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Benevento, 09-07-2019 09:55 ____
Venerdi' prossimo, 12 luglio, il sindaco Domenico Vessicchelli inaugurera' la mostra "Luigi Vollaro. Troni e trofei"
L'evento e' stato curato da Ferdinando Creta e promosso dal Comune di Paduli e dall'Associazione Culturale "ArtFrementi"
Redazione
  

Venerdì prossimo, 12 luglio, alle 18.30, il sindaco Domenico Vessicchelli inaugurerà la mostra "Luigi Vollaro. Troni e trofei", curata da Ferdinando Creta e promossa dal Comune di Paduli, dall'Associazione Culturale "ArtFrementi" con il patrocinio del Museo Arcos di Benevento.
In mostra una selezione di sculture, in rame e in piombo, di disegni realizzate dall'artista campano tra la fine degli anni novanta e il 2019.
"Con questa mostra - ha evidenziato il curatore, Ferdinando Creta - rendiamo omaggio ad uno dei più singolari scultori campani di questi ultimi quarant'anni.
Singolare, innanzi tutto, per il suo continuo interesse verso un repertorio ampio di materie, direi, primarie: la cartapesta, la terracotta, il legno, il piombo, il rame tutte, però, sottoposte ad un rigoroso controllo del disegno. Quest'ultimo non inteso come schizzo preliminare, progetto bensì quale esercizio di una prefigurazione della forma, come processo autonomo, così come è stato, per lungo tempo l'esperienza dell'incisione".
"C'è un'opera di Luigi Vollaro che, in particolare - ha aggiunto Massimo Bignardi - che penso abbia fatto da spartiacque nella sua cinquantennale attività di scultore.
Si tratta di Ex voto realizzata nel 1996, ossia una grande parete animata da trentaquattro elementi di varie dimensioni, in piombo, legno e cera che in quell’anno avevo visto montata nel suo studio, per poi rivederla, con un allestimento più scenografico, in occasione della mostra alla galleria Spazio temporaneo a Milano.
Essa segnava un momento di confronto che l'artista cercava d'instaurare con lo spazio, lasciando la tridimensionalità statuaria, avviata con la serie dei "guerrieri" nei primi anni Novanta, ma anche degli "artigli" dalla quale Ex voto prende spunto.
Da quella data, la sua scultura si era concentrata a modellare corpi plastici, ancora rigorosamente in piombo, pensati per lo spazio: così sarà per Angeli ribelli, realizzata tra il 1996 e il 1997, o per La città sale, della fine di quel decennio ed esposta, più tardi, alla Rassegna "Scultura Internazionale ad Agliè" tenutasi nel 2004.
Quello che mi colpì di Ex voto era ed è la vicinanza al dettato di alcune opere realizzate, tra 1962 e il 1963 da Augusto Perez, suo maestro, sul finire del decennio, presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli: in mente ritornavano le forme essenziali enunciate dalla serie "Trofei", con la quale Perez rivedeva il suo "colloquio" con il mondo classico, segnato dalla sofferta "relazione" con la materia che tratteneva le impronte, gli sfilacciamenti quali tracce di un profondo scavo nella propria esistenza.
Vollaro non prelevava tali aspetti, anche se, del ricorso di impronte o di segni incisi nel corpo della materia, aveva già dato prova nella lunga serie di sculture in terracotta degli anni Ottanta.
Le sue attenzioni guardavano alla struttura della forma, all'intrinseco lessico classico inteso non più come "modello immutabile", bensì quale cifra di un'identità con il proprio presente.
Oggi, con questa mostra, l'artista cerca di collegare tale momento con le esperienze recenti, soprattutto con le opere che danno vita, sul piano della fertilità immaginativa, al ricco ciclo dei "Troni": piccole sculture in rame alle quali Vollaro lavora, spingendo in avanti l'idea di modellazione della materia per moduli".
La mostra resterà aperta fino al 30 agosto prossimo.

comunicato n.123799



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