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Benevento, 16-05-2018 12:30 ____
Perdita probabile della funzionalita' dell'Azienda Ospedaliera "San Pio"
Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino-Benevento sposa senza riserve le perplessita' del sindaco Mastella
Redazione
  

Fioravante Bosco (nella foto è con Stefano Caldoro), segretario generale aggiunto della Uil Avellino-Benevento, in merito alla presa di posizione del sindaco della città di Benevento, Clemente Mastella, che ha evidenziato il pericolo che si possa perdere anche la funzionalità dell'Azienda Ospedaliera "San Pio" di Benevento-Sant'Agata dei Goti, ha sostenuto di sposare, senza riserve, le perplessità che scaturiscono dalle scelte del governatore Vincenzo De Luca.
"Un atto che - ha spiegato - a dispetto dei toni trionfalistici utilizzati nelle ultime settimane da politici e altri sindacalisti, sostanzialmente depotenzia l'ex Ospedale "Gaetano Rummo", smantella l'Ospedale di Sant'Agata dei Goti ed inevitabilmente finirà con il determinare la perdita del Dea (Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione) di II livello a Benevento.
La questione, è tutta legata al Decreto Ministeriale numero 70/2015, che classifica gli ospedali italiani in base al bacino di utenza e prevede un Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione (Dea) di II livello dotato di tutte le branche specialistiche ogni 600.000 abitanti, uno o più Dea di 1° livello interni alle Asl territoriali e, per i presidi ospedalieri più piccoli, una soglia minima di posti letto (80), pena la loro chiusura.
Nasce, perciò, una doppia necessità: evitare la chiusura del presidio di Sant'Agata dei Goti ed aumentare i posti letto dell'ex-Rummo per raggiungere lo stesso numero dell'Azienda Moscati di Avellino.
Nei prossimi anni, infatti, dovendo necessariamente prevedere un solo Dea di II livello, atteso che difficilmente cambierà il decreto numero 70/2015, la nuova Azienda San Pio non sarà in grado di garantire i dovuti standard e, quindi, sarà inevitabilmente declassificata a Dea di I livello, con la conseguenza che verrebbe assorbita dall’Azienda Ospedaliera di Avellino o, nella migliore delle ipotesi, dalla Asl Benevento.
L'adozione dell'Atto Aziendale del "San Pio di Benevento, avvenuta il 30 marzo scorso con la delibera numero 212, che di fatto accorpa l'Ospedale "Sant'Alfonso Maria de' Liguori" e l'Azienda Ospedaliera cittadina per farne un Polo Oncologico, appare un'evidente forzatura, dovendo la Sanità regionale assicurare che i cittadini di ogni singola provincia possano avere un’adeguata presenza di Livelli Essenziali di Assistenza (Lea).
Difatti, la precedente amministrazione regionale aveva fatto un vero miracolo, allorquando, decidendo di tenere insieme le risorse da destinare ad Avellino ed a Benevento, era riuscita nel difficile intento di mantenere in vita ambedue i Dea di II livello.
Se la Regione Campania decide di tagliarne uno, il Dea di II livello che sarebbe destinato a saltare è sicuramente quello di Benevento!
Non vorrei, che questo accanimento nei confronti della provincia di Benevento fosse la conseguenza delle scelte politiche che tre anni fa, nelle primarie per la carica di governatore, videro trionfare Andrea Cozzolino.
Molte volte a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina.
La protesta della gente sannita e dei politici di tutte le appartenenze deve continuare, deve portare il governatore De Luca ad avere più rispetto per il nostro territorio.
A tal fine, il sindaco Mastella fa bene a dirigere la protesta, atteso che il presidente della Provincia Ricci non ha speso una parola su questo argomento.
Bisogna arrivare a far rinsavire il governatore De Luca, facendo in modo che convochi i sindaci sanniti per spiegar loro come vuole risolvere il nostro diritto ad avere una sanità decente.
Difatti, il rischio concreto è che tra qualche anno dovremo ricorrere al Pronto Soccorso di Avellino anche per le emergenze".

comunicato n.112821



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