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Benevento, 11-07-2019 13:49 ____
Vola alle stelle la tariffa dei rifiuti ed i sindaci valutano di non pagare piu' le fatture per discariche dismesse di rifiuti per l'80% non sanniti
Sara' istituita una Commissione di tecnici ed esperti per affrontare la delicata problematica che esplodera' con la chiusura dell'inceneritore di Acerra. Domani si replica alla Provincia con una ulteriore riunione
Nostro servizio
  

A Palazzo Mosti si è svolta stamane una riunione di sindaci (foto) convocata dal primo cittadino del capoluogo, Clemente Mastella, riunione che cade a ridosso di quella convocata dal presidente della Provincia, Antonio Di Maria per domani mattina alle 10.00.
Si è parlato di riunione preliminare, per dare un senso all'incontro.
L'invito alla riunione di stamane è stato rivolto a tutti i sindaci, non solo a quelli di fede mastelliana, il che paradossalmente avrebbe anche potuto avere un senso, invece non ci sono stati particolarismi nell'invito e quindi alcuni si sono chiesti il perché di questa riunione a 24 ore prima da un'altra da tenersi alla Rocca sulle stesse, identiche problematiche.
Mah!
Comunque sia, gli argomenti trattati sono stati quelli riferiti all'aumento del costo a tonnellata dello smaltimento dei rifiuti che è gravato di altri 14 euro ad abitante per la gestione delle discariche post mortem, quelle dismesse cioè, che passerebbe a questo punto a 58 euro se è dato per buono il dato di partenza di 44 euro (in verità ci era stato sempre detto che il carico straordinario di tariffazione fosse di 50 euro a tonnellata e non di 44 euro, ma tant'è! non cambia granché, resta una vessazione comunque imposta al popolo sannita e da cui non riusciamo a liberarci nemmeno con la promessa del presidente Di Maria, poi non ancora concretizzatasi, di adire le vie legali).
Resta la necessità di far gravare questa spesa di gestione delle discariche dismesse su tutti i cittadini della Campania e non solo su quelli sanniti visto che le discariche sono state riempite per circa l'80% da rifiuti provenienti da altri territori contermini al nostro.
La deliberazione della Provincia incide molto anche sugli equilibri di bilancio dei vari Comuni.
Si consideri che al Comune di Benevento costerà 600mila euro in più, una cifra che non è proprio da sottovalutare, tutt'altro.
L'altro argomento è parimenti noto e si tratta della emergenza riiuti cui stiamo andando incontro consapevolmente visto che a settembre chiuderà, per manutenzione, l'inceneritore di Acerra per quasi due mesi.
Di questa altra grave crisi che i Comnuni non sanno come affrontare, saranno interessati sia il Ministero dell'Ambiente che la Regione Campania.
Domani alla riunione in Provincia dovrebbe essere esplicitato il piano industriale della Samte, la società di proprietà della Provincia medesima che gestisce appunto lo Stir di Casalduni, inesistente e di cui non si sente più parlare e le discariche dismesse.
Sulla base di questo piano industriale il presidente della Provincia ha quindi approvato la deliberazione con il nuovo tariffario.
Il presidente Di Maria non ha, stamane, neanche escluso che la riunione di domani potesse essere rinviata, qualora occorresse più tempo per esaminare la problematica ma alla fine si è deciso che essa si terrà.
Con ogni probabilità si cercherà anche di istituire una Commissione più ristretta, formata da tecnici del settore, che dovrà affrontare queste problematiche ma soprattutto dare delle indicazioni valide per vedere come uscirne.
Per il momento i sindaci hanno affermato che le fatture della Samte stanno valutando di non pagarle.
Questo ovviamente non farebbe presagire nulla di buono ma ingigantirebbe ancora di più le problematiche legate fra di esse a catena e porterebbe certamente al fallimento della Samte il cui equilibrio è già molto precario e con i dipendenti che lamentano la mancata corresponsione dello stipendio.
Da qui la richiesta di Mastella di restare uniti, visto che l'argomento non ha colore politico, nel chiedere anche l'intervento del prefetto e della Regione.
La problematica sullòa gestione dei rifiuti è molto forte, nonostante la provincia di Benevento sia tra quelle che pratica maggiormente e con profitto la raccolta differenziata.
E' stato anche accennato alla protesta di taluni sindaci che si sono viste aumentare le tariffe di addirittura 71 euro a tonnellata, anche per lo sversamento dei propri rifiuti all'impianto di Giugliano in Campania (di questo punto riportiamo la nota dei sindaci in basso).
Sin qui la cronaca della riunione.
Domani si prosegue o si riprende il ragionamento, si vedrà e forse capiremo anche il perché di questa riunione di oggi.
Sulla questione, si registra anche l'intervento del consigliere provinciale del Pd, Giuseppe Ruggiero.
"E' giunta a molti Comuni del Sannio - ha affernato - una comunicazione della società Gisec, che gestisce gli impianti e i servizi ecologici casertani, in cui si chiede di adeguare la tariffa per il conferimento dei rifiuti indifferenziati da 189 euro a 260 euro, oltre Iva.
Una decisione che dimostra la totale assenza di solidarietà all'interno dell'inadeguato ciclo dei rifiuti campani, considerato che nelle discariche sannite sono arrivate in passato migliaia di tonnellate di rifiuti da altre province, lasciando ai nostri concittadini l'onere della gestione post mortem.
Adesso che il Sannio è in difficoltà arriva il primo aumento, pari al 25% per il conferimento della frazione indifferenziata, a cui si aggiunge quanto già deliberato dalla stessa Provincia di Benevento e determinato in quasi 15 euro ad abitante per la copertura di un ciclo inesistente a tutti gli effetti.
Epilogo di una situazione da tempo annunciata, fatta di Comuni che per anni non hanno pagato quanto dovuto, una società provinciale sempre sul baratro del fallimento per continua assenza di liquidità, di spiccioli interessi elettorali dietro le vicende di Sassinoro e Casalduni e un Ato Rifiuti che  si dimostra incapace di assumersi le responsabilità conferite dalla normativa regionale.
A tutto questo, si aggiunge che non esistono tempi certi per la riattivazione dello Stir di Casalduni e l'apertura della discarica di Sant'Arcangelo.
In parole povere, per chi non se ne fosse ancora accorto, siamo in ginocchio.
Incapaci di pretendere quanto dovuto dalle altre società provinciali, siamo persino oggetto di speculazione per non aver mai saputo realizzare una impiantistica che rendesse il Sannio autonomo dalle altre Province.
In alternativa, siamo stati bravi a generare contenziosi per opporci a tariffe molto più basse di quelle attuali, come ad esempio il Comune di Benevento, abbiamo organizzato sit-in contro l'impianto di compostaggio di Sassinoro per poi pagare quasi 200 euro a tonnellata per portare l'umido fuori regione, giochiamo con lo Stir di Casalduni in funzione degli appuntamenti elettorali locali e persino l'adeguamento di Sant'Arcangelo non risultà più urgente perchè si ha persino il tempo, in emergenza, di avviare procedure di gara con l'offerta economicamente più vantaggiosa. 
A questo, si aggiungerà la chiusura del termovalorizzatore di Acerra che renderà la situazione drammatica nei prossimi mesi generando altri costi che non credo verranno facilmente accettati dai cittadini sanniti".

comunicato n.123864



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