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Benevento, 14-05-2019 08:47 ____
L'Europa ha bisogno di una scossa e di una forte discontinuita' rispetto al passato, afferma Gianluca Vevoto per l'Associazione #LaCittadiTutti
La brexit, la crisi greca, quella francese, sono i sintomi di un costrutto ormai logorato, che negli ultimi anni si e' concentrato solo sul consolidamento di una inutile quando pletorica burocrazia
Redazione
  

Gianluca Vevoto (foto) per l'Associazione #LaCittadiTutti interviene in vista delle elezione per il rinnovo del Parlamento Europeo che si terranno il prossimo 26 maggio.
"Di norma - scrive - queste elezioni sono sempre state, almeno nel nostro Paese, bistrattate ritenendole elezioni secondarie, da utilizzare quasi come test elettorale per altre tornate ritenute più significative.
Questo approccio, come abbiamo visto negli ultimi anni, è stato molto deleterio, sia perché ha reso l'Italia meno incisiva in alcune scelte comunitarie vitali per il nostro paese un esempio è il via libera di import di olio e agrumi tunisini con enorme danno per la nostra agricoltura e sia perchè non ha permesso di costruire una vera classe dirigente che potesse dare il giusto peso politico che spetta all'Italia in qualità di paese fondatore e terzo paese per popolazione e contributi al  bilancio comunitario.
Oltre a questo c'è da dire che le elezioni del prossimo 26 maggio cadono in un momento molto delicato per il futuro dell'Unione.
La brexit, la crisi Greca, le forti tensioni che da mesi si registrano in Francia, la scarsa cooperazione tra i vari paesi europei nell'affrontare problemi comuni (come le politiche energetiche, di sicurezza e contenimento dei flussi migratori), sono i sintomi di un costrutto ormai logorato, che negli ultimi anni si è concentrato sul consolidamento di una inutile quando pletorica burocrazia, senza curarsi del vero substrato culturale e valoriale da cui secondo noi bisogna partire per consolidare l'idea di "nazione europea", un classico esempio è il fatto di non citare nel preambolo della costituzione europea del 2004 le origini giudaico-cristiane del nostro continente.  Bisogna essere consapevoli, che secoli di storia, peculiarità e tradizioni di ognuno dei 27 paesi che compongono l'Unione, non possono essere appiattiti e omologati per la volontà di qualche burocrate, ma al contrario, per la salvezza del costrutto Europeo, che con i suoi limiti riteniamo una importante conquista, tramite la quale possiamo competere alla pari con i vari Stati-Civiltà del globo, essi devono essere enfatizzati, in modo che ognuno possa vedere nell'Unione, non  un qualcosa di estraneo, ma un pezzo della propria cultura in armonia con un unica e condivisa civiltà europea.
L'Europa ha bisogno di una scossa, di una forte discontinuità rispetto al passato.
Al tal scopo, ci auguriamo che il prossimo parlamento europeo possa avere una larga maggioranza tra popolari, conservatori e sovranisti in modo da avviare un rilancio di una nuova idea d'Europa, meno centralizzata più incentrata sulle valorizzazione e rispetto delle singole peculiarità nazionali in aperta sintonia con la dichiarazione di Praga del 2003 sottoscritta dai principali partiti conservatori del continente".

comunicato n.122243



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