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Benevento, 11-05-2019 22:03 ____
Semplicemente una classe mondiale! Ha descritto cosi' Marcella Parziale il "London Piano Trio" che si e' esibito nella chiesa di Santa Sofia
Marcello Rotili ha invece parlato del terremoto del 1688 che provoco' a Benevento 1.567 vittime. A Cerreto Sannita perirono in 600 sui 1.000 abitanti dell'epoca. Fu un sisma sussultorio che fece piu' danni lungo il Sabato che verso la zona alta
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Ancora un appuntamento, il penultimo, per l'Accademia di Santa Sofia nell'ambito della rassegna Santa Sofia in Santa Sofia.
Nella chiesa patrimonio dell'Unesco, ancora una volta gremita, si è esibito il "London Piano Trio" che ha eseguito musiche di Beethoven e di Haydn.
"Semplicemente una classe mondiale!" ha detto Marcella Parziale, direttore artistico, dopo il saluto introduttivo di Maria Buonaguro, presidente dell'Associazione "Amici dell'Accademia", nel descrivere il gruppo che di lì a poco si sarebbe esibito.
Negli ultimi 18 anni il "London Piano Trio" ha girato il mondo in tournée, incidendo dischi e raccogliendo ovunque onori e riconoscimenti.
Prima di passare però dalle parole, dai complimenti, ai fatti, è stato Marcello Rotili ad attrarre la incondizionata attenzione del pubblico presente, che ha ascoltato il racconto del terremoto del 5 giugno 1688 (X-XI grado della scala Mercalli, una misurazione fatta nei tempi moderni in base ai danni causati dal sisma ndr) che sconvolse la città di Benevento e non solo.
Non si è sicuri dell'ora in cui la terra tremò, ha detto Rotili. Si stima sia stato intorno alle 15.30, alle 18.30 o alle 20.00.
Più verosimilmente è accreditato l'orario delle 15.30 perché altrimenti le vittime, oltre ai tantissimi danni alle strutture, sarebbero state tantissime.
Ed invece in tanti erano al lavoro nei campi o in altre attività.
Le scosse furono 2 e ad un intervallo di circa un quarto d'ora l'una dall'altra.
E' stato un terremoto sussultorio in quanto è scritto che grandi vasi da fiore furono sollevati per poi ricadere esattamente sullo stesso punto di partenza.
L'epicentro fu tra Cerreto Sannita e Benevento.
A Cerreto furono contate 4mila vittime su 8mila abitanti.
Altrettanto devastante il sisma fu a Pietraroja ed a Cusano Mutri.
Apice fu rasa al suolo con 110 morti; a Paduli si contarono 113 morti mentre a Tocco Caudio furono 30 i morti ed a Vitulano 57.
A San Lorenzello fu terribile: Morirono 600 persone su 1.000 abitanti.
Si contarono 50 morti anche a Napoli e molti danni ci furono perfino a Chieti.
La scossa fu avvertita distintamente anche a Roma ed a Lecce. La vicina Montesarchio, invece, non ebbe grandi danni.
L'arcivescovo di Benevento, Francesco Maria Orsini, presiedeva la Cattedra di Benevento da due anni.
Era giunto nel 1686 da Cesena. Rimase illeso dai crolli del Palazzo Arcivescovile ed anche per questo si gridò al miracolo.
Le vittime a Benevento furono 1.367, vittime di cui ci sono elenchi precisi, con nome e cognome, visto che l'incarico della conta fu affidato ai parroci. Si consideri però che ci furono anche altri 200 morti accertati tra i forestieri che soggiornavano in città portando così il totale a 1.567 vittime.
Nel capoluogo i danni maggiori si registrarono nella parte bassa della città, lungo il fiume Sabato mentre ce ne furono meno nella parte collinare.
Il cratere fu stimato essere di un diametro di 79 chilometri.
Da questa crisi si uscì con Orsini che rimase arcivescovo di Benevento anche quando, nel 1724, venne eletto Papa con il nome di Benedetto XIII.
Morì nel 1730, sei anni dopo la sua elezione al soglio pontificio.
Si impegnò moltissimo per far risollevare l'economia sannita anche con iniziative creditizie e per il popolo dei contadini inventandosi i monti frumentari, anticipazioni in denaro cioè che venivano date ai contadini sul raccolto successivo.
Anche le sementi furono cedute ad un prezzo irrisorio per sfamare la gente.
Orsini, ha detto infine Rotili, portò a Benevento grandi architetti quali Carlo Turati e Filippo Raguzzini, tecnici di grande spessore che poi chiamò con sé anche a Roma nel corso del suo papato.
Sin qui Rotili.
Poi la parola è passata alle note del "London Piano Trio" composto da: Robert Atchison, violino; David Jones, violoncello e Francis Rayner, pianoforte.
Il prossimo evento è per domenica 9 giugno, alle 20.30.
Ad esibirsi sarà il "Trio dei Berliner Philarmoniker".

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

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