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Benevento, 08-08-2019 19:01 ____
Felice Presta annuncia la pulizia dell'Anfiteatro Romano per restituirlo alla fruibilita' della gente ma dice: Non escludo di far causa a Mastella
La vicenda che gli sta sullo stomaco e' quella della pulizia, senza poi il conseguenziale affidamento, del Campanile di Santa Sofia. Ho rischiato grosso anche da un punto di vista fisico. Attendiamo il Bando
Nostro servizio
  

In molti beneventani, ancora oggi, chiamano il Teatro Romano, l'Anfiteatro.
E' un errore veniale per chi non si intende di storia antica, però è un errore che solo da una qualche decina d'anni viene costantemente sottolineato con la matita rossa.
Prima era così: Quello al Triggio era l'Anfiteatro Romano così come il Toro Apis era il Bue Apis.
Per i due Teatri la differenza sta essenzialmente nella forma.
Il Teatro Romano, che è quello al Triggio, è di forma circolare; l'Anfiteatro Romano, che è quello invisibile nei pressi della Stazione Appia in via Munazio Planco, è di forma ellittica con uno dei suoi "baffi" che, si dice, si estenderebbe proprio sotto la Stazione di "Cartone".
Era una struttura enorme di cui oggi rimane ben poco se non alcune mura che sono servite anche ad ipotizzarne la grandezza.
Oggi, quel monumento, che noi abbiamo avuto la fortuna di fotografare nei primi anni Novanta, quando la Soprintendenza avviò una campagna di scavi per liberare il più possibile i reperti dal terreno che li ricopriva (le nostre foto, bianco nero, sono contenuite nella guida "Beneventio ed il Sannio" di Alfredo Pietronigro), si cercherà di farlo tornare a nuova vita, ovviamente, ciò che c'è, non quello che potrebbe esserci, per restituirlo alla fruibilità dei visitatori.
Si farà carico di tanto Felice Presta con i suoi amici e volontari che oggi hanno presentato l'iniziativa nel corso di una conferenza stampa.
Questo importante monumento cittadino va salvato mentre invece di esso se ne sono perse le tracce.
Dalla Soprintendenza abbiamo ricevuto il permesso a ripulire da erbacce, rifiuti e quant'altro emergerà, l'intera area in vista poi di un affidamento a noi così come è già avvenuto per I Santi Quaranta.
La politica è assente e spesso dimentica le cose mentre noi con cadenza biennale avviamo una nuova iniziativa.
A proposito di affidamento, debbo però dire, ha continuato Presta, che mi è rimasta sullo stomaco la vicenda del Campanile di Santa Sofia che, è acclarato oramai, essere di proprietà comunale.
Oggi esso è abbandonato.
Ho atteso due anni ma l'energia elettrica ora non c'è più perché il contratto è stato disdetto; l'assicurazione sugli infortuni è stata anch'essa disdetta perché non più pagata dalla parrocchia di Santa Sofia.
Siamo ancora in attesa del Bando per l'affidamento ad un'Associazione.
Noi, pur essendo ancora in possesso delle chiavi del Campanile, ci siamo fermati.
Siamo per il recupero dei nostri beni monumentali e non siamo per le cose inutili come dicono i politici.
Non svolgiamo attività politica mentre siamo impegnati in queste iniziative, ha tenuto a rimarcare Presta.
Cosa ben diversa è l'azione di Sannio Report.
Intendo lanciare un messaggio al sindaco Mastella affinché sblocchi la vicenda del Campanile di piazza Santa Sofia.
Prima o poi su questa vicenda faremo una causa per il risarcimento dei danni da noi subiti. Questa è la prospettiva.
L'ho ripulito centimetro per centimetro anche a rischio della mia salute.
Non siamo dipendenti dell'Asia e quando interveniamo per ridare dignità e decoro ai beni pubblici lo facciamo per amore della città.
Presta ha anche ringraziato Leonardo Ciccopiedi per la vicinanza alle sue azioni, al di là delle differenze politiche evidenti.
Domani mattina, alle 8.30, apriremo, alla presenza della Soprintendenza, il cancello del cantiere dell'Anfiteatro.
In tre giorni completeremo l'opera di pulizia.
E' probabile che ci sia il divieto di sosta in via Munazio Planco e via Appio Antico per consentirci di lavorare in assoluta tranquillità.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

comunicato n.124547



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