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Benevento, 06-07-2018 08:03 ____
Nonostante il decremento dei finanziamenti l'Ospedale "Rummo" fu riconosciuto quale Azienda virtuosa ed in espansione rispetto alla domanda di sanita'
Da noi giungevano pazienti anche da altre province e regioni che decidevano di spostarsi in citta' per trovare risposta ai propri bisogni di salute. E gia' nel 2013 si ipotizzo' l'accorpamento del "Sant'Alfonso". Peccato non averne fatto nulla!
di Nicola Boccalone
  

Il Rummo non è più in Piano di Rientro!
Vero!
Una sintesi aziendale tra il Rummo ed il Presidio Ospedaliero (Po) di Sant'Agata dei Goti già ipotizzata nel 2013.
E' altrettanto vero!
La ritrovata operatività economica è stata definita con il decreto numero 102 del 29 settembre 2016 del commissario straordinario Polimeni che, valutati i dati gestionali relativi al periodo 2013-2014 solo per l'Azienda Ospedaliera Rummo ed il Moscati di Avellino, ritenne sussistere le condizioni per l'estromissione dal Piano di Rientro.
Fu riconosciuta così la virtuosità di entrambe le Aziende.
Un risultato questo frutto di uno scrupoloso e costante rispetto delle regole impartite all'interno del Servizio Sanitario Regionale (Ssr) a valere dalla dichiarazione di commissariamento della Sanità datata 2009.
La contrazione dell'ammontare dei trasferimenti all'interno del sistema sanitario regionale incise non poco per l'Azienda Rummo passando dai 129 milioni del 2010 ai 112 del 2011, con un lieve recupero negli anni successivi.
In questo quadro, è stato garantito il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario, superando costantemente le verifiche che la società di revisione Kpmg effettuava trimestralmente.
Nel 2014 è stato adottato l'Atto Aziendale predisposto secondo gli stessi principi da cui discende quello di cui si discute e che è stato successivamente approvato nel mese di marzo 2016.
Un complesso di dati e documenti a sostegno dell'Atto fondamentale di programmazione che non mancava di avere a corredo un'analitica rappresentazione della distribuzione della dotazione organica ed un prospetto economico-finanziario a supporto dell'obbligo di mantenere gli equilibri nel rapporto tra i costi di gestione e l'entità complessiva delle entrate tra quelle proprie e quelle derivate.
La valorizzazione delle attività aziendali, la sua remunerazione in rapporto al valore complessivo dei costi di gestione, rappresenta tra gli indici di qualità quello più severo ed attendibile.
In buona sostanza la missione può dirsi adempiuta quando l'offerta sanitaria è pari al valore dei costi di gestione.
Un equilibrio che per il Rummo era pari a circa 110 milioni di euro e che registrava una costante e continua espansione di domanda sanitaria proveniente da altre province e da altre regioni.
Una mobilità attiva (altro indice di valutazione) che gratificava il Rummo poiché non pochi erano i cittadini che decidevano di spostarsi in città per trovare risposta ai propri bisogni di salute.
Tutto questo in uno scenario di una sanità regionale fortemente condizionata dalla inibizione alla contrazione di mutui per investimenti e dal blocco delle assunzioni (come per tutte le aziende pubbliche in dissesto) che hanno inciso sul periodo di gestione 2010-2015.
Tali circostanze indussero già allora (2013) a valutare la possibilità di ricondurre in area Rummo il Presidio Ospedaliero di Sant'Agata dei Goti.
Nel 2013 non mancò una valutazione in merito, trasferendo anche al sindaco Carmine Valentino di Sant'Agata le motivazioni per cui la definizione di un asse Benevento-Sant'Agata dei Goti non poteva che far bene ad entrambe le Aziende.
Sant'Agata sarebbe uscita dalla stagnazione ed anonimato operativo per essere in linea diretta con le attività del Rummo, in costante e continua espansione in termini di qualità e quantità.
Si sarebbero prodotte economie di scala, anche per effetto della eliminazione dei costi non insignificanti di convenzionamento aziendale.
Una energia che avrebbe potuto concorrere per irrobustire le attività di profilo emergenziale.
Sarebbe stato un modo per entrambe di guadagnare stabilmente fette importanti di territorio in agro casertano.
Una sintesi quella tra Rummo e Sant'Alfonso che avrebbe determinato la precondizione per un incremento dei posti letto da aggiungere a quelli già assegnati nel piano ospedaliero vigente, con un'espansione di attività (hospice e medicina nucleare) che avrebbe dato risposte alla domanda legittima di sanità che risultava già disattesa per insufficienza dell'offerta.
Peccato!

comunicato n.114313



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