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Benevento, 14-03-2019 18:43 ____
In eta' moderna la gerarchia cambia e si dice che l'obiettivo fondamentale della politica sia quello che ciascuno possa raggiungere il proprio utile
Ma la verita' e' che la politica in questo momento ha il problema di non sapere cosa fare, ha detto Carlo Galli protagonista del Festival Filosofico. Antonella Tartaglia Polcini si rivolge ai giovani fortunati di poter interloquire con un maestro
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Al Teatro San Marco, si è svolto il nono appuntamento del V Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall'Associazione culturale filosofica "Stregati da Sophia", presieduta da Carmela D'Aronzo.
La lectio magistralis è stata affidata a Carlo Galli che ha parlato sul tema: "Quale ricchezza? La ricchezza di chi? La politica fra essere e avere".
Ad aprire i lavori, è stata Carmela D'Aronzo che ha presentato Antonella Tartaglia Polcini, professore ordinario dell'Università degli Studi del Sannio, Facoltà di Giurisprudenza, dando conto del lunghissimo e prestigioso curriculum della professoressa la quale poi a sua volta ha presentato Carlo Galli, definendolo altissimo esponente della scuola ed uomo anche impegnato nel politico e nel sociale.
Galli ha detto, all'esordio, che il tema affidatogli è certamente complicato da esporre.
Ed allora egli è partito dalla elencazione dei tipi di ricchezza organizzandola per generi.
E così ha descritto quella del denaro e poi quella del potere tesa ad ottenere l'obbedienza.
C'è poi la ricchezza della virtù che è autocentrata sulla disciplina del controllo di se stessi.
Ancora, c'è la ricchezza dell'arte (e su questa il relatore riceverà poi, a fine evento, una domanda da parte di una studentessa del Liceo Artistico "Virgilio") ed ancora quella del sapere che è quella di cui menano vanto i filosofi.
Di questa te ne servi per dare un ordine al mondo anche se essa ha pessimi rapporti con tutte le altre.
In ordine cronologicio si comincia a partire dalla cultura indo-europea.
E dunque un potere antidemocratico lo devono avere i filosofi che hanno poi la capacità teoretica di conoscere il tutto non obbedendo a nessunio se non a se stesso.
In età moderna la gerarchia cambia e si dice che l'obiettivo fondamentale della politica sia quello che ciascuno possa raggiungere il proprio utile.
La politica ha a che fare con il sommo male che è da evitare, sommo male che è la guerra civile di religione.
Vuota di contenuto è la politica moderna. Alla fine noi ad essa chiediamo solo di vivere in pace rispetto ad una pace che deve essere interna ed esterna.
La verità è che la politica in questo momento ha il problema di non sapere cosa fare.
Al termine della Lectio Magistralis, è stata Antonella Tartaglia Polcini a trarne spunto per le sue conclusioni.
Una lezione magistrale, ha detto di Galli, che nella forma, nei contenuti e nei metodi, nell'ispirazione, trae le sue radici in una profonda cultura storica, filosofica, che poi le dirama con varie proiezioni nell'attualità con una sottile, ma profonda, ironia che guarda all'attualità della crisi di un primato della politica che è evocato più volte da chi è stato governante e governato, un primato stenta a risolvere i problemi ma soprattutto rovescia e ribalta la gerarchia di valori che magari potevano essere un tempo, quando gerarchia delle ricchezze e gerarchia dei valori potevano coincidere.
Oggi, forse nella crisi del quadro della modernità, la gerarchia delle ricchezze non può coincidere con quella dei valori, quantomeno con l'accezione di valore quale espressione di bene e quindi non vi è più la possibilità di trascendere sul piano etico, morale, del dover essere.
Parliamo di una gerarchia che è espressione di un determinismo apparente, ma che in realtà è conseguenza di un progresso delle leggi di mercato e non del mercato come luogo economico, ma mercato come luogo politico e con un universo che si è alimentato dal non essere governato e fino a governare, ha proseguito Tartaglia Polcini.
Mentre ascoltato il professore Galli pensavo a voi ragazzi ed a quanto siete fortunati a poter ragionare, riflettere, sulla base del percorso di studi che state conducendo, sotto la lente e lo sguardo attento, ma anche delle illuminanti parole di un grande maestro.
Questa è una nota di ottimismo perché quel sapere, che non è più la ragione del potere, dovrebbe servire a sovvertire il razionalismo spinto di una logica che vuole fare la regola, formandola sul perseguimento dell'utile fine a se stesso o fine al potere dell'elevazione di sé.
Ancora una volta questo Festival Filosofico, ha concluso Antonella Tartaglia Polcini sempre rivolta agli studenti, mira a guardare positivamente alla realtà nella misura nella quale vi consente di dare senso funzionale al vostro sapere non per ritornare ad essere quei filosofi che avevano il desiderio di governare il mondo, ma di esercitare una sana critica e costruttiva.
Ultimato il suo intervento, la docente ha invitato i tanti giovani presenti in sala a prendere la parola e ad interloquire con Galli, cosa che hanno fatto in più d'uno.
Carmela D'Aronzo, al termine della manifestazione, ha consegnato sia a Carlo Galli che ad Antonella Tartaglia Polcini, la pergamena d'iscrizione, quale socio onorario, all'Associazione "Stregati da Sophia" (nell'ultima foto in basso).
Il prossimo appuntamento con il Festival della Filosofia del 21 marzo, è con le Lectio Magistralis di Roberta De Monticelli e di Carlo Bordoni.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

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