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Benevento, 09-06-2019 09:28 ____
Medico aggredito: Si e' sollevato il consueto coro di pelosa solidarieta' che come sempre, in ultimo, non approdera' ad alcunche' di concreto
Si rimane disorientati, avviliti, avvolti da continui annunci, ripensamenti, ripensamenti dei ripensamenti. Siamo in un caravanserraglio dal quale, oggi, credo che sia molto difficile uscire, afferma De Lorenzo che scrive a Salvini
Nostro servizio
  

Peppino De Lorenzo che, solo qualche giorno prima, nel corso del suo appuntamento domenicale con i nostri lettori, aveva affrontato le quotidiane difficoltà che, oggi più di ieri, incontrano i medici in servizio presso i due ospedali cittadini, analizza quanto, poi, a brevissima distanza, si è verificato. Una ulteriore aggressione di un sanitario.
Ecco ciò che scrive.
"Senza entrare, sia ben chiaro, da subito, nel merito di quanto, giorni fa, si è verificato, mi duole, in verità non poco, di essere stato involontario profeta.
Le conclusioni, è ovvio, spettano solo alla magistratura.
Per questo, la mia odierna valutazione è solo ed esclusivamente incentrata, lo ripeto, sulla condizione in cui, oggi più di ieri, sono costretti a lavorare tutti i medici, alcuno escluso, che svolgono la propria quotidiana attività presso i due nosocomi cittadini.
Infatti, a pochissime ore dal mio intervento, vi è stata una ulteriore, violenta aggressione (foto di repertorio) di un sanitario. Il che duole, appunto, non poco.
E, seduta stante, ripetendo un copione stantio, da più parti, si è sollevato il consueto coro di pelosa solidarietà che, mi sia concesso, come sempre, in ultimo, non approderà ad alcunchè di concreto.
Si rimane disorientati, avviliti, avvolti da continui annunci, ripensamenti, ripensamenti dei ripensamenti. 
Malgrado il periodo difficile che si attraversa, è proprio vero, mi sia concesso, che il tempo sia galantuomo.
Quando, per anni, ho denunciato queste situazioni dolorosissime, in ultimo, non mi è stato offerto ascolto alcuno. Anzi, sono stato contrastato con forza inaudita.
Tuttavia, non è affatto permesso di scherzare ancora sulla salute.
Per molti colleghi non è una novità essere bastonati, portati innanzi ai magistrati senza, molte volte, aver commesso nulla di penalmente rilevante, subire processi lunghissimi, con l'assoluzione finale.
Un caravanserraglio dal quale, oggi, credo che sia molto difficile uscire.
Si verificano eventi terribili, ma, in conclusione, non v'è alcuno che reagisca, concretamente.
Vengono lanciati allarmi, provocazioni, talvolta anche forti, ma non risponde nessuno dei rappresentanti politici ed istituzionali.
A molti non resta che sperare nella storia ed in qualche minoranza coraggiosa che, d'un tratto, la cambi.
In questo momento, anche se con raccapriccio, ritorna alla mia mente una delle tante rivendicazioni portate avanti, a difesa di tutto il personale sanitario, medici ed infermieri.
Il mio contrasto, ad esempio, con l'attuale direttore generale dell'Asl Bn 1, Franklin Picker, guarda caso, ebbe inizio proprio su questa problematica. Infatti, lui, non appena insediato, a distanza di 72 ore, fanno fede, in proposito, gli atti, una delle sue prime decisioni, la seconda o la terza, non vorrei sbagliarmi, fu quella di sospendere la guardia giurata presso il reparto di psichiatria, da me, allora, retto.
Dopo anni di continue aggressioni, percosse, botte da orbi, considerando, nello specifico, la delicatezza dell'utenza, fu Gelsomino Ventucci, all'epoca commissario straordinario dell'Asl Bn 1, il solo ad aver centrato il delicato problema, e fornire la struttura, appunto, di una guardia giurata. Ventucci, alcuno può negarlo, aveva un merito: Quello di ascoltare, confrontarsi, dialogare.
Picker, appena insediato, non solo provvide, da subito, a sopprimerla, ma non offrì neanche riscontro alcuno alle mie sacrosante richieste di spiegazioni.
E' il potere della politica. Bisogna risparmiare e basta. I tagli devono essere operati e ciò conta.
Gli stessi risparmi di spesa che si fanno, quotidianamente, sulle spalle dei pazienti. Tutto ciò è assurdo.
Di qui, poi, tutto quello che si è verificato. Quest'uomo, in seguito, mi ha calunniato.
Di qui, la mia ultima denuncia, offeso nel mio lavoro che ho sempre condotto con passione e dalle mani pulite.
All'epoca, tutti si chiusero in un silenzio assordante. Ecco perchè, anche se nulla più mi stupisce, oggi, mi accorgo che siano, finalmente, in molti a parlare ed accorgersi che il problema della sicurezza, per medici ed infermieri, esista davvero. Un vecchio adagio recita che non sia mai tardi a rendersi conto degli errori commessi. 
Per quanto mi riguarda, vi sono delle situazioni nella vita alle quali non ho mai saputo adattarmi, malgrado abbia spesso, non lo nego, tentato di farlo.
Ecco perchè è stato difficile, davvero difficile, avere il coraggio della denuncia. Un coraggio solitario. Ci si trova a lottare contro macigni insormontabili.
E, oltre al coraggio, ci vuole, è inutile negarlo, anche intraprendenza. Sono indispensabili gli attributi per ribellarsi ai soprusi, alle vessazioni, alle angherie.
Il momento, quindi, è difficile e, per taluni aspetti, dinanzi ad episodi gravi, come quello che, giorni fa, si è verificato, l'ultimo anello di una lunghissima catena, ci si accorge che la strada più agevole sia quella di tenere la bocca chiusa.
All'ultima mia denuncia, di qualche mese fa, ad oggi, non vi è stata risposta alcuna. Tutti in religioso silenzio.
Ciò dimostra che siamo ormai allo sbando e, quindi, anche chi, politicamente, dovrebbe rappresentare il nuovo, esponendosi a paladino della difesa dei diritti del cittadino, anche lui, da me, personalmente, interessato, sta tacendo. Si comprende molto bene a chi, nello specifico, mi riferisco (Salvini? ndr).
In ultimo, gli attori di una situazione brutta, molto brutta, pagheranno? Non lo so. Conoscendo chi dovrebbe pagare il conto, presentando la riscossione, ho qualche dubbio.
Nella nostra Italia nessuno rimane più incollato al suo posto dei politicanti di mestiere.
Le inchieste, anche quelle invocate, a gran voce, da una opinione pubblica indignata ed inorridita, si sa quando iniziano, ma non si sa quando e se finiranno, anche perchè, il più delle volte, non hanno mai fine.
Anche i fascicoli processuali che scompaiono nel nulla nel nostro Tribunale, come nel mio caso, fanno parte del copione".

comunicato n.123009



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