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Benevento, 14-05-2018 16:43 ____
La vicenda dei servizi sanitari nel Sannio dimostra la debolezza politica del territorio rispetto alle scelte operate dalla Regione Campania
Siamo in una situazione molto seria, secondo alcuni in altri territori, Salerno, le scelte sono esattamente opposte. Come mai? Se lo chiede Gianluca Aceto del movimento politico "Articolo Uno"
Redazione
  

Gianluca Aceto, esponente del movimento politico "Articolo Uno", con una nota, è intervenuto sulla questione Sanità nel Sannio.
"La vicenda - scrive - dimostra la debolezza politica del territorio rispetto alle scelte operate dalla Regione Campania.
I cittadini pagano il prezzo degli accordi politici che ci hanno ridotto ad appendice delle altre province.
Chiediamo l'immediata convocazione della Commissione regionale Sanità, in seduta aperta alle rappresentanze dei cittadini.
Chiediamo, inoltre, al consigliere Erasmo Mortaruolo di farsi promotore di un dibattito pubblico che aiuti a capire i tempi e i modi delle soluzioni individuate.
Sono ormai numerosi i fatti che, nel campo dei servizi sanitari, sembrano dimostrare la definitiva mortificazione dei cittadini e delle cittadine sannite.
Fatti su cui, almeno dal 2017, intervengono forze politiche, consiglieri regionali, amministratori locali e sindacati, nel tentativo di porre un argine al depotenziamento di strutture e organici, tanto dell'Asl quanto dell'Ospedale "Rummo" di Benevento.
Il depotenziamento deriva dalla programmazione della Regione e dalle scelte operate dai manager nominati direttamente dal presidente De Luca, che è anche commissario straordinario alla sanità.
Cominciamo dall'Atto Aziendale Asl, approvato dal direttore generale il 16 aprile scorso.
Per la quarta volta, il documento programmatico principale dell'Azienda sSnitaria ripresenta i macroscopici profili di illegittimità, rilevati già nel 2016, che ne hanno finora impedito l'approvazione.
Sembra evidente lo squilibrio tra l'organizzazione delle strutture centrali e distrettuali, oltre alla violazione delle leggi riguardo all'eccessivo numero sia delle unità complesse che di quelle semplici.
In poche parole, la reiterazione delle illegittimità, impedendo l'approvazione dell'Atto, butta la palla avanti ed impedisce di mettere mano alle storture evidenziate.
A cosa serve tutto ciò?
A garantire livelli adeguati nei servizi o a garantire indebite rendite di posizione a qualche privilegiato?
Non è che questi giochi sottraggono risorse a servizi e cittadini per destinarle a indennità non dovute?
Sarebbe curioso sapere cosa ne pensa la Corte dei conti di un assetto organizzativo che risale al 2004 e non rispetta le stringenti norme successivamente intervenute.
L'Atto Aziendale, inoltre, inserisce nel distretto sanitario di Benevento l'unità operativa penitenziaria che, priva di alcune funzioni e competenze previste nelle line guida regionali, non può assolvere alla gestione efficiente ed efficace dell'assistenza penitenziaria ed al ruolo di coordinamento tra le varie strutture aziendali coinvolte nelle relative attività.
Tale unità, poi, dovrebbe avere competenze anche sull'istituto penitenziario minorile di Airola che, di fatto, rientra nella competenza territoriale del distretto sanitario di Montesarchio e quindi si andrebbero a generare conflitti di gestione.
Le perplessità sulle scelte del management Asl riguardano anche altre vicende.
Nel 2017, ad esempio, fu sollevato il caso del servizio 118, che risulta talmente deficitario in termini di personale che l’assistenza talvolta è stata erogata con ambulanze senza il medico a bordo o con medici costretti a proseguire l'attività per 18 e/o 24.
Ancora più drammatica è la situazione dell’emergenza-Urgenza 118 in relazione alle modifiche previste dal piano regionale dove, nella Asl di Benevento, è prevista una riduzione del 40% di medici a bordo delle ambulanze.
Il personale tolto a Benevento sarà distribuito a Napoli e Salerno.
In ultimo, ricordiamo una vicenda che solo in apparenza sembra marginale, ma che si iscrive pienamente in questo quadro: nel 2017 i veterinari liberi professionisti, solitamente contrattualizzati dall'Asl per assicurare le attività istituzionali, sono stati reclutati soprattutto in altre province (Napoli, Caserta e Salerno), mentre una quindicina di sanniti sono rimasti in gran parte fuori.
Le Asl degli altri territori, guarda caso, con ingegno e buona volontà sono riuscite a garantire il lavoro ai professionisti locali, dando continuità ai servizi. Da noi a Benevento manco questa è andata.
Conosciamo ormai anche i problemi dell'Ospedale Rummo, del quale non è rimasto nemmeno il nome, tramutato in "San Pio" in seguito all'accorpamento ad esso del Sant'Alfonso de' Liguori di Sant'Agata dei Goti.
Le istituzioni locali hanno fatto bene ad evidenziare le criticità di un Atto Aziendale che rischia di ridurre il "Rummo" a mera articolazione del "Moscati" di Avellino, sia per risorse concretamente disponibili che per i servizi da erogare ai cittadini.
Criticabile risulta anche la decisione di chiudere il Pronto Soccorso di Sant'Agata, i cui accessi saranno dirottati su Benevento: inevitabile e prevedibile l'ulteriore sovraffollamento delle strutture del capoluogo.
Il Sannio saticulo, telesino e titernino sarà privo di un presidio di urgenza, dopo la chiusura di Cerreto Sannita.
Nota è anche la carenza di strutture e personale, come evidenziato dalla diminuzione degli interventi chirurgici e dalla impossibilità di garantire le prestazioni in cardiologia.
Insomma, siamo in una situazione molto seria, secondo alcuni in altri territori (Salerno) le scelte sono esattamente opposte.
Come mai?
Riteniamo necessario convocare la Commissione regionale sanità per discutere dei servizi sanitari nel Sannio e riconoscere ai cittadini la dignità di cui sono portatori.
Con spirito costruttivo, chiediamo inoltre al consigliere sannita Erasmo Mortaruolo di attivarsi per discutere pubblicamente dei problemi, delle concrete soluzioni a cui si sta lavorando, degli obiettivi strategici e dei tempi di attuazione che realisticamente si dovranno attendere".

comunicato n.112766



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