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Benevento, 08-06-2019 19:04 ____
Salvini e' isolato in Europa ed anche in Italia non ha i numeri per imporre il suo grandioso disegno politico
La maggioranza della popolazione vive con forti disagi. Chi paghera', ancor di piu', per scelte politiche scellerate non saranno i dirigenti, nazionali e locali, della Lega i semplici cittadini
Redazione
  

Nuovo intervento di riflessione da parte di Piero Mancini (foto).
"Caro direttore - scrive - solo la prima parte delle mie previsioni, fatte sul suo giornale, dopo poche settimane dalla nascita del governo Salvini-Di Maio, si sono concretizzate.
Infatti, alla prevista conquista del 34% non è seguita la crisi di governo e il ritorno al voto, per liberarsi dei 5 Stelle e impossessarsi di tutto il potere, come avevo scritto.
Faccio pubblica ammenda.
Decisione imprevedibile e spiazzante. Anche i dirigenti leghisti, già pronti alla presa di Palazzo Chigi, sono rimasti allibiti e sconcertati.
Autorevoli commentatori stanno tentando di capire i reali motivi, che mai saranno manifestati dal selfista e narcisista conducator.
Le esplicito la mia ipotesi, che non dovrebbe discostarsi molto dalla realtà.
Tutti conosciamo il Salvini pubblico. Il leader sprezzante ed ultra-decisionista.
Nessuno conosce il Salvini privato. Che tornato a casa, chiusa la porta alle spalle, resta solo con se stesso.
E' il momento della verità. Inizia a fare lucidamente i conti reali e i conseguenti calcoli politici.
Il suo grandioso disegno, diventare uno dei massimi leader europei e il più potente leader italiano, dopo Mussolini, che ha manifestato apertamente, è miseramente sfumato.
Proprio nel momento del grande trionfo pubblico, nelle quattro mura domestiche, deluso e avvilito, ha dolorosamente realizzato che, infine, non ha  ottenuto dagli elettori quella legittimità politica utile e necessaria per dispiegare un tanto megalomane progetto.
Isolato in Europa, i suoi amici sovranisti gli hanno voltato le spalle per meglio difendere i propri interessi nazionali, ha ben compreso che anche in Italia lo scoglio è diventato improvvisamente insormontabile.
I numeri reali parlano chiaro: il 34% è il consenso dato da chi si è recato alle urne.
Che si riduce ad un misero 19%, di quello dell'intero corpo elettorale. Del 100% degli aventi diritto al voto.
Gli astensionisti, quindi, hanno inciso profondamente sui destini del leader, anche se alcuno dei grandi commentatori lo evidenzia.
Non si ha alcuna legittimità politica con il 19% reale dei consensi.
Si rischia di andare, in piena corsa, a sbattere contro un muro.
Se poi a questo aggiungiamo che è anche errato considerare la Lega un partito monolitico e non un complesso coacervo di interessi economici, la situazione di Salvini si complica.
Tanto che, ad esempio, nelle ricche regioni del Nord già molti elettori leghisti, padroni di opifici o impegnati nella distribuzione delle merci, che sono sensibili non solo allo spread, ma soprattutto alla capacità competitiva del sistema e che vedono nell'aumento dell'Iva o delle accise un nemico mortale, ipotesi ventilate, iniziano a brontolare.
Per non parlare della tanto estemporanea e surreale proposta di saldare i debiti della pubblica amministrazione con l'invenzione di una moneta virtuale e parallela.
Altro che finanza creativa! E' pura dilettantesca improvvisazione!
Pericolosa, che ha creato nei mercati internazionali molta illarità e tanta preoccupazione.
Che ha portato la credibilità del già derelitto sistema Italia ai minimi termini.
Non solo di stile, ma della stessa tenuta. Mentre lo Stato francese, notoriamente sciovinista, da vero sovranista difende strenuamente, contro le regole economiche neolliberiste della Ue, le sue industrie, i nostri sovranisti di cartone si sono subito piegati alla francese Lactalis che, dopo Parmalat, si è pappato anche il vanto nazionalista Parmigiano Reggiano.
La Lega è stata fondata da Bossi in un bar. Lì è rimasta.
Come le nuvole, i voti vanno e vengono.
Chi gestisce il giocattolo neoliberista, a livello mondiale, difficilmente concederà altro tempo.
Draghi andrà via fra pochi mesi.
Il successore non avrà lo stesso morbido e bonario atteggiamento protettivo verso il nostro disastrato Paese.
Prevedo tempi bui per Salvini che, purtroppo, essendo il capo delle Forze dell'ordine, imporrà le sue decisioni e le utilizzerà per sfogare le sue frustrazioni.
E' vendicativo, anche questo lo ha dimostrato ampiamente.
Debole con i forti, spietato con i deboli. Ciò che gli resta del suo megalomane sogno.
Intanto, i porti, come le leggi internazionali prevedono, sono aperti e i migranti possono sbarcare.
La Grecia è sempre stato un paese povero, quindi con la crisi, che ha stravolto la vita di un popolo intero riducendolo alla fame, ha perso poco: il porto del Pireo, svenduto ai cinesi e gli aeroporti ai tedeschi.
L'Italia è stata fra le prime dieci nazioni più ricche. Quindi, perderà tantissimo dalla spoliazione, già in atto, dei suoi beni.
La maggioranza della popolazione vive con forti disagi.
Chi pagherà, ancor di più, per scelte politiche scellerate non saranno i dirigenti, nazionali e locali, della Lega.
Purtroppo, saranno i semplici cittadini.
Alla deriva e ancora alla disperata ricerca, da buoni cattolici, del salvifico santo protettore".

comunicato n.123005



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