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Benevento, 13-08-2019 16:05 ____
L'Ato dei rifiuti e' ora formalmente e pienamente operativo ma c'e' effettivamente la volonta' politica a farlo agire concretamente?
Massimo Romito, direttore generale, e' persona esperta e ci ha detto di aver ben chiaro nella mente una ipotesi di programmazione ma occorre collaborazione e niente veti e niente No, anche perche' le spese di gestione dell'Ente vanno in tariffa
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Da oggi l'Ato Rifiuti è, in teoria, diciamo meglio, formalmente, pienamente operativo.
La firma di Massimo Romito (nella foto di stamane, a sinistra, stringe la mano al presidente Iacovella) che lo lega all'Ente nel ruolo di direttore generale, completa il vertice previsto dalla legge regionale istitutiva di questo organismo, vertice formato da lui e dal presidente Pasquale Iacovella e mette l'Ente nelle condizioni di operare senza altri tentennamenti o rinvii.
Massimo Romito, che ha firmato il contratto stamane nella sede del Comune di Casalduni dove attualmente ha la sua sede provvisoria l'Ato, essendo il suo presidente il sindaco di quel Comune, Romito, dicevamo, è persona esperta del settore avendo diretto l'Asia, con la stessa qualifica, durante il sindacato di Fausto Pepe e la presidenza di Lucio Lonardo.
Dunque, ci ha detto, se parliamo di programmazione non mi trovo impreparato.
So bene cosa si dovrebbe fare. Ho una mia idea ed è anche ben chiara.
Come farei una raccolta integrata dei rifiuti nella provincia di Benevento, è in un percorso che mi sono fatto nel tempo.
Ovviamente è una idea che va valutata, quantificata, condivisa e poi messa in atto.
Sul discorso programmazione, dunque, non avrei grossi problemi.
Bisogna vedere quando passiamo all'attuazione, che è la parte più preoccupante.
Ovviamente ad oggi parliamo di un Ato che non esiste, non avendo neanche una sede o un minimo di personale amministrativo e valutare se possiamo già dare una mano in questa emergenza.
La cosa andrebbe fatta a tamburo battente, ma dobbiamo organizzarci.
Per il personale, abbiamo chiesto a Romito, potrebbe essere utilizzato quello dei Comuni?
Il direttore generale ci ha risposto di sì.
Essendo l'Ato un Ente pubblico si potrebbe utilizzare l'istituto della mobilità, dei distacchi e quant'altro e si andrà avanti.
Ovviamente l'Ente, diciamo noi, deve cominciare ad incassare altrimenti non può pagare il suo personale e questo incasso lo dovranno garantire tutti i 78 Comuni della provincia che sulla tariffa fatta pagare agli utenti, dovranno anche prevedere una quota per il mantenimento dell'Ato e della sua struttura operativa.
E' proprio così, ci ha confermato Romito.
Attualmente l'Ato non ha nulla, né un Bilancio, né una cassa. Bisogna farlo nascere.
Penso che prima facciamo, meglio sarà per tutti.
La funzione dell'Ato è quella della gestione del ciclo integratio dei rifiuti e della riscossione delle bollette in base alla tariffa che lo stesso Ato andrà a stabilire, ha proseguito il direttore generale.
In queste materie tutto ciò che non è Ato deve essere assorbito o scomparire.
E l'Asia, abbiamo chiesto?
Non occorre che scompaia, ci ha risposto.
E' un soggetto gestore del Comune di Benevento il quale Comune può costituirsi in sub-ambito da solo, quale città capoluogo, e gestirsi in proprio la raccolta dei rifiuti con la sua società in house.
Sarà l'Ato che, essendo un sistema integrato, darà poi il via libera alla costituzione di uno o più sub-ambiti.
Ed infatti, sarà poi sempre l'Ato che, incassando l'intera tariffa da tutti i 78 Comuni, deciderà quanto stornare loro per la gestione dei rifiuti.
Pensare, oggi, che ci possa essere un soggetto che gestisca il ciclo dei rifiuti su tutti i 78 Comuni della provincia, mi appare invece improbabile.
Penso, ci ha detto Romito, che sulla problematica relativa alla raccolta dei rifiuti, la possiamo demandare tranquillamente ai Comuni.
Il problema vero è che dobbiamo creare prima il Ciclo e dire cosa si ha intenzione di fare.
Ovviamente bisogna anche valutare politicamente cosa pensano che questo Ato possa e voglia diventare anche perché da soli non si va da nessuna parte.
Se non si vuole che l'organismo funzioni, ragionando per assurdo perché la legge regionale non lo consente, sarebbe utile andarcene tutti a casa prima possibile, perché in questo modo non sprecheremo, con la nostra presenza, i soldi dei cittadini.
Se tutti collaborano e ci fanno lavorare, ben venga.
Io ritengo che con poca impiantistica, risolviamo tutti i nostri problemi.
Ovviamente però non ci dovranno essere i veti ed i No perché questi non ci condurranno da nessuna parte.
Ora dobbiamo lavorare e la prima cosa da fare, già da domani, è chiedere alla Provincia di verificare se ha la possibilità di assegnarci una sede.
Alla firma di stamane è stato presente anche Rossano Insogna, presidente del Pd che pare sia in piena sintonia con il presidente Iacoviello e questo potrebbe essere già una prospettiva favorevole.

 

comunicato n.124639



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