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Benevento, 10-07-2018 20:09 ____
Oggi davanti a questo bene confiscato alla criminalita' organizzata siamo tutti presenti ed e' questa gia' una vittoria
In contrada Olivola, nei pressi del cementificio ex Ciotta l'Associazione "Libera" ha organizzato la tappa beneventana del Festival dell'Impegno Civile cui hanno preso parte tra gli altri anche il sindaco Mastella ed il procuratore Policastro
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Presso il cementificio ex Ciotta nella zona industriale di contrada Olivola, si è tenuto, per la prima volta nel Sannio, la  tappa del Festival dell'Impegno Civile, a cura del Coordinamento di Libera a Benevento.
Il Festival è una rassegna itinerante, nata più di dieci anni fa, al fine di promuovere il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, ideata dal comitato don Peppe Diana di Caserta e dal Coordinamento di Libera di Caserta.
Il tema dell'edizione di quest'anno del Festival è: "Siamo in ritardo ma siamo ancora in tempo", riprendendo il messaggio del manifesto degli Stati Generali delle Terre di don Peppe Diana, a cui ha fatto da sottotitolo "Sotto la Dormiente ma svegli", traccia prettamente riguardante la tappa sannita del Festival.
L'iniziativa ha visto la presenza del sindaco Clemente Mastella; del procuratore della Repubblica, Aldo Policastro; di Giuseppe Pagano, in rappresentanza del Comitato don Peppe Diana di Casal di Principe, Irene Mancini in rappresentanza della Cooperativa Kairos e poi dei rappresentanti dei sindacati, di diverse associazioni e singoli cittadini interessati alla vicenda.
Il padrone di casa dell'iniziativa, il coordinatore provinciale di Libera, Michele Martino, ha preso la parola in apertura: "Arriviamo a questo momento dopo un maturo confronto sul destino di questo immobile, ma quello che voglio sottolineare è che oggi, qui davanti, siamo tutti insieme".
Martino ha ricordato l'attenzione che Libera pone sulla questione dei beni confiscati, presenti anche nella provincia di Benevento, affiancando tale impegno a quello per la memoria delle tante vittime, anche appartenenti al nostro territorio, cadute per la mano della criminalità organizzata.
"Questo pomeriggio vogliamo raccontare ciò che questo bene deve diventare attraverso i simboli, contrapponendo la forza dei simboli ai simboli della forza".
Il sindaco Clemente Mastella è intervenuto dicendo: "Mi è sembrato giusto essere qui stasera per accompagnare tutta l'attività relativa a questa vicenda.
Ho chiesto al prefetto l'opportunità di avere un Tavolo di confronto per vedere cosa farne di questa struttura.
L'intenzione del Comune era quella di recuperare questo bene ma quando sono venuti i tecnici non hanno potuto fare altro che constatare la drammaticità delle condizioni dell'immobile.
Per questo motivo, abbiamo sospeso un attimo la questione e ci siamo interrogati sul da farsi.
Appena il prefetto darà luogo alla procedura di insediamento del Tavolo di confronto saremo saldamente presenti per attuare questo tipo di scelta.
Naturalmente, bisogna avere un certo senso della misura, ha aggiunto il primo cittadino, poiché non vorrei che ci fosse un fallimento nel momento che si attua il da farsi.
Al Tavolo dirò la mia, ma sul piano del gesto concreto noi ci siamo".
"La confisca senza recupero è una sconfitta", ha ammonito il procuratore Policastro che ha aggiunto: "Dobbiamo lavorare per restituire questo bene alla collettività, riflettendo naturalmente sulle cose prima di farle. Il bene dove siamo oggi è di tutti i beneventani e io penso che il recupero lo si possa attuare facendo collaborare le istituzioni, l'associazionismo e anche il privato se c'è la possibilità.
La struttura può essere interessata immediatamente da un affidamento della palazzina.
Il territorio può essere difeso anche tutelando i beni comuni come l'ambiente che permettano la valorizzazione di questo territorio con un contribuito in primis degli enti investiti dalla rappresentanza dei cittadini".
Onorato di essere presente si è detto Giuseppe Pagano del Comitato don Peppe Diana che ha raccontato la grande forza di riscatto che ha animato il territorio di Casal di Principe dopo la morte di don Peppe Diana.
“All'epoca - ha detto Pagano - vennero a darci una mano nelle terre di Don Peppe anche tanti giovani di Benevento che volevano combattere il degrado e il disinteresse. La mentalità mafiosa non vuole che ci si possa occupare del bene comune.
Ma non possiamo che farcela insieme.
Sono qui per dire a voi, noi siamo al vostro fianco.
Se ci riuscite voi, ci riusciamo tutti noi".
In seguito sono intervenuti, lasciando un simbolo di partecipazione, Carmine Nardone, presidente di Futuridea, Amerigo Ciervo in rappresentanza dell'Anpi, Giovanni Pio Marenna dell'Azione Cattolica della Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata dei Goti, Kaliroi Mignone per l'Agesci, Ettore Rossi per Cives. Laboratorio di Formazione al Bene Comune, Domenico Zampelli per le Acli di Benevento, Antonio Compare per la Cisl, Giuseppe Vassallo per la Cgil, Giancarlo De Luca per Slow Food Benevento e Antonello Belmonte per la Uisp.
In conclusione, sulle note del gruppo musicale "Fusione", è stato chiesto a tutti i presenti di lasciare una suggestione, attraverso un post it, riguardante cosa potrà diventare il bene confiscato una volta diventato patrimonio comune.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

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