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Benevento, 08-05-2019 20:32 ____
Angelo Feleppa, all'Assemblea indetta dal Comitato di Quartiere, a proposito del taglio del pini, conferma: Faremo cio' che ci dira' la Commissione
A margine dell'Assemblea, il presidente del Circolo Tennis, Marco Fusco, ha consegnato simbolicamente le chiavi della struttura al consigliere di maggioranza. Da domani, dopo una vertenza giudiziaria, subentra un nuovo gestore
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Il Comitato di Quartiere Cappuccini-Mellusi-Atlantici, presieduto da Diego Ciullo, ha riunito in un'Assemblea pubblica quanti hanno voluto discutere sull'abbattimento dei pini marittimi al viale degli Atlantici.
Si è parlato molto, esternando principi e sentimenti e dunque anche a noi è consentito di dire che è sempre un fatto da salutare positivamente quando i cittadini si adunano per parlare di fatti che incidono in qualche modo sul loro vivere quotidiano.
Quanto ai risultati, che quasi mai provengono da queste adunate, essi sono stati, appunto, inesistenti anche perché non si è cercato di conoscere, pur avendo la presenza del consigliere delegato al Verde Pubblico, Angelo Feleppa, quale fosse, nei dettagli, questo progetto "rigenerativo" dell'antico e prestigioso viale cittadino, ma ci si è persi nel tentativo dell'affermazione di principii che non sempre vanno a braccetto con la realtà delle cose.
Diego Ciullo, il giovane presidente del Comitato di Quartiere, cui va il merito dell'iniziativa, ha esordito sottolineando il fatto che non si può desertificare il viale senza una programmazione.
Non punto il dito contro nessuno, ha detto, né contro Mastella anche se qui stasera non vedo nessun esponente della maggioranza (poi, come detto, arriverà Angelo Feleppa in un ritardo annunciato inj quanto al lavoro).
A prendere per primo la parola è stato Marco Fusco, sindaco di Ponte ma stasera in veste anche di presidente del Circolo Tennis che ha ospitato la riunione.
Anche io, ha detto, ho dovuto tagliare e potare severamente alcune piante al mio paese.
Un po' di critiche me le sono prese, ma se è vero che bisogna intervenire in alcuni casi con la dovuta urgenza, io questo ho fatto.
Ho anche preso atto che il tutto sia stato frutto di una mancata cura ordinaria delle piante.
E' quella di stasera un'ottima opportunità di confronto ma alla fine quello che occorre fare, va fatto.
Poi si è cambiato argomento perché da domani la società sportiva del Circolo Tennis Club 2002 che egli presiede dovrà ridare le chiavi al Comune di Benevento in quanto la società competitor, la Green Park Benevento, nella gara per l'assegnazione dell'impianto, gara indetta dal Comune che della struttura ne è il proprietario, ha dapprima perso il ricorso al Tar ma poi ha avuto ragione dinanzi al Consiglio di Stato e così, nonostante Fusco abbia sottolineato che la sua società sia stata danneggiata da una mancata trasmissione di documentazione, bisogna adempiere e consegnare l'impianto ai nuovi concessionari.
Quando poi arriverà in sala il consigliere comunale di maggioranza, Angelo Feleppa, alla fine dell'Assemblea, simbolicamente, Fusco gli ha consegnato le chiavi della struttura sportiva.
A queto punto ha preso la parola Camillo Campolongo, responsabile del Wwf Sannio, il quale ha parlato di un intervento improvvisato, quello messo in atto al viale degli Atlantici.
Non c'è stata nessuna competenza espressa sulla pericolosità di ciascuna pianta al punto da abbatterla e non si è inserito l'argomento in un discorso più complessivo sulla cura del verde.
Gli interventi devono essere differenziati e debbono variare a seconda delle esigense e qui, a maggiora ragione sul viale degli Atlantici, bisogna tener conto che parliamo di alberi che si avviano al centenario e che va tenuta presente una più generica e complessiva questione paesaggistica. Peraltro la presenza di cinghiali anche lungo le sponde del fiume, animali che non aggrediscono l'uomo, così almeno ha detto Campolongo, è una ricchezza di biodiversità.
Nell'ambito di un chiaro discorso riqualificazione, accetto anche che qualche abbattimento ci possa essere, ha concluso Campolongo.
E' quindi intervenuto Luca Coletta in rappresentanza del Comitato Tutele e Rispetto.
La verità è che è mancato il confronto su questa vicenda, ha detto Coletta e forse non solo su questo argomento.
Ora dopo l'abbattimento dei primi 12 pini, si è in una sorta di frenata ma il Comune ci pare di capire sia orientato per l'abbattimento di tutte le piante e qui non si tratta dell'alberello del cortile.
Si parla di un progetto di riqualificazione di cui nessuno però sa nulla.
Se il Comune avesse adempiuto agli obblighi di legge ed entro il 2015 avesse iscritto questi alberi, che ne hanno tutte le caratteristiche, ha sempre affermato Coletta, nell'elenco di quelli monumentali, difficilmente potevano poi essere abbattuti.
Questi filari di pini sono una cosa bella da tutelare ed invece la sensazione è che si proceda a vista e con gesti affrettati ed estemporanei.
La riqualificazione del viale, ha concluso Coletta, non è detto che debba passare per l'abbattimento di questi alberi.
Chiara Vesce, in rappresentanza della Lipu, ha confermato che la sua organizzazione ha scritto al prefettio perché non c'è cognizione di causa su questa vicenda e peraltro quelli di cui parliamo sono pini domestici e non pini marittimi, non sapevano nemmeno questo, ha detto rivolta al Comune (questa affermazione la smentirà poi Felice Presta che confermerà trattarsi invece di pini mediterranei o marittimi).
E' opportuno, ha concluso Vesce, quando sarà il tempo, di alleggerire la chioma per modo che faccia minore forza al vento.
A proposito poi dei fondi residui del Piu Europa che debbono essere rendicontati entro fine anno, ha detto: La verità è che per intercettare fondi e spenderli, si è deciso di tagliare gli alberi, questo è.
Felice Presta ha confermato che le radici vanno sempre più in superficie e questo il grande urbanista Piccinato, che ha disegnato il viale, non lo aveva previsto.
Non è vero poi, ha detto Presta, che non è caduto nessuno di questi alberi.
E' successo a via Napoli ed a via del Sole.
Il problema delle radici che sollevano marciapiedi e strade non è solo di viale degli Atlantici. In via Calandra è anche peggio.
Bisogna dunque intervenire organicamente su tutta la città reimpiantando alberi non pericolosi, come i lecci di viale Principe di Napoli o dell'inizio di viale degli Atlantici.
Paolo Zollo, un abitante della zona, ha lamentato il fatto che uno di questi pini dinanzi casa sua ha distrutto tutto ma nonostante questo non è stato ancora abbattuto. Dove questi alberi procurano danni vanno tagliati ed i danni rinfrancati e riparati.
Anna Maria Mollica, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, ha invocato un percorso partecipato e condiviso dalla gente e questo incontro di stasera è un minimo di risultato che è stato raggiunto.
Abbiamo chiesto, ha detto Mollica, la programmazione degli interventi ed un esame albero per albero senza consentire "esecuzioni sommarie".
Italo Di Dio, consigliere comunale del Pd, ha detto che è paradossale ma la Commissione di esperti andava convocata prima degli abbattimenti. Ha quindi denunciato il fatto che non ci sia stata una procedura di identificazione della pianta. E' mancata poi anche la comunicazione propria della democrazia partecipata.
Chiederò a questo punto che le varie Associazioni qui presenti, vengano ascoltate nella Commissione Ambiente.
Angelo Feleppa, il consiglire comunale al Verde, dunque il giusto interlocutore sull'argomento oggetto della discussione, ha detto che l'Amministrazione comunale ascolta tutti e che le scelte fatte non sono legate ad un principio ma ad una condizione.
Nel 2019 nessun urbanista dei primi del Novecento poteva immaginare che ci saremmo trovati in queste condizioni. In questi quasi cento anni è cambiato il mondo e queste radici che hanno sollevato marciapiedi e carreggiata e la inclinazione molto evidente delle piante, non presiede alla pubblica incolumità che noi siamo tenuti a tutelare prima di ogni altra cosa.
Anche nella Villa Ciomunale abbiamo dovuto abbattere ben 58 piante di alto fusto.
La storia, non si abbatte, ne siamo consapevoli, ma bisogna fare in modo di creare una opportunità nuova.
Ci siamo fermati dopo un primo abbattimento di 12 piante, ha detto ancora Feleppa, è perché avevamo bisogno di concludere la gara europea per la gestione del Verde per i prossimi tre anni. Sono stati verificati gli alberi e poi gli esperti ci hanno detto che subito bisognava abbattere quei 12 .
Ritengo sia stata una conclusione saggia di questa prima parte della vicenda. Non abbiamo nessuna intenzione, ha concluso Feleppa, di abbattere alberi senza una motivazione.
Ripeto: La sicurezza dei cittadini viene prima di ogni altra valutazione. Faremo quello che ci chiederà di fare la Commissione che abbiamo insediato.
Infine, essendosi allontanata dalla sala, al suo rientro è stata data la possibilità a Marialetizia Varricchio, consigliere comunale del Pd di poter intervenire.
Qui Angelo Feleppa, che pensava di essere lui a concludere i lavori, ha detto con tono semiserio: Questa è una trappola...
Ovviamente, una affermazione, questa, contestata dal presidente Ciullo.
Varrichio ha quindi detto: Mi sono appassionata alla vicenda ed ho proposto anche una interrogazione all'assessore all'Ambiente.
Nessuno mette in dubbio che ci siano dei danni prodotti dalle radici di questi alberi, ma non sono d'accordo sul fatto che ci sia una immediata pericolosità che ne consigliano l'abbattimento.
Chi l'ha decretata questa pericolosità?
Su questo interrogativo, l'Assemblea si è sciolta.

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comunicato n.122109



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