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Benevento, 04-09-2019 22:14 ____
E' torbida la vicenda e non e' limpida come invece dovrebbe essere l'acqua che ci forniscono, afferma Gabriele Corona
La Conferenza dei Servizi testimonia che la situazione e' seria e tuttavia l'Arpac in 40 giorni non ha trovato il tempo di leggere il documenti predisposto da Artea: E' scandaloso afferma il presidente di Altrabenevento
Nostro servizio
  

Ancora un'Assemblea pubblica sulla vicenda della contaminazione delle falde di profondità dei pozzi di Pezzapiana e di Campo Mazzoni.
L'ha organizzata Altrabenevento nei locali del Consorzio Sale della Terra.
Protagonista della esposizione nuovamente Gabriele Corona, il presidente del sodalizio, il quale ha sottolineato la soddisfazione per il fatto che da quando a novembre scorso l'Associazione denunciò, finendo sotto gli attacchi dell'Amministrazione comunale, ad oggi, passi in avanti ne sono stati fatti visto che oramai nessuno più mette in dubbio che ci sia una contaminazione sempre più evidente e consistente alle falde degli accumuli delle acque a cui attingono i sistemi di pompaggio per immettere il prezioso liquido nella condotta comunale servente alcune zone della città: Rione Libertà, Rione Ferrovia e Centro Storico.
Artea, l'azienda nominata dal Comune per lo svolgimento delle indagini ai pozzi, ha riferito Corona all'esito della Conferenza dei Servizi svoltasi ieri negli uffici della Regione Campania, ha svolto indagini in sei nuovi pozzi molto stretti, scavati nei pressi di Campo Mazzoni e Pezzapiana, questa azione serve a capire innanzitutto se la contaminazione con il tetracloroetilene sia nella parte superficiale, volatile o in quella profonda dove si sedimenta.
La causa non è stata possibile individuarla, hanno detto i rapporti di Artea e potrebbe essere anche molto datata.
La pericolosità di questo composto, ha proseguito Corona, non è nel composto medesimo, o non solo, ma in ciò che può produrre magari mescolato con il cloro che si usa per rendere potabile l'acqua.
Tutto questo sta emergendo poco per volta, ha aggiunto il presidente, perché siamo tignosi ed andiamo a trovarci i documenti che ci servono, cosa questa che non fanno gli Enti deputati che non hanno nemmeno ottemperato all'invito del prefetto di istituire una pagina ad hoc sui loro portali proprio per pubblicare tuitta la documentazione in posesso.
E' torbida la vicenda e non è limpida come invece dovrebbe essere l'acqua che ci forniscono.
L'Asl, intanto, continua a dire che l'acqua è destinata al consumo umano e quindi è potabile.
Gesesa pubblica i risultati di esami che spaccia confrontandoli con le norme sulla potabilità dell'acqua e dunque il tetracloroetilene resta sotto i valori stabiliti. Ma è sbagliato l'aproccio ed il riferimento normativo.
La Conferenza dei Servizi testimonia invece che la situazione è seria, ha proseguito Corona.
Che dire poi dell'Arpac che ha chiesto un rinvio della riunione in quanti non ha avuto il tempo, in 40 giorni, di esaminare la documentazione di Artea.
E' scandaloso questo atteggiamento per un'Agenzia che si occupa di Ambiente.
Quelle carte le ho lette anche io e le ho capite pur non avendo seguito i corsi di Antonio Orafo (il riferimento è al consigliere di amministrazione di Gesesa con cui c'è stato un ruvido confronto epistolare ndr).
Bastava un'ora e mezza per leggerlo, non di più.
Ora ci rivedremo il prossimo 18 settembre.
Corona ha parlato anche del pozzo della ditta Alberti che è ad una cinquantina di metri da quello di Campo Mazzoni dove Artea ha trovato il tetracloroetilene.
Ora la Regione ha chiesto di scavare in zona altri due pozzi per la verifica, anche vicino a quello di Alberti.
Altrabenevento, ha concluso Corona, ha presentato un documento che spiega perché le norme di sicurezza vanno applicate.
Riguardo le autorizzazioni Corona ha nuovamente sottolineato come Gesesa evidentemente non ne sia in possesso visto che ha chiesto un'autorizzazione a sanatoria.
Sandra Sandrucci ha esposto la vicenda dal punto di vista normativo rimarcando il fatto che la contaminazione sia oramai conclamata e che le soglie sono state superate e per questo, ai sensi del Testo Unico Ambientale, occorre far scattare le norme di sicurezza.
Siamo in una situazione di emergenza e quindi bisogna impedire che la contaminazione si propaghi e l'acqua venga isolata per poi essere eventualmente trattata.
Una cosa è certa: Essa non può circolare, non può essere distribuita e dunque non va bevuta.
A questo punto, ha preso la parola Salvatore Zotti, già dirigente all'Urbanistica del Comune di Benevento, che ha parlato delle trasformazioni avvenute in quegli spazi dove oggi insistono i pozzi, spazi che una volta, 60 o 50 anni fa, erano completamente ad appannaggio dell'agricoltura.
Zotti ha confermato che Gesesa ha presentto nel 2004 una richiesta a sanatoria delle autorizzazioni e comunque anche una valida autorizzazione non dura più di 30 anni, dopodiché vanno verificate le condizioni che ne hanno consentito il rilascio.
Gabriele Corona riprendendo la parola ha parlato nuovamente dell'alternativa all'acqua dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni che deve essere sostituita da quella del Torano Biferno.
Siamo con gli aumenti annunciati dalla Regione, a quasi 200 litri di acqua al secondo che vengono dati alla città.
Basterebbe portare questa cifra a 240-250 litri al secondo per fornire l'intero capoluogo.
E tuttavia dell'aumento della fornitura sin qui fatto, non si sa Gesesa cosa ne faccia.
Relativamente ai danni alla salute Corona ha insistito dicendo che dire che l'acqua sia potabile è inaccettabile.
E' ovvio che lo sia altrimenti saremmo andati a far visita a qualcuno a Capodimonte. Ma il problema è evitare che essa diventi anche non potabile.
Quali danni crea al corpo umano un uso prolungato di quest'acqua?
Valentino Soreca, rappresentante di "Radici", ha chiesto con ironia: Vorrei sapere se sono un soggetto di superficie, dove il composto evapora o di profondità, dove si deposita.
Nessuno si interessa a cosa possa effettivamente accadere al nostro corpo che ingerisce da anni quel tipo di acqua.
Il sindaco deve interessarsi anche di questo e poi perché non chiude i pozzi?
Quando c'è inquinamento dell'aria, chiude le strade al traffico veicolare, perché non fa lo stesso con l'acqua?
Corona ha, infine, presentato la modulistica da inviare a Gesesa per chiedere una diversa tariffazione per chi utilizza l'acqua dei pozzi in esame, una nuova tariffa che sia ridotta del 50% rispetto a quella degli utenti che ricevono l'acqua del Torano-Biferno.
Con l'acqua dei pozzi si potrebbero invece irrigare le aiuole della città.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

comunicato n.125048



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