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Benevento, 11-07-2018 16:26 ____
E' indegno, cosi' come per gli avvocati anche per i cittadini, adattarsi alla precarieta' di una giustizia che non funziona
Lo ha detto il presidente dell'Ordine degli Avvocati Alberto Mazzeo al convegno sul ruolo di questa professione ma il sindaco Clemente Mastella in dissenso ha replicato: Non bisogna mai adattarsi o rassegnarsi alle cose che non funzionano
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L'Ordine degli Avvocati di Benevento ed il Consiglio Nazionale Forense hanno organizzato un interessante convegno svoltosi nell'Aula della Corte d'Assise del Tribunale di Benevento, sul tema: "Il ruolo dell'Avvocato nella Società e nella Costituzione".
Potrebbe apparire come un tema ordinario, quasi di pertinenza esclusivamente scolastica o universitaria, tanto appare essere semplice e per niente intrigante, se non fosse per il fatto che i concetti in esso espressi, che appaiono essere e sono di ordinaria concezione ed acquisizione al patrimonio di conoscenze di ciascuno di noi, rischiano di essere seriamente compromessi al punto che il ruolo dell'avvocato, la sua profesione e la sua funzione, nell'Ordinamento italiano, saranno oggetto proprio del dibattito al Congresso nazionale dell'Ordine che si terrà il prossimo ottobre a Catania.
Ad illustrare la tematica anche il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin ed il consigliere segretario Rosa Capria, due figure certamente di grande rilievo nel mondo dell'avvocatura, che hanno dato peso e lustro alla manifestazione di stamane.
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Benevento, Alberto Mazzeo, che ha voluto innanzitutto ringraziare quanti si sono spesi per la buona riuscita del convegno ed in primo luogo il suo ringraziamento è andato a Stefania Pavone, avvocato, componente del Consiglio dell'Ordine, vero autore organizzativo di questo incontro.
Mazzeo ha sottolineato che si è al riconoscimento, per l'avvocato, del ruolo di equilibratore nell'ambito del potere giudiziario.
I temi affrontati quest'oggi sono di grande rilievo al punto da essere contenuti nel documento che il presidente Mascherin ha consegnato al ministro di Giustizia evidenziando proprio gli aspetti che non funzionano di questa nostra organizzazione giudiziaria.
L'auspicio è sempre quello di fornire al cittadino risposte concrete e rapide alla sua richiesta di giustizia e non con sentenze che giungono dopo molti anni e che diventano così anche inattuali.
E' indegno, così come per gli avvocati anche per i cittadini, adattarsi alla precarietà (concetto questo che sarà poi ripreso dall'intervento di Mastella ndr).
Mazzeo a proposito anche della carenza di strutture, ha riproposto il tema dell'utilizzo della Caserma Guidoni che deve essere ancora completamente assegnata e di cui molti locali ancora non sono nella disponiblità del sistema giudiziario.
Il sindaco Clemente Mastella ha sottolineato come siano complicati i temi vissuti in questi tempi per la giustizia.
Sul piano sociale talvolta regge bene quella scena di "Napoli Milionaria" di Eduardo De Filippo quando il protagonista, tornato dalla guerra, vede i figli dediti a professioni tutt'altro che legali e la moglie che si chiede: Ma cosa sta accadendo...?
Questo potrebbe essere il quadro rappresentativo della nostra giustizia.
Occorre preservare l'equilibrio tra accusa e difesa, ha proseguito Mastella preservandolo dalla intromissione dei mezzi d'informazione nell'apparato difensivo.
Il pregiudizio che talvolta ne deriva, pone l'accusato in una posizione diversa e malamente difendibile.
Ed è stato a questo punto che rispondendo all'assunto del presidente Mazzeo, Mastella ha detto che non condivide: Non bisogna mai adattarsi o rassegnarsi alle cose che non funzionano.
Il presidente del Tribunale, Marilisa Rinaldi, nel suo intervento ha parlato di questa espressa necessità di inserire le tutele dell'avvocatura all'interno della Costituzione (che è poi il tema congressuale degli avvocati ndr). Autonomia ed indipendenza che fanno il paio con l'efficienza.
Quindi il presidente Ribaldi ha riproposto un tema a lei caro e più volte esplicitato in convegni e seminari: A parte i tempi ed i costi della giusitzia, c'è la qualità della sentenza che non deve mai essere messa in discussione o sacrificata per altri aspetti che possono essere appunto i tempi o i costi.
Il ragionamento solo economicistico va frenato.
Rinaldi ha quindi accennato alle nuove tecnologie che possono dare una mano a velocizzare i tempi della giustizia.
Tra breve anche al Tribunale di Benevento sarà attivato l'Ufficio Innovazione e Tecnologia.
Ci sono banche dati che aiutano molto ma anche qui la tecnologia non deve prendere il sopravvento.
Al cittadino bisogna sempre garantire il massimo dell'assistenza e non deve mai mancare il contraddittorio.
Il procurartoire della Republbica, Aldo Policastro, ha parlato di grande interesse per l'innovativo approccio all'avvocatrura nel dibattito pubblico, un'avvocatura relegata in due versanti contraddittori: Quello della magistratura e dei soggetti fedeli ad alcuni rami della società, quelli di una fascia forte.
Ora invece c'è l'impegno del Consiglio Nazionale Forense che vuole un'avvocatura consapevole del proprio ruolo nella società. Peraltro se un potere diventa meno potere, è l'equilibrio stesso del sistema che viene a mancare.
Una funzione dunque importante e rilevantissima quella dell'avvocatura essendo una sentinella di libertà.
In questo Tribunale, ha proseguito Policastro, che è proveniente da precedenti esperienze certamente meno esaltanti, non c'è alcun ostacolo frapposto ad essa.
Qui ho trovato da sempre un clima attento e di razionale intelligenza nel rapporto tra magistratura ed avvocatura.
Un esempio prezioso di collaborazione, ha detto ancora il procuratore della Repubblica, si è avuto nella realizzazione del punto di ascolto antiviolenza.
Camillo Cancellario, delegato della Cassa Forense, ha sottolineato come in quest'Aula di Tribunale la difesa dei cittadini trovi la sua concreta attuazione.
Da pochi giorni il Censis ha reso noto il rapporto sull'avvocatura i cui componenti tra il 1995 ed il 2017 sono passati da circa 83mila e 240mila a dimostrazione di quanto sia alta la richiesta di giustizia da parte dei cittadini.
C'è tuttavia una flessione in atto negli ultimi due anni, di un minore appeal riguardo la nostra professione anche per la lunga precarietà cui si espongono i giovani che praticano questa professione e che non vedono nuovi sbocchi lavorativi.
Come Cassa Forense, ha proseguito Cancellario, ci stiamo occupando anche di questo è sosteniamo queste situazioni con un welfare attivo per gli avvocati più colpiti dalla crisi e dalle problematiche di mercato.
Francesco Del Grosso, componente dell'Organismo Congressuale Forense, è tornato sul concetto della costituzionalizzazione del ruolo dell'avvocato che debba poter anche esaltare quella che è forse la funzione più importante di questa professione, quella sociale mentre invece assistiamo all'arretramento della cultura dei diritti.
Addirittura i diritti umani sembrano essere vissuti come un fastidio mentre essi dovrebbero essere inviolabili ed è per questo che su tali aspetti l'avvocato deve far sentire la propria voce.
Maria Masi, consigliere del Consiglio Nazionale Forense, ha sottolineato come sia necessario testimoniare l'abnegazione dei giovani e meno giovani avvocati, che si pongono al fianco dei cittadini, soprattutto ai più precari e deboili, per la difesa dei propri diritti.
C'è la necessità di tradurre i bisogni per farne diventare diritti ed in questo l'avvocatura è insostituibile.
Francesco Caia, anch'egli consigliere del Consiglio Nazionale Forense, ha parlato di responsabilità forte assunta da questo gruppo dirigente del Consiglio Nazionale Forense a proposito della tutela dei diritti fondamentali.
Il progetto dei difensori tecnici non avvocati, da utilizzare nel processo, un progetto che pure era stato ipotizzato, non è definitivamente tramontato e per questo bisognare essere attenti e vigili.
Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Nazionale Forense ha parlato su un tema prestabilito che è stato quello de "L'Avvocato nella Costituzione", un tema molto interessante che ha consentito di percorrere anche un lungo tratto di storia del nostro Paese.
E qui il presidente ha aperto con una battuta, rispetto al ruolo degli avvocati: Se una mamma di Benevento dice al figlio: Se vuoi essere felice per un giorno ubriacati; se vuoi essere felice un po' in più sposati ma se poi vuoi essere felice per sempre e per tutta la vita, fai l'avvocato.
Ovviamente questa mamma stava vaneggiando, ha detto Mascherin.
Siamo noi avvocati quelli dell'ultima professione libera con radici profondamente umanistiche e siamo forse la professione più antica del mondo.
Abbiamo nel nostro animo il sentimento della difesa.
Quindi il presidente si è posto la domanda della domande: Ma la Costituzione è ancora attuale? Ed i concetti che l'hanno espressa sono ancora gli stessi di 70 anni fa?
Non è sbagliato ricordare che essa nacque dopo un regime autoritario durato venti anni ed anche i padri costituenti furono espressione di ideologie diverse tra di loro.
Settant'anni fa, ha detto Mascherin, tutto era molto chiaro soprattutto quqndo si parlava di alcuni diritti come quello del principio di uguaglianza o della promozione della solidarietà, della giurisdizione, del diritto alla difesa.
Non c'era bisogno di grandi intrerpretazioni per questi principii.
Ed era chiaro, parimenti anche il ruolo dell'avvocato.
Oggi, dopo 70 anni, tutta questa interpretazione non equivoca è ancora tale?
Sono ancora presenti la giurisdizione, la libertà, l'indipendenza ed il ruolo dell'avvocato?
Le cose cambiano e cambieranno ancora molto velocemente e da qui la necessità di una grande presenza dell'avvocatura a tutela di questi valori con la sua componente sociale trainante. Questo è ciò che occorre e sono i giuristi che devono affermare la centralità del diritto nella società dove o c'è l'affermazione della forza o del diritto come strumenti di mediazione.
Ed allora, è andato a concludere Mascherin, chiediamo che l'avvocato sia colui a cui è riservata la difesa tecnica nel processo e che deve poter agire in libertà ed in indipendenza.
Senza la riserva tecnica e senza la tutela del segreto professionale, non ci sono più queste garanzie che invece vanno inserite e tutelate.
Non è affatto banale dunque, affermare l'autonomia di questa professione che appare essere scontata.
A chiudere i lavori, è stata Rosa Capria, consigliere segretario del Consiglio Nazionale Forense che ha trattato il tema: "Il Diritto alla difesa dei diritti del mondo".
Capria ha aperto il suo intervento rivendicando il fatto che l'avvocato, nell'esercizio delle sue funzioni, non può essere sottoposto ad alcun procedimento in quanto così è minata e danneggiata la sua autonomia.
E proprio per sottolineare questo aspetto Capria ha fatto un breve excursus sugli altri Paesi ed ha analizzato quegli ordinamenti giudiziari e lo ha fatto con particoilare riferimento alla Cina, al Camerun, all'Arabia Saudita, al Vietnam ed all'Egitto dove le garanzie, per parte, sono praticamente nulle.
Il Consiglio Nazionale Forense si occupa di tutto ciò affinché quello di non accettabile che accade in questi Paesi, non di determini anche da noi.
Un particolare, preoccupato sguardo, il segretario del Consiglio Nazionale Forense ha dedicato poi ai social dove i legali che magari accettano la difesa di persone che hanno posto in essere reati terribili, subiscono attacchi ed offese violentissime quasi ad affermare che non tutti sono uguali dinanzi alla legge e cioè che non a tutti debba essere garantita una difesa.
Da qui la necessità di tutelare la professione inserendola nella Costituzione anche sottolineando la esclusività della difesa tecnica che deve essere dedicata esclusivamente all'avvocatura con la cosiddetta riserva tecnica.

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