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Benevento, 02-11-2018 14:36 ____
L'arcivescovo Felice Accrocca alla commemorazione dei Defunti ha insistito sulla necessita' di operare badando all'inclusione e non all'esclusione
I nostri rapporti talvolta si frantumano per un nulla, per uno screzio non sanato subito. Quante cose si potrebbero risolvere con un po' di buona volonta' e se adottassimo il detto: Lasciamo perdere, passiamoci sopra...
Nostro servizio
  

E' stata una mattinata ed una giornata di pioggia intensa quasi a voler sostenere quel senso di malinconia che avvolge un po' tutti quando si celebra la ricorrenza dei Defunti.
L'arcivescovo Felice Accrocca ha detto che questo tempo gli ricorda di quando era ragazzo allorquando, puntualmente, nel giorno dei morti il tempo s'incattiviva.
In verità, da qualche anno non era più così tanto è vero che la celebrazioni si sono svolte sempre all'aperto, sul sagrato della chiesa Madre del Cimitero.
Oggi non è stato così e tutti siamo stati costretti a starci nel piccolo luogo di culto che non è riuscito a contenere la folla di fedeli che ha voluto partecipare alla Santa Messa che è stata concelebrata da diversi sacerdoti e presieduta da monsignor Accrocca, il quale ha anche detto che bisogna leggere gli eventi della vita e quindi anche la morte, con gli occhi della fede, celebrando così il mistero della resurrezione.
In perfetta sintonia con Gesù e con le parole del Vangelo di oggi, bisogna testimoniare la volontà di includere e non di escludere.
Chi viene a me, ha sempre detto Gesù, non lo caccerò.
Egli, dunque, attende da noi solo un passo e se avessimo anche noi gli stessi sentimenti verso i nostri simili, le cose cambierebbero sostanzialmente.
Pensate invece quante volte, ha proseguito l'arcivescovo, i nostri rapporti si frantumano per un nulla, per uno screzio non sanato subito.
Quante cose si potrebbero risolvere con un po' di buona volontà... e come potrebbe essere più serena la vita se adottassimo il detto: Lasciamo perdere, passiamoci sopra...
E' consolante per tante persone che noi pensiamo siano lontane dalla Fede e di tanto ce ne preoccupiamo, sapere che il Signore è pronto ad accoglierle anche all'ultimo secondo della loro esistenza.
Questo però non vuol dire che Dio, essendo misericordia, giustifichi tutti mentre egli coglie più semplicemente ogni segno ed ogni cenno gli giunga da parte nostra e lo valorizza.
Per i nostri defunti chiediamo dunque la pace e perdono e lo stesso chiediamo anche per noi perché saremo quello che loro ora sono ed anche per noi ci sarà il momento del resoconto.
Il senso di questa giornata non è tanto celebrare la morte, ma la vita.
In questi pochi decenni che ci tocca di vivere in questo mondo, noi ci giochiamo l'eternità ricordandoci che alla fine saremo giudicati sull'amore.
La fede sia per noi lievito di vita e d'amore nella quotidianità della nostra vita.
Il vescovo ha quindi concluso la sua Omelia chiedendo al Signore di benedire i nostri defunti ma anche noi e di aiutarci a trovare la strada del cielo acquisendo qui solo una caparra.
Completata la celebrazione della Santa Messa, nonostante all'esterno la pioggia si fosse fatta battente, l'arcivescovo, seguito da don Marco Capaldo e dal cappellano militare don Francesco Marotta, ha raggiunto la cappella al Milite Ignoto per la benedizione.
Pochissimi i presenti, tutti gli altri sono rimasti in chiesa, mentre stoicamente e doverosamente, la più alta autorità militare, il colonnello dei Carabinieri Alessandro Puel, è stato sugli attenti, sotto la pioggia insistente, ad ascoltare il messaggio letto dal cappellano ed attendere la benedizione dell'arcivescovo.
Sin qui la cronaca della cerimonia. C'è da aggiungere che ancora una volta, come da tradizione antica, il Gruppo Volontario Vincenziano (nelle ultime due foto in basso) ha presidiato gli ingressi del Cimitero per la raccolta di fondi utili a sostenere le meritorie iniziative di carità che porta avanti. A loro il sostegno incondizionato dell'arcivescovo Accrocca.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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