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Benevento, 14-04-2019 14:17 ____
Una bella mattinata di sole ha fatto da degna cornice ad una innovativa cerimonia per la Domenica delle Palme voluta dall'arcivescovo Felice Accrocca
All'Arco di Traiano la benedizione dei ramoscelli e poi in processione fino alla Cattedrale dove uno stuolo di bambini ha occupato, in maniera composta, lo spazio dinanzi all'altare: All'eta' vostra facevo tanta fatica a stare buono...
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Una bella mattinata di sole, interrotta dalla pioggia proprio all'uscita dei fedeli dalla Cattedrale dopo la Santa Messa, ha fatto da degna cornice ad una innovativa cerimonia voluta dall'arcivescovo Felice Accrocca.
Nella giornata della Domenica delle Palme, egli ha voluto che la benedizione delle palme medesime, avvenisse sotto il maestoso monumento simbolo della città, l'Arco di Traiano.
Da lì poi, in processione, è stata raggiunta la Cattedrale dove è stata celebrata la Santa Messa con il secondo elemento di novità, la presenza sull'Altare di tanti bimbi che riceveranno, nel corso dlla cerimonia, più volte i complimenti dell'arcivescovo per il modo composto con cui hanno assistito a tutta la celebrazione: Io all'età vostra facevo tanta fatica a stare buono... ha detto l'arcivescovo.
Questa presenza, festosa ma discreta, ha dato un calore umano a questa chiesa che esprime con i suoi tanti marmi e la sua forma, solo tanto freddo, non necessariamente climatico.
La celebrazione, la processione, tutto è stato organizzato con l'apporto delle parrocchie del centro storico: Santa Sofia, Sant'Anna, Santa Maria della Verità, San Donato ed il Convento di San Francesco, al punto che quando abbiamo chiesto ai componenti del coro come si chiamasse la loro formazione musicale ci hanno detto: Non c'è un nome perché proveniamo dalle varie parrocchie del centro storico.
E l'arcivescovo ha aperto l'Omelia alla Santa Messa proprio facendo i complimenti a questi bravi ragazzi di cui sono contento averli qui vicino a me, ha detto.
E quindi rivolto proprio a loro ha proseguito: Succede in casa che si fa un piccolo guaio e che quando poi arrivano i genitori e chiedono di chi ne sia la colpa ci si scarica le responsabilità l'uno sull'altro, tra fratelli, nonostante magari si sia stati complici del fattaccio.
Succede anche a noi adulti di non assumerci le nostre responsabilità non dicendo sì, ci meritiamo questo giudizio.
Con Gesù sulla Croce ci sono due ladroni.
Uno di questi offende Gesù con le sue parole ma l'altro dice: Se siamo qui ce lo meritiamo.
Ecco, ha detto l'arcivescovo, riflettiamo su questo.
Anche quando le prove sono schiaccianti, nessuno è mai colpevole perché la colpa è sempre degli altri.
Riflettiamo sulla condizione di quest'uomo, del ladrone.
Abbiamo anche noi, come lui, questo coraggio e questa onestà?
Quando abbiamo magari un rimprovero a scuola, ha detto rivolto nuovamente ai tanti ragazzi seduti dinanzi all'altare, siamo capaci di dire sì, ho sbagliato?
Quindi l'arcivescovo, terminata l'Omelia, ha voluto ringraziare tutti e manifestare la propria gioia e gratutidine per questo momento condiviso con varie parrocchie.
Poi rivolto a don Marco Capaldo ha detto: Bisogna che si organizzi una cena con questi giovani... per proseguire in questo momento di gioia.
Fuori la Cattedrale, quasi a segnare la fine di questo momento esaltante ed emozionate, sono quindi cadute le prime gocce di una pioggia che si è fatta poi via via più insistente anche se per un breve tratto.
I riti della Settimana Santa sono cominciati e l'arcivescovo ha raccomandato particolare attenzione per quello di Venerdì Santo. Non partecipate solo alla processione di Gesù Morto. Prima di essa in Cattedrale c'è la grande liturgia della Passione ed il bacio della Croce.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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