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Benevento, 12-05-2018 21:49 ____
Giulia Farnese... la Venere papale. Il mistero di una donna "fedele" amante di Papa Alessandro VI, che riusci' a servire e a servirsi del suo fascino
Presentata l'ultima fatica letteraria di Mario Stranges grazie a un incontro organizzato dall'Inner Wheel presieduto da Maria Vittoria Bojano
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"La più importante e pericolosa grande potenza del mondo è il fascino della donna" (Jokai, dal Liebesbrevier di Voinesen).
Questa frase riassume il filo conduttore dell'incontro organizzato dall'Inner Wheel di Benevento, presieduto da Maria Vittoria Bojano, per discutere l’ultimo lavoro letterario del magistrato emerito Mario Stranges, "Giulia Farnese".
La donna, nelle sue mille sfaccettature, è stata la protagonista della serata, analizzata dai relatori sotto punti di vista differenti ma efficaci.
Elio Galasso ha posto l'attenzione, anche attraverso la proiezione d'immagini, sulla figura di Giulia Farnese, donna colta e disinibita, ammirata e invidiata per la sua bellezza.
Era, infatti, definita "Giulia la bella" e rispondeva perfettamente ai canoni di bellezza rinascimentali.
Ma non esistono suoi ritratti e, per questo motivo, rimane, come ha affermato Galasso, "dispettosamente invisibile".
Anche i cronisti suoi coevi, non sono concordi nelle descrizioni.
Il mistero della sua bellezza quindi, non fa altro che aumentare la curiosità nel volerla conoscere meglio.
Farnese, amante del Papa Alessandro VI Borgia, era una donna che, al di là di ogni immaginazione, era riuscita a districarsi tra le varie dinamiche di corte, tra misfatti e oscenità, grazie anche alla sua bellezza.
Enza Nunziato si è, invece, soffermata sul difficile e contrastato rapporto tra le donne e la politica e il potere.
Sin dall'antica Grecia, le donne non avevano diritto di parola, erano ridotte al silenzio, ma nonostante questo divieto le "ribelli" sono riuscite a farsi ascoltare: come Antigone, Medea, Lisistrata.
Di donna in donna, dalle dee e alle streghe per "legittima difesa", Nunziato è arrivata alla contessa di Castiglione, una bellissima donna che riuscì, grazie alle sue doti naturali, a risolvere importanti questioni politiche, ponendo le basi per la controversa Unità d'Italia.
Roberto Costanzo ha molto divertito il pubblico in Sala perché ha definito Giulia Farnese come possibile protagonista di un film di Tinto Brass, il cui titolo potrebbe essere "Le avventure dell'amante non segreta di un pontefice".
L'amore tra Giulia e il Papa, ha spiegato con sottile ironia Costanzo, è stato un amore illecito, osceno, ma potremmo definirlo anche un rapporto profondo, che è durato nel tempo, diverso dalle altre donne-amanti di personaggi illustri della storia.
Questa singolarità, fa di Giulia la Bella una donna che non può essere "assimilata" alla sacra prostituzione della Magna Grecia.
A chiudere la serata culturale, l'intervento dell'autore, Mario Stranges, un fine conoscitore dell’animo umano, un attento divulgatore di storia, uno scientifico indagatore degli eventi dell'umanità, il quale, dopo aver ringraziato i relatori e i presenti per la partecipazione, ha voluto ricordare a tutti una frase di Albert Einstein: "E' più difficile disintegrare un pregiudizio che un atomo".
Una dichiarazione che rende bene l'essenzialità del libro, che ci fa capire come la Storia, scritta il più delle volte dagli uomini, nasconde dei tranelli o "inventa" leggendari misteri nei confronti di quelle donne non assimilabili a cliché da servi.
Pagine di storia, insomma, dove i pregiudizi pullulano, ma che, nel contempo, non possono non convenire che spesso, dietro eventi decisivi e importanti, le file sono state tenute dalle donne.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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