le tante polemiche tra i due "schieramenti" registratesi soprattutto nei lunghi giorni di Città-Spettacolo (lo svolgersi di una manifestazione per più giorni consecutivi, addirittura una settimana, gioca negativamente, ovviamente, sul giudizio dei residenti, come dirà Gennaro Del Piano, che patiscono la limitazione della loro libertà di movimento e non solo, non occasionalmente, per un giorno o due, ma per un periodo molto lungo) ha voluto riiunirli intorno ad un Tavolo per cercare di fare sintesi e di verificare se vi possano essere dei punti di intesa.
Le polemiche sono state in crescendo, ha detto Picucci ed anche con toni non gradevoli. Il tutto su problematiche che non riguardano solo la città di Benevento ma ogni altra località che abbia centri storici importanti.
La riunione di oggi, ha proseguito Picucci, tiene conto delle esigenze manifestate dalle parti, esigenze che vanno contemperate ma quello che non bisogna far passare è il concetto, peraltro falso, che il centro storico cittadino sia un luogo pericoloso da dove è bene stare alla larga.
Così si scoraggia non tanto il giovane, che è per natura più intraprendente, ma la famiglia che certamente a questo punto la pizza la va a mangiare altrove.
Paolo Palummo, per i residenti, si è solo inserito con una frase: Bisogna viverci però nel centro storico per capire come stanno veramente le cose...
Picucci ha tenuto a ribadire che le restrizioni non appartengono al Comune ma alla prefettura ed alla questura e che fanno parte della normativa sulla sicurezza che pone restrizioni anche penalizzanti.
Sì, si è inserito Del Piano che ha fatto spesso da zanzara, ritenuta fastidiosa, nel corso della riunione, ma al viale Mellusi o in altri rioni dove ci sono state le feste, le auto dei residenti non sonono state fatte sgomberare.
A piazza Piano di Corte noi siamo stati cacciati per sette giorni!
Picucci a questo punto ha ribadito: Tante prescrizioni noi le subiamo e poi diventiamo lo sfogatoio di tutti. Io mi auguro, invece, che da questi incontri si creino le basi per un dialogo che serva a stemperare i toni.
Vediamo quali possono essere le problematiche e se è possibile risolverle.
Carlo Cennamo, il presidente del Comitato di Quartiere Centro Storico, ha esordito dicendo che la prefazione è sbagliata anche perché non c'è mai stata una questione di convivenza tra residenti e commercianti.
Gino Cocozza, commerciante, ha detto che se c'è stata qualche scorrettezza da parte di qualcuno nell'uso della musica e del volume troppo alto, se ne chiede scusa.
Gaya, una giovane imprenditrice sempre del Centro storico, ha lamentato il fatto che il centro storico medesimo sia stato individuato come luogo dove si consumino tutti i crimini e questo ha già fatto sì che le presenze nei locali, soprattutto a piazza Piano di Corte, siano di molto diminuite.
Gennaro Del Piano, inserendosi, ha sottolineato come nessuno del Comitato abbia mai parlato di movida violenta generalizzando il termine.
Peraltro, ha proseguito Del Piano, in quel quartiere abbiamo investito i nostri risparmi comprando l'appartamento e dunque non è interesse nostro denigrarlo quel luogo.
Tanti anni fa c'erano le discoteche e lì davanti spesso si spacciava ed all'interno si faceva casino. Oggi tutto questo si è spostato nelle piazze. Questo è.
A questo punto c'è stata una discussione tra un somministratore di cibo e bevande ed un proprietario di un Bed&Breakfast che ha problemi con la propria clientela che non gradisce tutto questo caos la sera.
Gli è stato risposto: Si sapeva che lì c'erano tre locali, forse è stato inopportuno metterci un affittacamere.
La risposta è stata lapidaria: Ma allora non dobbiamo investire nel centro storico?
Riguardo la vigilanza di questi luoghi da parte delle forze dell'ordine ancora Del Piano ha fatto notare che spesso ha visto molti appartenenti delle forze di polizia fermarsi vicino ad uno dei muretti di via Cardinbal di Rende e restare lì, ai margini della movida, senza addentrarsi nel centro storico.
Quindi ha sollevato, sempre Del Piano, la questione dei bagni chimici che egli ritiene non siano esaustivi della problematica.
Picucci a questo punto è sbottato: Io preferisco mille persone che ascoltano musica per strade che le dieci nel chiuso delle sale.
Finché sarò io l'assessore la musica si farà in piazza e gli spettacoli a teatro.
Mimmo Franzese ha riferito di aver vissuto questa vicenda sotto varie vesti: da proprietario di locale; da residente ed ora da amministratore pubblico e dunque di essere in grado di poter avere una visione a più ampio raggio.
Ricordo anche che il precedente presidente del Comitato, Giovanni Cardona Albini, propose la valutazione di un Regolamento per la gestione di queste aree adottato dal Comune di Piacenza, Regolamento che era calibrato per 16 week-end all'anno.
Noi ne abbiamo proposti addirittura meno, ha detto Franzese, dodici bastano.
La verità è che la sopravvivenza in questi locali non è economicamente garantita e dopo 13 anni ho dovutoalzare bandiera bianca.
Tuttavia, l'anno successivo ti ritrovi a gestire quel locale da un 18enne che per farsi conoscere altro non fa che alzare il volume.
Paolo Palummo non si è accodato al fatto che basti ridurre gli eventi per risolvere la questione, tutt'altro.
Per noi residenti il Centro Storico può essere vissuto anche per 365 giorni l'anno ma con moderazione e sorvegliando gli eccessi.
Vi siete mai chiesti perché in queste viuzze si moltiplicano locali sempre di una stessa classe merceologica: Mai un verdumaio, un artigiano, un panettiere che a noi farebbe anche piacere avere a portata di mano.
Il Centro Storico è un Centro Commerciale Naturale ed è su questo che bisogna insistere anche perché la Regione dà finanziamenti in questi casi.
La ricchezza la generiamo se riusciamo a far venire gente da fuori, ha ancora detto Palummo.
L'azione che noi invece poniamo in essere va esattamente in senso contrario.
Diminuiscono sempre più i residenti e il commerciante di vicinato non riesce ad attecchire.
Il problema, è di tutta evidenza, non si risolve agendo sul numero degli eventi.
Luigi Marino, presidente del Rotary oltre che residente del Centro Storico, ha detto che qui siamo in presenza di due parti che devono imparare a convivere ma quello che sin qui si è fatto non pare sia studiato per raggiungere questo obiettivo.
Se vogliamo fare da volano di crescita, dobbiamo cambiare strategia.
Il residente non può essere messo sotto sequestro così come è avvenuto ieri sera all'Arco di Traiano.
In via Manciotti non è possibile consentire che una strada pubblica venga chiusa dal gestore di un locale che vi mette i tavoli per far cenare la gente!
Su qtesto chi vigila?
E' ovvio che queste sono azioni che espellono il residente dal Centro Storico. Gli eventi li vogliamo e se si diversificano è ancora meglio ma non è possibile che l'Ente non prenda posizione sulle lamentele riscontrate.
Il gestore del locale Mino's ha sottolineato positivamente il fatto che i commercianti ed i residenti abbiano deciso di parlarsi e di combattere insieme il degrado.
I rifiuti che vengono lasciati in zona danno fastidio a tutti ed anche a noi perché il cattivo odore certamente non agevola le persone ad entrare nel locale per venire a mangiare.
Mimmo Franzese si è detto convinto che tra Amministrazione comunale, commercianti e residenti del Centro Storico ci possa essere una intesa che serva a combattere il declino, come è successo in altre parti d'Italia, dove, con le buone pratiche, best practice ed azioni congiunte la tendenza è stata invertita.
Franzese ha già annunciato che si sta lavorando per il Natale.
Sarà un programma di attività che comprenderà all'incirca 30 giorni ma con attività non solo serali, anche pomeridiane che abbiano avvio intorno alle 17.00 o alle 18.00: Iniziare prima per chiudere anche prima.
Del Piano ha rimarcato che occorre riqualificare il centro anche con una maggiore vigilanza a cominciare dalle soste in piazza Piano di Corte praticata da auto che hanno permessi stampati a fotocopia mentre il residente gira tre ore per trovare un posto per portare la spesa a casa.
Picucci, concludendo, ha detto che il tono del confronto è stato positivo ed ha lodato l'impegno reciproco ad evitare posizioni aggressive che vanno fermate, da entrambe le parti.
Cocozza a questo punto ha chiesto al presidente del Comitato, Cennamo, di organizzare qualcosa insieme per il prossimo Natale.
Picucci dal canto suo si è impegnato a convocare a breve nuove riunioni ma questa volte tematiche.
Si comincerà con l'assessore alla Mobilità, Felicita Delcogliano ed il comandante della Polizia Municipale, Fioravante Bosco.
Poi si proseguirà con l'Ambiente ed il decoro urbano e quindi con le Opere Pubbliche.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

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