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Benevento, 12-04-2019 15:13 ____
Cinque giovani della Facolta' di Giurisprudenza di Unisannio hanno avuto la possibilita' di interloquire con il presidente della Corte Costituzionale
E' stata questa la parte piu' bella del convegno organizzato dal prefetto Francesco Antonio Cappetta sull'articolo 97 della Costituzione, ha detto il professore ordinario di Diritto Amministrativo, Pierpaolo Forte
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Non è da tutti e non è da tutti i giorni, poter colloquiare con il presidente della Corte Costituzionale.
Questo privilegio lo hanno però avuto oggi cinque studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi del Sannio che, sotto l'occhio compiaciuto del loro rettore Filippo De Rossi e della loro professoressa Antonella Tartaglia Polcini, hanno posto domande ed hanno ricevuto risposte da Giorgio Lattanzi, il presidente, appunto, della Corte.
La partecipazione di Leandro Oto Tagliamonte, Katia De Caterina, Daniela Strazzullo, Sara Pannella e Giuseppe Niccolò Imperlino, questi i nomi degli studenti, ha dato la possibilità di dire, ad uno dei relatori, Pierpaolo Forte, che è stata questa, forse, la parte più bella del convegno, la possibilità cioè di aver dato a questi giovani studenti, di interloquire con il presidente Lattanzi e di questo Forte ha voluto ringraziare pubblicamente, appunto la professoressa, sempre di Giurisprudenza di Unisannio, Antonella Tartaglia Polcini, che ha preparato ed organizzato questo momento nell'ambito del convegno.
Ad aprire i lavori, presentati da Alfredo Salzano, giornalista, è stato il prefetto Francesco Antonio Cappetta che ha voluto questa iniziativa ai massimi livelli nell'ambito del seminario che egli sta facendo svolgere a servizio di amministratori e funzionari della Pubblica Amministrazione.
Tema della giornata odierna: "Articolo 97 della Costituzione. Quale Pubblica Amministrazione nell'Italia contemporanea".
Cappetta, dopo aver sottolineato il fatto che il presidente Lattanzi ha visitato per la prima volta la città di Benevento, ha sottolineato come sia importante conoscere a fondo ruoli e compiti della Pubblica Amministrazione che ha un contatto praticamente costante con il cittadino sin dalla nascita.
Clemente Mastella ha invocato un modo diverso di procedere della pubblica amministrazione proprio per colmare il gap esistente anche nella gestione dei servizi.
Il sindaco, in riferimento all'art. 97 della Costituzione, ha confermato ancora una volta la sua contrarietà rispetto al fatto che il dissesto del Comune di Benevento, peraltro provocato da gestioni amministrative precedenti alla sua, debba essere pagato dai beneventani, mentre il pauroso dissesto del Comune di Roma, lo debbano pagare tutti gli italiani perché oggetto di una normativa varata dal Governo e che poi approverà il Parlamento.
E' ovvio che in questo modo diventa complicata la risposta che dobbiamo dare ai nostri amministrati, ha detto Mastella, anche perché noi veniamo lasciati soli e non abbiamo i mezzi finanziari per corrispondere alla gestione di servizi quale è l'acqua, la tenuta del verde, i rifiuti e quanto altro.
Occorre, ha ancora detto Mastella, che sull'interrogativo riguardo la vicenda dei debiti di Roma non ha ricevuto risposta da alcuno del Tavolo, occorre, ha detto, un precipitoso cambiamento epocale perché abbiamo necessità che sono impellenti.
Lo stesso si dica anche per la diminuzione dell'organico del Comune, sceso già di molte unità per via del mancato ricambio delle professionalità che vanno in pensione, un organico che subirà, con Quota 100, un ulteriore allontanamento dal lavoro di circa 1/3 dei 300 dipendenti del Municipio.
Poi Mastella ha fatto l'elogio dei sindaci che sono le istituzioni di prossimità, le più esposte alle attese ed alle pretese di tutti.
A questi sindaci mi piacerebbe che giungesse la risposta dello Stato e che questo gruppo formato da eremiti, diventasse un alveare.
Antonio Di Maria, presidente della Provincia, ha parlato della sua esperienza quale presidente della Comunità Montana, Enti oramai abbandonati e che non hanno più risorse dallo Stato.
A ciò si aggiunga poi la triste avventura della Provincia, gestita malamente dalla legge Delrio che peraltro ha portato alla diminuzione di quasi il 50% del personale e ponendo in gravissime difficoltà la gestione dell'Ente.
Di Maria ha quindi rivolto un appello al presidente della Corte Costituzionale affinché si pronunci, nelle sua sede di competenza, su queste problematiche.
Luigi Riello, procuratore generale della Repubblica, ha lodato l'iniziativa del prefetto Cappetta che porta a riflettere su un articolo della Costituzione, il 97 appunto, che ha invece una importanza vitale in rapporto alla credibilità ed alla complessiva dignità delle Istituzioni.
Il presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattazzi, ha innanzitutto detto che il prefetto Cappetta è andato a trovarlo al Palazzo della Consulta e lo ha invitato proponendogli il tema dell'art.97.
Ho accolto il suo invito con piacere, ha proseguito il presidente ed ieri mi hanno fatto visitare prima la città, che non conoscevo, una città che ho trovato molto bella ed interessante e poi sono stato a Pietrelcina. Un pomeriggio molto bello passato qui ieri, da voi ed un convegno interessante oggi.
Quando si parla della Costituzione, ha detto Lattanzi, di solito si parla dei principi e dunque della prima parte.
La seconda, quella della organizzazione dello Stato, va sempre un po' in ombra ed invece essa è parimenti importante perché le strutture amministrative del nostro paese, le Istituzioni, non funzionano da sole.
Molte sono le questioni che hanno come parametro l'articolo 97 della Costituzione di cui effettivamente si parla poco.
Quindi il presidente della Corte Costituzionale ha parlato della dirigenza nella Pubblica Amministrazione, dello spoil system e della coincidenza del management con la conduzione politica.
Quindi, in particolare ha approfondito l'aspetto normativo relativamente allo spoil system, il sistema di origini americane del cambio copioso del management con il mutare politico dell'amministrazione di riferimento.
La vicenda in Italia assume una connotazione ibrida perché il segretario comunale, ad esempio, pur essendo un dirigente del Ministero dell'Interno, è scelto dal sindaco che lo terrà tra i suoi primi collaboratori fino alla fine del mandato. Il suo successore potrà poi scegliersene un altro.
Non abbiamo ritenuto irragionevole la norma in vigore, ha detto Lattanzi e per questo non l'abbiamo ritenuta illegittima e quindi anticostituzionale.
A questo punto sono cominciate le relazioni che sono state tenute da Alberto Lucarelli, professore di Diritto Costituzionale all'Università "Federico II" di Napoli; Pierpaolo Forte, professore di Diritto Amministrativo all'Università degli Studi del Sannio; Renato Briganti, professore di Diritto Pubblico all'Università "Federico II" di Napoli; Annamaria Giannelli, professore di Diritto Amministrativo dell'Università Telematica "Giustino Fortunato".
Ha chiuso i lavori Massimo Massella Ducci Teri, avvocato generale dello Stato.
Poi, come detto in apertura, l'interlocuzione con il presidente della Corte Costituzionale Andrea Lattanzi ed il professore Pierpaolo Forte, da parte degli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi del Sannio.
Non dimentichiamo affatto che il convegno è stato aperto dall'Inno nazionale eseguito egregiamente dagli allievi del Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala".
Nelle sale superiori del Teatro "San Vittorino" è stato quindi offerto un pranzo agli ospiti presenti.
Nella prima parte della mattinata il presidente Lattanzi ha avuto un incontro in Prefettura con la Stampa (nelle due ultime foto in basso).

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.121510



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