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Benevento, 06-09-2018 12:04 ____
Una folla di amici e di giornalisti ai funerali di Antonio Buratto che ci ha lasciati prematuramente
Carmine Nardone, gia' presidente della Provincia, ha ricordato che deve al suo funzionario addirittura la vita visto che fermo' un aggressore armato di coltello. Lo hanno commemorato anche Luigi Trusio e Mario Collarile
di Luca Pietronigro
  

La piccola chiesa Madre del Cimitero non ha potuto contenere le tante persone, giornalisti ma non solo, che hanno voluto dare l'ultimo saluto al caro amico Antonio Buratto che ci ha prematuramente lasciati.
Nell'omelia, fra' Antonio Tremigliozzi, che ha celebrato il rito funebre, ha parlato di Buratto come di una persona buona che ha fatto scuola a tanti suoi giovani colleghi.
"In questi giorni, qualcuno riassumendo la sua vita lo vede già in Paradiso, con gli angeli.
La vita, come ogni partita di calcio, è piena di tanti sacrifici ma anche di momenti esaltanti e Buratto tutto ciò lo ha vissuto attingendovi a piene mani.
Dio non vuole perdere nessuno dei suoi figli e tra questi c'è certamente Antonio a cui ha riservato certamente un posto accanto a sé.
Oggi con la nostra preghiera lo affidiamo al Padre ed alla sua misericordia".
Al termine della cerimonia religiosa, il primo a prendere la parola per un ricordo di Buratto è stato Carmine Nardone, già presidente della Provincia di Benevento proprio quando Buratto era un suo funzionario, anzi il suo capo di Gabinetto.
"Abbraccio - ha detto - la famiglia ed esprimo loro così come all'Ordine dei Giornalisti tutta la mia vicinanza ed il mio dolore.
Buratto ha dato tanto al territorio ed alla città. E' una perdita che lascia un vuoto nel cuore di tutti, anche nei tifosi del Benevento.
Ricordo la grande passione che aveva per la squadra della sua città che lo ha portato a seguirne, con apprensione, le sorti durante la crisi del 2005, dopo il fallimento dello Sporting Benevento.
In quel periodo, quando nacque il Benevento Calcio, ci sentivamo spesso perché voleva essere informato sull'evolversi della situazione.
Ricordo, poi, quando, allora sedevo sulla scranno più alto della Rocca dei Rettori ed una persona tentò di accoltellarmi, ma Buratto senza indugi e tentennamenti si lanciò sul mio aggressore e mi salvò.
Se oggi sono qui lo devo a lui".
A ricordare l'Antonio Buratto giornalista, ma soprattutto l'amico è stato il collega Luigi Trusio.
"L'ho conosciuto, ha detto, 22-23 anni fa e tra di noi si è subito instaurato la giusta alchimia, il giusto feeling che ci ha accompagnati in tutti questi anni.
Se devo trovare due aggettivi per descriverlo, beh direi: Meticoloso e passionale.
Meticoloso perché, anche se aveva bisogno dei suoi tempi, dei suoi ritmi, era una persona precisa nel suo lavoro, non sbagliava quasi nulla.
Passionale in quanto in quello in cui credeva, ci metteva tutto il cuore, fino in fondo.
Nessuno era davvero in grado di fermarlo ed ho sempre ammirato il suo spirito d'iniziativa.
Buratto era una persona buona, che si faceva voler bene, era l'amico di tutti ed in tanti hanno beneficiato di questo suo modo di essere e di quello che ha lasciato.
Nell'ultimo periodo ci siamo frequentati di meno, ma avevo notato in lui dei cambiamenti, era più legato agli affetti.
Amorevole era il modo con cui accompagnava la sua nipotina allo Stadio.
Ciao Antonio".
Infine, l'ultimo saluto lo ha portato Mario Collarile, delegato provinciale del Coni che ha parlato, dunque, a nome di tutto lo sport sannita.
Collarile ha ricordato uno degli aspetti meno noti di Buratto ovvero il suo interesse nella pallavolo, dove è stato delegato della Fipav provinciale per circa venti anni ed il suo impegno, anche economico, in questo sport a cui ha dato tanto.
Buratto è stato, per tanti anni, anche il segretario del Coni ed ha contribuito a quella trasformazione di questo Ente da una forma artigianale, come spiegato dallo stesso Collarile, ad una più professionale.
"Ricordo - ha raccontato - il suo immenso lavoro nella fase iniziale di questo processo e l'impegno messo nello schedare tutte le società che componevano, allora, il panorama sportivo sannita.
Era un lavoratore instacabile, l'ultimo ad andare via e non era difficile passare davanti la sua porta verso le dieci di sera e trovare le luci ancora accese".
Ai funerali di Buratto ha partecipato anche Danila De Lucia, oggi senatore della Repubblica, ma anche direttore di quel giornale, "Messaggio d'oggi", dove Buratto ha mosso i primi passi nel mondo del giornalismo con Giuseppe De Lucia direttore e fondatore, una palestra, quella di questo giornale, che ha consentito a tanti giovani di spiccare il volo divenendo essi stessi esempio per le nuove generazioni.
Proprio come è accaduto a Buratto.
Indimenticabile, peraltro, la sua rubrica su questo settimanale condotta per anni ed intitolata "Fatti e misfatti".

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

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