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Benevento, 10-10-2018 16:49 ____
Le motivazioni e gli obiettivi del Reddito di Cittadinanza non possono ritenersi infondati ne' illegittimi. Non cosi' per le modalita'
Quando il Governo De Gasperi approvo' provvedimenti riformatori quali la Cassa per il Mezzogiorno, la Riforma Agraria, il Piano case popolari, De Gasperi, Fanfani e Moro non si affacciarono festanti sul balcone di piazza del Gesu'
di Roberto Costanzo
  

Le motivazioni e gli obiettivi del cosiddetto Reddito di Cittadinanza non possono ritenersi infondati né illegittimi; altrettanto però non si può dire delle modalità di attuazione degli interventi previsti.
Almeno questo appare ascoltando quello che enfaticamente annuncia il ministro Di Maio il quale, se da una parte parla di misura innovativa e risolutiva (finalmente, a suo dire, verrà debellata la povertà...), dall'altra parte minaccia regole e controlli polizieschi (sei anni di carcere per i poveri che non facessero consumi etici e solo acquisti italiani...
Non può sfuggire che un eccesso di controlli potrebbe dar corpo a quelle dicerie di una volta che i poveri sarebbero costituzionalmente inaffidabili e moralmente deboli.
Tornano alla mente le scene della commedia "Miseria e Nobiltà".
In ogni caso, sbagliano di grosso quelle forze politiche di opposizione che sbrigativamente giudicano il provvedimento governativo inefficace e non produttivo di sviluppo.
Berlusconi parla di strumento di decrescita; e nel Pd lo si considera assistenzialismo di uno Stato paternalistico.
A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi se questo sia il primo governo a porsi con convinzione il problema della povertà e se un numero così alto di poveri non vi sia mai stato prima d'ora in Italia.
Tra gli anni '40 e '50, poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, vi fu una compagine governativa che, contestualmente alla ricostruzione post-bellica ed alla ricollocazione internazionale del Paese, si dedicò con primario impegno all’emergenza povertà che colpiva tante famiglie, residenti in ogni parte d'Italia.
Merita di essere ricordata la particolare dedizione del ministro del Lavoro e Previdenza Sociale dell'epoca, Amintore Fanfani.
A lui si debbono programmi innovativi e misure di assistenza e sviluppo, ampiamente utilizzati anche in provincia di Benevento, quali i cantieri di lavoro, i cantieri di rimboschimento, l'Istituto Autonomo Case Popolari, il finanziamento degli Ente Comunale di Assistenza (Eca).
Si tratta di un complesso organico ed integrato d'iniziative di sostegno sociale, lotta alla disoccupazione, costruzione di abitazioni per i meno abbienti, in concomitanza con i programmi di aiuti sociali ed economici degli alleati Usa, quali Unrra, Piano Marshall ed aiuti diretti dei parenti d'America (i famosi pacchi dono, che nei nostri paesi rurali contribuirono non poco ad aiutare le famiglie e non solo quelle indigenti).
Oggi sembra non esservi più traccia di quei programmi che agirono anche in tutto il Sannio con la diretta responsabilità delle Amministrazioni comunali. Andrebbero fatti studi e ricerche su come si posero in quel difficile momento storico i vari uffici ed istituzioni pubbliche e private operanti sul territorio sannita (sindaci, parroci, medici condotti, scuole, collocatori, sindacati, Acli, Cif, associazioni varie).
Il tutto contribuì all'operatività e ad una sufficiente correttezza degli interventi.
Le due politiche sociali, quella che si vuole impostare oggi e quella che si attuò settant'anni fa, in parte si somigliano, almeno negli obiettivi, ma in gran parte si differenziano, almeno nei meccanismi legislativi ed operativi.
Allora il Governo, come detto sopra, si avvantaggiava del coinvolgimento operativo delle istituzioni pubbliche e private presenti sul territorio ed i risultati erano evidenti.
Quando il Governo De Gasperi approvò quei provvedimenti, assolutamente riformatori, ma anche rivoluzionari, quali la Cassa per il Mezzogiorno, la Riforma Agraria, il Piano case popolari, la Legge per la montagna, il Piano edilizia scolastica rurale, la Riforma fiscale Vanoni ed altro, De Gasperi, Fanfani e Moro non si affacciarono festanti sul balcone di piazza del Gesù per inneggiare al successo.
Si dirà che la classe politica di allora era altra gente, con altre storie e filosofie; ma forse è anche il caso di dire che si viveva in un’altra epoca.
Erano tempi in cui i Di Maio e Salvini di oggi difficilmente avrebbero trovato una piazza plaudente ai loro annunci e minacce.
Se è vero che oggi non abbiamo De Gasperi, Fanfani e Moro al governo, è anche vero che non abbiamo Togliatti, Nenni e Almirante all'opposizione.
Quindi, dobbiamo chiederci se oggi è più grave l'incontinenza dei governanti o l'inconsistenza degli oppositori".

comunicato n.116637



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