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Benevento, 14-05-2019 19:19 ____
Siamo agli atti giudiziari sulla vicenda dell'acqua: Mastella minaccia querela. Altrabenevento risponde con l'ipotesi di una controquerela
L'Associazione presieduta da Gabriele Corona scrive anche al prefetto, al procuratore capo ed al ministro dell'Ambiente
Redazione
  

Sulla questione della qualità dell'acqua erogata in città, Altrabenevento risponde alla notizia di una possibile querela del sindaco Clemente Mastella annunciando una controquerela con una lettera indirizzata anche al prefetto, al procuratore capo e al ministro dell'Ambiente: i pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni, sostiene con forza il sodalizio, devono essere chiusi perché contaminati, come segnala anche il Servizio Ecologia della Regione Campania.
Ecco il testo della lettera firmata da Sandra Sandrucci a nome di Altrabenevento presieduta da Gabriele Corona.
"A seguito delle due lunghe riunioni convocate per decidere cosa fare in relazione all’accertata concentrazione di Tetracloroetilene oltre la Soglia di Contaminazione di 1,1 microgrammi/litro nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni tuttora utilizzati dalla Gesesa, società che gestisce il servizio idrico, per servire gli abitanti dei rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà, lei ha annunciato a mezzo stampa la solita querela per Altrabenevento che, a suo avviso, avrebbe "procurato allarme" immotivato.
Siamo così tornati a sei mesi fa, cioè alla fine di novembre 2018, quando segnalammo lo studio dell'Arpac sulla presenza de pericoloso inquinate nelle acque profonde e lei si precipitò ad annunciare analoga querela.
Da allora, però, sono accadute diverse cose che qui vogliamo ricordare, soprattutto per fornire informazioni più precise alle autorità che leggono per conoscenza.
Gesesa il 3 dicembre scorso le ha comunicato che il laboratorio incaricato, Tecno Bios, aveva analizzato le acque dei pozzi suindicati dal 2015 ma di aver sempre trovato solamente tracce irrilevanti di Tetracloroetilene (sempre meno di 1 microgrammo/litro);
Invece l'Arpac tra dicembre 2018 e gennaio 2019, a seguito di prelievi effettuati dalla Asl nelle acque dei pozzi (con imprecisate metodiche di campionamento), ha segnalato concentrazioni del pericoloso inquinante vicino ai limiti di Contaminazione;
Nello stesso periodo un altro laboratorio privato, incaricato da Gesesa, ha attestato di aver trovato negli stessi pozzi concentrazioni di Tetracloroetilene ben oltre la Soglia di Contaminazione ma Gesesa ha solo dato notizia di esami del laboratorio Tecno Bios che invece avrebbero accertato, ancora una volta, concentrazioni irrisorie;
Su invito della Regione Campania, Uod Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti di Benevento, il Comune di Benevento ha affidato ad un laboratorio privato l'incarico di procedere al piano di caratterizzazione previsto dall'articolo 242 del Dlgs numero 152/06 per "potenziale contaminazione";
Invece, tra febbraio e marzo scorsi, l'Arpac e il Laboratorio Tecnobios hanno attestato di aver trovato più volte nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni concentrazioni di Tetracloroetilene fino a valori doppi o tripli della Soglia di Contaminazione.
Dalla lettura di tali esami, resi noti solo da Altrabenevento, risulta che l'inquinamento da Tetracloroetilene è esteso ai tre pozzi collocati ad una distanza di circa 500 metri, con concentrazioni maggiori per il pozzo di Campo Mazzoni che è più vicino al fiume Calore ma non si comprende come mai prima delle nostre segnalazioni, venivano "accertate" solo tracce irrilevanti del pericoloso composto chimico.
Sta di fatto che ripetutamente nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni sono stati accertati valori di Tetracloroetilene che hanno più volte superato la Soglia di Contaminazione.
Pertanto le chiediamo, come legale rappresentante dell'Ente proprietario dei pozzi e come massima autorità sanitaria cittadina, di applicare l'articolo 240 del Dlgs numero 152/06 che prevede una "condizione di emergenza" al verificarsi di contaminazione di pozzi ad uso idropotabile (lettera t) con conseguente intervento immediato di "messa in sicurezza d'emergenza" (lettera m).
Di fatto, questa nostra richiesta è analoga a quella che tanto l'ha turbata formulata dal Servizio Ecologia della Regione Campania.
Come vede, non serve ripetere solamente che l'Asl assicura la potabilità dell'acqua perché ci sono altri parametri e altre valutazioni da parte di altri Enti competenti di cui lei deve tener conto.
Di certo, i pozzi e l'acqua contaminati non possono essere utilizzati per l'approvvigionamento umano.
Ovviamente, continueremo a raccogliere le firme dei cittadini che condividono la richiesta di "interrompere l'approvvigionamento di acqua per il consumo umano dai pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana che risultano contaminati ed estendere la fornitura idrica dal Biferno a tutta la città".
A tal proposito, le segnaliamo che la fornitura d'acqua dai pozzi di San Salvatore Telesino, contrariamente a quanto lei afferma, non può risolvere affatto i problemi di approvvigionamento idrico della parte bassa di Benevento.
Infatti, quell'acqua potrebbe solo sostituire quella buonissima delle sorgenti del Biferno, servita attualmente agli abitanti delle zone alte.
Infine, prendiamo atto che lei continua a rispondere ai nostri ripetuti inviti al confronto su temi tanto importanti come la qualità dell'acqua, con toni scomposti annunciando le solite querele che però, come ha potuto verificare, non ci impensieriscono affatto. 
Ci vedremo in Tribunale ma compariremo non solo per difenderci."

comunicato n.122275



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