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Benevento, 10-04-2019 08:51 ____
Oggi e' sempre piu' difficile dimostrare la positivita' dell'integrazione europea
Nell'attuale campagna elettorale giocano in salita tutti coloro che vogliono raccontarne la storia ed i successi
di Roberto Costanzo
  

Il contenuto di un articolo apparso su un noto giornale, a firma di Osvaldo De Paolini, dal titolo "I conti esatti tra dare e avere" (dell'Italia nella Unione Europea) ha provocato un controverso dibattito intorno al tavolo del "Caffè chiacchierato".
I più, pur non condividendo la tesi di quell'articolo, sembrano comunque portati a credere che l'Italia non venga adeguatamente trattata nella Unione Europea (Ue): Paga troppo e incassa poco.
In ogni caso, quando il valore di una convivenza viene misurato con criteri ragionieristici, quasi si trattasse di una partita doppia, di dare e avere, come il bilancio di una Spa, vuol dire che ormai stanno venendo meno le ragioni e gli scopi dell'Unione.
Vi è pure chi pensa che questa tesi dell'Italia sfavorita nel bilancio della Ue possa essere un'arma efficace, per l'attuale campagna elettorale, nelle mani dei populisti e dei sovranisti che mirano a stravolgere o a svuotare l'Europa unita.
Che oggi vi sia un diffuso spirito euroscettico è fuor di dubbio.
Peraltro, gli altezzosi comportamenti di alcuni eurocrati di Bruxelles, a cominciare dall'instabile presidente della Commissione, Juncker, anziché smorzare alimentano il fuoco antieuropeista.
Ci si domanda se siano venuti meno i motivi e gli obiettivi dell'integrazione comunitaria o siano diventati meno credibili le strategie e i relativi protagonisti. Si deve cambiare strada o può bastare che si cambino automezzi e piloti?
Tuttavia non si può pensare che gli Stati membri ricevano benefici dalla Ue soltanto attraverso i contributi finanziari dei vari fondi strutturali nei settori dell’agricoltura e pesca, dello sviluppo regionale, del sostegno sociale, eccetera.
A tal proposito non va dimenticato che l'Italia si colloca tra i maggiori contribuenti al bilancio della Ue perché è uno dei più grandi Stati membri; ma appunto perché è un grande Paese, il secondo produttore ed esportatore nel settore manifatturiero, ottiene molti vantaggi nei campi economici, monetari e mercantili.
Così come gli euroscettici affermano che l'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea comporti più perdite che guadagni, su un altro versante i neoborbonici sostengono che il Sud, con l'Unità d'Italia, abbia visto aumentare i disagi e ridurre i poteri.
Si stava meglio prima: euroscettici e neoborbonici, per certi versi, ragionano con la stessa logica.
Certo è che anche persone istruite e colte esprimono forte diffidenza sulla capacità di questa Unione europea di creare un equo e diffuso sviluppo nei Paesi che ne fanno parte, soprattutto in Italia: Forse sono attratti anch'essi dal discorso dei "conti esatti tra dare e avere" dell'Italia con il bilancio della Ue.
Comunque quasi tutti i partecipanti al "Caffè chiacchierato" si dicono convinti che oggi è sempre più difficile dimostrare la positività dell’integrazione europea, e che nell’attuale campagna elettorale giocano in salita tutti coloro che vogliono raccontarne la storia ed i successi.
Come ha recentemente scritto un noto giornalista, "gli europeisti non sanno farsi capire".
Nel secolo scorso un filosofo austriaco aveva detto che "la crisi dell'Europa è crisi di linguaggio".
Tuttavia, non è solo un problema di comunicazione.

comunicato n.121424



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