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Benevento, 11-05-2018 08:08 ____
Dopo qualche mese di pausa forzata a causa di un fastidioso infortunio, Luca Aquino torna sulla scena. Primo impegno il 18 maggio
La sua veste e' quella di direttore artistico, ideando, in collaborazione con i Comuni di Apice, Sant'Angelo a Cupolo, Paduli, San Nazzaro e San Martino Sannita una nuova edizione di Riverberi, questa volta denominata "Appia in Jazz_Riverberi"
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Dopo qualche mese di pausa forzata a causa di un fastidioso infortunio, Luca Aquino (foto) torna sulla scena.
Per adesso lo fa in veste di direttore artistico, ideando, in collaborazione con i Comuni di Apice, Sant'Angelo a Cupolo, Paduli, San Nazzaro e San Martino Sannita una nuova edizione di Riverberi, questa volta denominata "Appia in Jazz_Riverberi".
Il Festival si terrà nei due weekend che vanno dal prossimo 18 maggio fino al 24. 

Aveva annunciato che nel 2018 "Riverberi" sarebbe ripartito.
Come mai la scelta di questa sinergia?

Ho sempre pensato che il brand andasse in qualche modo esportato e non esclusivamente affrancato al capoluogo.
Già in passato la manifestazione ha fatto tappa in alcuni borghi della provincia.
Questa volta, insieme agli amministratori dei Comuni interessati ed a Carmen Loiola che ha stilato il progetto, ci siamo immaginati un percorso di suoni e ritmi lungo l’Appia Antica per unire, con il jazz, luoghi diversi, specialmente nelle sonorità.

Il programma è molto ricco e con nomi di caratura internazionale. C'è un denominatore comune su cui è fondata la scelta degli artisti e dei concerti? 
Sì, il denominatore è che piacciono a me e poi speriamo anche agli spettatori.
Il jazz è una musica spugnosa, sempre in movimento e, spesso, un ponte verso nuovi stili. In questa edizione c'è rock, pop, musica classica, popolare, la canzone d’autore, le colonne sonore dei film ma jazz è sempre lì. Javier Girotto e Natalio Mangalavite esalteranno la loro evoluzione con la tradizione argentina, Rita Marcotulli e il suo solo ci stupirà, Daniele Sepe farà fare il giro del mondo, gli Ziganamama ci condurranno a est con melodie nomadi, Sergio Casale ci delizierà col suo nuovo album "Sciuscià", Vincenzo Saetta fonderà il rock con acustica ed elettronica. Eugenio Finardi, accompagnato da Mirko Signorile e Raffaele Casarano, rivisiterà in chiave jazz i suoi più grandi successi.
La tromba di Markus Stockhausen ci aprirà nuovi orizzonti con la musica intuitiva e l’improvvisazione. 

Come siete riusciti a realizzare un Festival così ricco di date e protagonisti?
Ringrazio i responsabili dei Comuni proponenti che hanno deciso di affidarmi la direzione artistica e di affiancare il marchio "Riverberi" ad "Appia in Jazz". 
Il progetto ha ottenuto il parere favorevole dalla Direzione Generale per le politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, con l'ammissione a finanziamento del progetto con la misura Poc Azione 3 "iniziative promozionali sul territorio regionale".
L'obiettivo è quello di far rivivere ed incoronare la Regina Viarum, che proprio in questi giorni sta per essere candidata a patrimonio mondiale dell'Unesco, attraverso la valorizzazione, mediante la musica, dei suoi borghi più suggestivi e dei suoi scorci più caratteristici.

C'è però un evento che è fuori budget e che è stato autofinanziato, giusto? 
Certo. E' quello di Stockahausen.
Non potevamo lasciar fuori Benevento città che ci ha sempre sostenuto.
Così abbiamo pensato di mettere in piedi un concerto interamente autogestito.
Il musicista tedesco è artista di un livello incredibile.
Prima del concerto, terrà anche una masterclass aperta a tutti nel pomeriggio del 24 maggio, alle 16.00, all'Auditorium San Vittorino.
Per questa data, è stata fondamentale la collaborazione del Conservatorio Statale "Nicola Sala" e del suo direttore Giuseppe Ilario.
Sarà la "Nicola Sala Jazz Orchestra", guidata dal maestro Roberto Spadoni, ad accompagnare Markus Stockahausen nella sua esibizione serale.
Ma decisivo è stato anche il contributo economico degli sponsor, alcuni dei quali da sempre vicini a "Riverberi".

Per i concerti si pagherà un biglietto o saranno a titolo gratuito? 
L'ingresso è assolutamente gratuito, gli eventi saranno accessibili a tutti.

Il logo del festival è stato disegnato da un grande maestro, un artista straordinario. 
E' un omaggio del mio amico Mimmo Paladino al nostro festival.
In passato abbiamo già avuto occasione di collaborare e la sua sensibilità verso ogni forma d'arte è davvero sorprendente.
Abbiamo raccolto anche il sostegno della la Reggia di Caserta e del direttore Mauro Felicori, che sta promuovendo il nostro evento attraverso i suoi molteplici canali di comunicazione.
Felicori è da sempre un convinto sostenitore della valorizzazione dell'Appia Antica, in futuro di sicuro ci sarà la possibilità di realizzare qualcosa insieme.

comunicato n.112662



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