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Benevento, 13-04-2018 21:09 ____
Alla conferenza sul tema della donazione degli organi Clemente Mastella gela i presenti: Avevo dato la mia adesione ma poi l'ho ritirata
Mi auguro di riconsiderare un giorno questa mia decisione ha sottolineato il primo cittadino. Emozionanti le testimonianze di persone che invece hanno ottenuto o donato organi
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Nel complesso di San Vittorino, si è svolta la conferenza dal titolo: "Un donatore moltiplica la vita", voluta da Franklin Picker, direttore generale dell'Asl, da Mario Forlenza, direttore generale dell'Asl Napoli 1 Centro, e da Antonio Corcione, direttore del Centro Regionale Trapianti.
L'evento è stato coordinato da Mariarosaria Focaccio, responsabile della divulgazione dei "trapianti di organi e tessuti" della Asl Napoli 1 Centro.
Ad aprire i lavori, è stato il padrone di casa, il direttore del Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" che ha ricordato ai presenti, anche per giustificarne l'assenza, l'odierna elezione, alla unanimità, di Caterina Meglio a presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti di Conservatorio.
Quindi, la parola è passata al prefetto Paola Galeone che, riferendosi all'evento, ha parlato di un qualcosa di nobile e di meritorio.
Il prefetto ha poi sottolineato che gran parte di questo inizio di pratica sanitaria, ha avuto luogo con il tragico evento di Nicholas Green nato a San Francisco, nel 1987 e deceduto a  Messina, il 1º ottobre 1994.
Questo bambino statunitense, rimase vittima a sette anni di un assassinio sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nei pressi dell'uscita di Serre (vicino a Vibo Valentia) mentre era diretto in Sicilia con i genitori Reginald e Margaret e la sorellina.
Un uomo a cui fu donato il suo cuore, visse per i successivi 22 anni.
E' una cultura che sta cambiando.
Ora non è più un miracolo ottenere la donazione degli organi.
Il questore Giuseppe Bellassai ha sottolineato quanto il tema, quello della donazione degli organi, fosse attuale ed importante ed a cui si guarda, con difficoltà e dolore.
Spesso mi sono interrogato, ha detto, se fosse giusto o meno decidere di donare i propri organi.
Molti di noi, è inutile negarlo, hanno difficoltà a compiere un passo così importante.
Bisogna poi fare i conti anche con il senso che vogliamo dare alla nostra vita.
A sorprendere i relatori, giunti a Benevento per fare proselitismo e per convincere anche i più riottosi a disporre la possibilità di una donazione dei propri organi, è stato il sindaco Clemente Mastella il quale ha esordito dicendo che sono questi elementi che creano inquietudine anche da un punto religioso visto che ci hanno insegnato e convinti che il corpo fa parte in pieno e nella sua completezza della risurrezione.
Per questo, ha proseguito Mastella, abbiamo forse sempre indugiato sulla soglia.
Avevo dato la mia adesione alla donazione degli organi, ma poi ho avuto un ripensamento e l'ho ritirata.
Mi auguro di riconsiderare un giorno questa mia decisione.
Il comandante dei Carabinieri, Alessandro Puel, ha detto di avervi aderito, al di là delle varie declinazioni morali.
Quindi è intervenuto Mario Forlenza, direttore generale dell'Asl Napoli 1 Centro il quale ha voluto ringraziare le istituzioni: Quando si rema tutti nella stessa direzione, i risultati poi si ottengono.
I momenti della divulgazione sono stati aumentati ed oggi tutto questo è un punto fermo nell'intento di andare oltre e proseguire l'iniziativa soprattutto con aspetti pratici.
Vincenzo D'Alterio, direttore sanitario Asl di Benevento, ha sottolineato l'impegno dell'Azienda a portare avanti la cultura della donazione.
Mariarosaria Focaccio ha riferito che sono in lista di attesa di un trapianto 9.280 persone in Italia.
I risultati riguardo le donazioni sono buoni ma non eccellenti. Bisogna far capire che donare oltre che un atto d'amore è un atto di civiltà.
Pio Zanetti, anestetista e rianimatore, ha spiegato che con il passare degli anni in lui si è rafforzata sempre più l'idea ed il compito di fare divulgazione a maggior ragione dopo dopo aver ascoltato autorità che hanno fatto marcia indietro (il riferimento era ovviamente a Mastella ndr).
Bisogna convincersi che attraverso una morte già avvenuta, rinasce la vita.
Peraltro, ha concluso Zanetti, la paura di essere "sepolti vivi" non esiste.
Ad intervenire è stato quindi Ciro Maiello, responsabile Chirurgia dei Trapianti.
A differenza del fegato e del rene, ha detto, la donazione del cuore dopo i 60 anni è difficile che possa essere destinata, così come quella del polmone, ad una persona in lista di attesa.
Quindi ha pizzicato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (senza citarla) che ha recentemente affermato che non si può morire di trapianto.
Queste frasi, ha detto Maiello, fanno male a tutti anche perché un trapianto di cuore è ancora considerato l'unica terapia per una diagnosi terminale.
Paride De Rosa, dell'Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona ha anche egli ripreso le parole di Mastella affermando che gli dispiace sentire che un iscritto all'Aido (Associazione Italiana Donatori d'Organi) poi ci ripensa.
Il trapianto di rene è la terapia della insufficienza renale cronica in quanto l'emodialisi è solo una terapia sostitutiva e temporanea.
Di rene anche quando ne perdiamo uno, abbiamo l'altro che funziona.
Poi ha affermato: Nonostante i tanti passi fatti in avanti, noi non ci fidiamo del nostro servizio sanitario.
Abbiamo con esso ancora una interlocuzione incerta.
Walter Santaniello ha parlato invece dei trapianti di fegato ricordando che al "Cardarelli" il primo intervento si è avuto nel lontano 1994.
In questa regione, sono molti i malati di fegato e quindi noi cerchiamo di fare di più anche perché spinti dalla necessità ed utilizzando anche donatori al limite delle potenzialità.
L'impegno di tutti, dunque, deve essere ancora maggiore ed i risultati dovrebbero per questo migliorare.
Importante è anche il ruolo delle Associazioni che ci affiancano.
Esse sono vicine alle famiglie e collaborano con i medici.
Lucia Mastrullo ha parlato invece della donazione del midollo. Il 40% avviene grazie al dono di un perfetto sconosciuto e tuttavia non basta la disponibilità dei 30milioni di persone nel mondo, perché c'è da valutare l'elemento della compatibilità.
Il donatore è un super eroe? ha detto Mastrullo. No.
Si rischia di più a stare sulle strade come gli agenti delle nostre forze dell'ordine che garantiscono la nostra sicurezza che donare qualche cellula.
La donazione del midollo può essere fatta da soggetti compresi in una età che va dai 18 ai 35 anni.
E' una cosa semplice ed in grado di far rifiorire una vita.
Nel corso dei lavori hanno portato la loro testimonianza, da trapiantati, Maria Rimauro, Carmine Marotta e Maria Nicolella.
Alla manifestazione, hanno preso parte, tra gli altri, i quattro parlamentari del Movimento Cinque Stelle: Danila De Lucia, Angela Ianaro, Sabrina Ricciardi e Pasquale Maglione.

Le foto sono di "Gazzetta di Benevento". Riproduzione vietata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

comunicato n.111879



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