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Benevento, 08-08-2019 21:46 ____
La vicenda dei 52 lavoratori della Samte arriva in Prefettura ma nessuno spiraglio si apre per loro
Il segretario generale della Cgil Fp, Giannaserena Franze' accusa i parlamentari del Movimento 5 Stelle di essersi completamente disinteressati della vertenza. Sarebbe bastato coinvolgere il loro ministro Luigi Di Maio per la Cassa Integrazione
Nostro servizio
  

Il vice prefetto vicario, Ester Fedullo, ha convocato al Palazzo del Governo i responsabili sindacali della Fp Cgil, della Fit Cisl e della Uil Trasporti assieme al presidente della Provincia ed all'amministratore unico della Samte.
La vicenda da esaminare è stata, ancora una volta, quella della Samte a cui è strettamente legata quella di 52 lavoratori, padri di famiglia che rischiano di perdere definitivamente il posto di lavoro atteso che il prossimo 17 agosto, per loro, terminerà anche la Cassa Integrazione.
Diciamo subito che non c'è stata nessuna novità da questo incontro e si va avanti consapevolmente verso il baratro.
Insoddisfatti i Sindacati anche se l'amministratore unico di Samte, Carmine Agostinelli, li ha convocati nuovamente per lunedì prossimo nella sede della società per tentare che cosa, non è dato sapere.
Particolarmente battagliera il segretario generale della Fp Cgil, Giannaserena Franzè, che se la prende anche con i parlamentari sanniti del Movimento Cinque Stelle che non hanno avvertito la necessità di inserirsi nella vicenda per perorare la causa del rinnovo della Cassa Integrazione al loro ministro Luigi Di Maio.
Il presidente della Provincia, Antonio Di Maria, ha confermato che entro gennaio riaprirà lo Stir di Casalduni.
E' quello l'obiettivo da raggiungere perché da quel momento in poi cominceranno nuovamente ad esserci degli introiti che consentiranno di mantenere in vita la società e pagare gli stipendi ai suoi dipendenti.
Invece non è stata nemmeno richiesta l'apertura del Tavolo di crisi al Ministero e questo la dice lunga sulla prospettiva di mantenimento in vita della Samte.
La cronaca della riunione in Prefettura ci consegna una Provincia che con Di Maria ha ribadito l'esistenza di un Piano Industriale della società che prevede la riattivazione, come abbiamo detto innanzi, dello Stir per il mese di gennaio del prossimo anno, nella ipotesi più rosea delle aspettative. Ancora quattro o cinque mesi, dunque, senza incassi per la società: Troppi.
A gennaio però, ha detto Franzè, ci arriveremo senza i lavoratori che terminano la cassa integrazione il prossimo 17 agosto, fra meno di dieci giorni (figurarsi ora con la crisi di Governo in atto ndr) e quindi la società dovrà attivare il licenziamento collettivo altrimenti tornano ad essere dei lavoratori a tempo pieno pagati da nessuno perché la società non ha i soldi per farlo.
Si sono passati la palla l'uno con l'altro in questo anno dall'incendio dello Stir, senza che nulla fosse stato fatto, ha ribadito Franzè.
Soluzioni concrete non ce ne sono ed abbiamo dovuto sollecitare l'intervento della Prefettura perché gli altri se ne sono disinteressati portando questi 52 lavoratori sull'orlo del baratro dopo tanti anni di lavoro.
Smentite anche le voci ricorrenti tra qualche lavoratore che della Cassa Integrazione fosse stata concessa la proroga.
Ho chiamato stamane al Ministero, ci ha riferito Franzé, e la pratica, che è partita da qui il 10 di luglio scorso, è lì, mi hanno detto, sul tavolo, anche perché il funzionario incaricato è in ferie fino a fine mese.
In un mese, dall'inoltro, non è stato fatto assolutamente nulla.
Questa è una pratica che richiede invece l'apertura di una crisi aziendale, è una cosa seria e non di poco conto visto che non siamo più nella procedura ordinaria.
Per questo appare strano che non ci sia stato nessun intervento della deputazione del Movimento Cinque Stelle che ha il Ministro competente.
Qui sembra ci sia una regia per annullare quell'impianto, lo Stir di Casalduni, che il territorio non vuole e che non ha mai voluto.
Perché, ha chiesto Franzé al presidente della Provincia, i sindaci si rifiutano di pagare 14 euro in più sulla tariffa ed accettano invece tanti altri soldi in più per portare quelli stessi rifiuti che si potrebbero lavorare allo Stir, in altri impianti con prezzi maggiori?
E' una follia ed un controsenso evidente.
La verità è che appare come se ci fosse un disegno per eliminare quell'unico impianto che il Sannio ha sulla gestione dei rifiuti.
La riunione si è conclusa con l'unico risultato che la Prefettura si è impegnata a chiedere al Ministero di aprire un Tavolo urgente su questa vertenza.
Tutto qui.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

comunicato n.124550



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